Storie di Artiste: Manuela Bollani e “C’era una svolta”

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Cosa potrebbe accadere se Cappuccetto Rosso, ad un certo punto del sentiero di quel famoso bosco, decidesse  per una volta tanto del racconto, di prendere un’altra strada?
Cosa , se volesse sperimentare una via completamente diversa?

Ecco questa e’ stata l’intrigante domanda che si e’ posta la giovane donna che ho qui oggi davanti a me e che su questo e’ riuscita a farne uno spettacolo teatrale surreale e divertententissimo , scritto interamente di suo pugno.
Lei e’ Manuela Bollani e il lavoro da lei scritto, che sta portando in scena in Italia in questo momento, si intitola , appunto, “C’era una svolta”. Li’, se avrete occasione di vederlo , la troverete come one women show in un lavoro dove recita, canta , danza e, soprattutto, nel quale ha messo una vena di humor e capacita’ di analisi dell’essere umano , o disumano, dei nostri tempi di raro acume e piacevolezza.
Manuela ,infatti, fa parte di quelle rare persone capaci di vibrare di toni, sonorita’ e modi di porsi davanti al pubblico completamenti diversi fra loro, esattamente come nella natura della musica che ama fin da bambina.
Puo’ essere compita insegnante di canto moderno per i suoi allievi o brillante e provocatoria interprete sulla scena riempiendola completamente con la bellezza della sua voce e della sua presenza appassionata, dissacrante e divertente fino alle lacrime.
Provocando risate infinite soprattutto di noi donne presenti , almeno di quelle libera da schemi , capaci di ironia ed autoironia . Questo riprendendo con intelligente maniera certi archetipi odierni, soprattutto delle incomunicabilita’ e dei fraintesi di certe stremate relazioni di di coppia .
Descrivendole ,cosi’, splendidamente in “C’era una svolta” attraverso scenette che rimangono indimenticabili.
Cosi la Nonna che viene scoperta da una Cappuccetto arrivata prima del tempo, non a letto con cuffietta e scialle ma con il prestante Cacciatore , oppure Biancaneve e Cenerentola, incontrate in un improbabile bar gestito dal Lupo , svampite protagoniste intente a raccontare le loro nuova verita’, quella dell’altra possibile “svolta”, quella che diverge dal loro prefissato copione.
Insomma, sorridendo, in “C’era una svolta” Manuela ci fa riflettere anche sui nostri di “copioni “ .

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Quegli schemi imposti, quelli presi e subiti nella nostra vita o in quella che non abbiamo mai neanche tentato di vivere.
Pezzo cult dello spettacolo il memorabile divertentissimo quadretto di quell’appuntamento in cui i ruoli classici si ribaltano ed e’ stavolta “lei “, la donna , quella capace di tenere le fila con la sana voglia di leggerezza e sfrontatezza che sa finalmente concedersi , mentre il lui di turno, titubante e incapace di gestire tanta consapevole forza , farfuglia e balbetta senza riuscire ad esprimere emozioni se non con banali  frasi fatte .
Rappresentazione molto seria , riflettendoci finite le genuine risate fatte durante lo spettacolo, del fatto che quella “svolta” oggi sia stata fatta decisamente piu’ dalle donne che dagli uomini e della incapacita’ , sempre piu frequente per gli uomini , di stare al passo di una  crescita emotiva e personale di tanta parte del mondo femminile che non ha, purtroppo oggi, altrettanto riscontro nel mondo maschile.
Facendo nascere cosi tanta di quella incomprensione frustrante in relazioni che non rispondono piu’ appieno a questo cambiamento ,andando a  passi alterni e velocita’ diverse.

Accade che ,dopo averla vista in “C’era una svolta” ,mi sia trovata con Manuela Bollani in una situazione completamente diversa dallo spettacolo in cui l’avevo vista in scena. Un laboratorio da lei condotto sull’importanza della voce, del suo uso e , dopo esperienze cosi, capita di trovarsi poi a parlare di quante e quali siano le soggettivita’ umane e quante, infinite, le possibili reazioni di ciascuno di noi.
Discorso che, occupandoci piu’ o meno entrambe , ognuna a suo modo, di” risorse personali”  , non puo’ che cadere sulle convinzioni limitanti , cioe’ quelle considerazioni indotte che ci portiamo dentro e che possono condizionare la vita di chi , se non dotata dei giusti strumenti per uscirne e liberarsene, finisce per cedervi rinunciando a sogni o progetti amati.
Praticamente di quelle “svolte” che si riescono o meno a prendere nella nostra vita, esattamente come la Cappuccetto Rosso del suo spettacolo.
Manuela , mi racconta, e’ riuscita a prenderla quella svolta tempo fa.
E’ riuscita a capire ad un certo punto della sua vita che voleva fare “altro” da quello che sembrava la sua strada gia’ impostata e definita.
Ha capito che la sua vita voleva essere nella Musica, ma non solo.Che niente scritto da altri poteva davvero rappresentare quello che Lei voleva dire.
Ha iniziato,cosi,cosi’, a scrivere i suoi testi . Perche’ non e’ vero che con certi desideri e certe capacita’ ci si deve nascere, perche’ si cresce, si cambia..possono arrivare stimoli ,desideri e certezze nuove e, tutto questo, puo’ rivelare a noi essere qualcosa di nuovo e diverso anche da cio’ che finora abbiamo pensato fosse la nostra naturale essenza.
E si possono iniare sempre a fare cose nuove,a crearsi e ritrovarsi diversi.
Questo e’ il messaggio di Manuela e del suo attuale percorso artistico e di vita :

“Essere sempre una in cerca di.. “.

Insomma..non c’e’ altro che da andare a vedere il suo “C’era una svolta” e da iniziare a conoscere questa perla di intelligenza,ironia e competenza musicale e anche umana, che non guasta, anzi.34366326_10217346240274363_8081979336866922496_n
Poi ok si..diciamo che ha anche il dono di avere un fratello che fa musica ed e’ anche un grandissimo Artista .
Si si, un certo Stefano.
Stefano Bollani, uno che di musica , carisma e  presenza scenica ne sa qualcosa.
Ma questa e’ un’altra storia e, magari, ve la raccontero’ un’altra volta .
Ora sul palco c’e’ Manuela.
Perche’  Artiste  dotate di ironia , intelligenza  e capacita’ di imporsi come protagoniste, in un mondo che ancora troppo spesso  le vorrebbe  ancora “spalla”, sono patrimonio da tutelare come panda in estinzione .
Figuriamoci poi se , con il loro lavoro , ci suggeriscono “svolte”  a vite  prevedibili   illuminandocele come  ancora pensabili e , coraggiosamente, possibili.

 

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Che sia in scena con  la dissacrante Cappuccetto Rosso del suo spettacolo o canti, per esempio, Giorgio Gaber come fa meravigliosamente , ora protagonisti sono solo  il suo sorriso , la sua bravura e la sua voce bellissima.

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Profilo Autore

Milene Mucci

Milene Mucci. Nata il giorno della Befana ad Arezzo ma adottata da anni dall ombra delle Apuane e del mare di Carrara. Due figli ormai adulti ai quali non si rassegna a lasciare un Paese in cui i diritti civili dei piu' deboli non siano rispettati . Si occupa di comunicazione e art counseling. E' counselor professionista formata in Aspic (Scuola Superiore Europea di Counseling Professionale) ed e' iscritta alla Reico. Impegnata in battaglie per i diritti civili con Ignazio Marino,e' uscita dal PD ( Direzione Regionale Toscana) nel luglio 2015. Membro della Fondazione "Antonino Caponnetto" ,segue il Progetto "Giovani sentinelle della Legalita'" avviato nelle scuole dal Giudice per parlare ai giovani di cittadinanza ,legalita' e Costituzione. Scrive da anni per Dol's,che ama ,ed e' blogger su Huffington Post ed altre testate .

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