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    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Non paura ma solidarietà. Milano c’è.
    Costume e società

    Non paura ma solidarietà. Milano c’è.

    DolsBy Dols20/06/2015Updated:20/06/20151 commento5 Mins Read
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    Non profughi, migranti, clandestini ma persone. Milano c’è. E’ bello raccontare di un’Italia e di una città diversa da quella descritta. Dove non c’è paura, disagio, timore. Ma solo tanta e tanta solidarietà.

    di Francesca Pontani

    Milano c’è.

    Milano c’è da un anno, ed oggi è più presente di ieri.

    Passo dalla Stazione Centrale dopo qualche mese di assenza forzata e mi incammino verso il “famoso mezzanino” intorno al quale, quasi per caso circa un anno fa, grazie alla volontà ed alla passione di una donna ‘normale’ come Susy Iovieno si è formato un gruppo bellissimo di volontarie e volontari ( ma mi piace sottolineare che sono soprattutto donne ) che giornalmente ( anche il sabato e la domenica) hanno prestato il loro amore, i loro sorrisi, i loro panini di Nutella ( tutto a spese proprie) a chi arrivava stanco, affranto, impaurito dal viaggio della salvezza , dalla violenza e da una guerra che noi ( generazione post dopoguerra ) non possiamo neanche immaginare..

    Il mezzanino è stato recintato con transenne metalliche alte due metri. Vuoto, pulito, quasi triste in quella sua asettica solitudine …e così seguendo le indicazioni che mi sono arrivate da Fb scendo le scale e mi avvio verso i portici della stazione.

    Loro sono li. Per loro intendo le persone, le donne, i bambini, gli uomini che i giornali in questi giorni hanno soprannominato migranti, profughi, clandestini, malati… hanno due occhi, spesso bellissimi, due braccia, gambe e fame, tanta fame. Persone come noi, che sorridono come noi, mangiano come noi, e che vivevano come noi , lavoravano come noi, andavano a scuola come noi, si divertivano come noi, facevano l’amore come noi , si innamoravano come noi, pregavano come no, prima della guerra, prima dell’odio e della violenza, della distruzione .

    Difficile ritrovare in quegli sguardi, quei vestiti sporchi, quei sorrisi leggeri , quelle grida di bimbi, il pericolo di cui parla con tanta enfasi il nostro buon Salvini, il nostro governatore Maroni, i nostri vicini francesi così smemorati da dimenticarsi la terza parola Fraternite’..

    Sono in fila, educati ad aspettare il loro turno per mangiare qualcosa, trovare un vestito pulito, un gioco per il proprio bambino impaurito, ma anche solo una parola, un sorriso, un grazie.

    Non sanno di essere diventati per alcuni politici, per alcune persone e per molti giornali e TV il pericolo numero uno di questo Paese e di questa Europa cieca ed egoista, non sanno di essere finiti sui giornali nella loro umiltà e disperazione, additati come portatori di malattie terribili come la scabbia ( si avete capito bene la scabbia, una malattia della pelle che se curata guarisce in tre giorni) portatori di malaria ( ma la malaria è infettiva? mai saputo) untori di i morte, di furti, di stupri.

    Continuo a guardarli e faccio veramente fatica a ritrovare le parole di alcuni articoli, le interviste di alcuni politici, le angosce di molte persone.. poi giro lo sguardo un poco al di la della fila. Sorrido, riconosco alcune amiche con cui ho diviso alcune ore di volontariato qualche tempo fa al mezzanino. Sorridono anche loro e mi indicano scatoloni pieni di cibo, pallet di bottigliette acqua minerale, mille confezioni di brioche, uova sode come palline da tennis, cibo, cibo cibo, e poi vestiti, tanti , colorati puilti, non stracci da buttare e tanta tanta gente, tanti milanesi anche loro in fila coi loro pacchi, i loro sorrisi, quella smania di aiutare che solo chi conosce bene Milano apprezza nel profondo. Tante persone, chi di fretta, quasi vergognoso, lascia li il suo dono, chi si ferma ad aiutare, nell’ora di pranzo, oppure al termine del lavoro, un poliziotto aiuta a tagliare le banane, un uomo inventa mille giochi ed attira a se i bambini nella sua spensierata allegria..

    Le televisioni incalzano i volontari, qualche politico sfila per la sua passerella, ma i veri protagonisti sono loro. Per primi i volontari. Sempre sorridenti, sempre in prima fila, sempre pronti ad ascoltare tutti anche dopo ore di lavoro. Poi c’e Milano, i milanesi, il loro amore, la loro solidarietà ed allora mi chiedo dove è l’odio che alimenta la propaganda leghista, dove sono le donne impaurite, i giovani arrabbiati, i disoccupati sfiduciati..che vedono nello straniero la fonte di tutti i problemi.

    Qui vedo solo tanta e tanta bella gente, sudore, sorrisi, tristezza, malinconia, stanchezza. I miei occhi, i loro occhi. il mio sorriso che incrocia il suo perché tutti quelli che sono qui sanno, sanno bene che non c’entra nulla chi è dall’altra parte della transenna. Siamo tutte persone, siamo uomini, donne bambini, Ci divide la fortuna ed una guerra tremenda. Ma Milano c’è, ed ancora una volta mi rende orgogliosa di essere nata in questa grande città…

    Ho voluto portare questa piccola testimonianza perché sono stufa di leggere solo egoismo e razzismo. Certo il PROBLEMA delle migrazioni dai paesi devastati dalla guerra non si può risolvere con brioches e vestiti puliti. Occorrono piani, strategie, accordi internazionali. Ma è bello raccontare di un’Italia e di una città diversa da quella descritta. Dove non c’è paura, disagio, timore. Ma solo tanta e tanta solidarietà.

    Per chi volesse consiglio di andare li, parlare con Susy o con gli altri volontari. Basta una donazione anche di pochi euro, una BORSA della spesa, un pomeriggio al mese, o semplicemente scorrere le foto ed i racconti dei volontari andando sulla pagina della associazione SOSERM . Farete un viaggio stupendo nell’amore e nella fratellanza, perché Milano c’è. Basta andare alla Stazione Centrale.

    Buon viaggio, buon amore

     

    mezzanino Milano e Lombardia profughi
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    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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    1 commento

    1. alessandra on 20/06/2015 12:27

      Grazie per questa tua testimonianza, viva e concreta, ragionata e sentita. Ormai si leggono solo cretinate, eccessi di buonismo o peggio di crudeltà e disumanita’.

      Reply
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