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    Home»Costume e società»Non c’è bisogno dell’istat per il femminicidio
    Costume e società

    Non c’è bisogno dell’istat per il femminicidio

    DolsBy Dols13/07/2012Updated:17/06/20148 commenti2 Mins Read
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    di Barbara Giorgi

    CARA MINISTRA, NON C’E’ BISOGNO DELL’ISTAT

    Roma, 11 luglio. La Ministra Elsa Fornero dichiara: “Abbiamo commissionato all’Istat un rapporto sulla violenza di genere, sulla quale dobbiamo avviare una riflessione senza pregiudizi, per conoscere e capire le radici di questa violenza”.

    Avrei qualche domanda per la gentile Ministra:

    Gentile Ministra,
    1. Lei sa che esiste ed è operante una Rete di CENTRI ANTIVIOLENZA in possesso di dati numerici e testimonianze? Dovrebbe saperlo: fa parte del Dipartimento Pari Opportunità (Servizio Telefonico 1522).
    http://www.antiviolenzadonna.it/
    http://www.antiviolenzadonna.it/index.php?page=menu_servizio/documenti/studi-ricerche (per studi e ricerche Italia, UE, USA)

    2. Lei sa che presso i suddetti CENTRI ANTIVIOLENZA sono presenti psicologhe più che competenti che possono fornire tante spiegazioni sulle “radici di questa violenza”?
    Esempio. Progetto Arianna (dal 2006):
    http://www.antiviolenzadonna.it/menu_servizio/progetto/Arianna2010_2012.pdf

    3. Lei sa che esistono ricerche e studi sulle “radici di questa violenza” effettuati da sociologhe, giornaliste, scrittrici ed altre professioniste preparate ?
    Tanto per citare solo due autrici (e mi perdonino le altre):
    “Occhi di maschio”, Daniela Brancati, Donzelli editore
    “Il silenzio degli uomini”, Iaia Caputo, Feltrinelli editore.

    4. Lei sa che noi donne, professioniste o meno del settore psico-sociologico, abbiamo da tempo avviato una “riflessione senza pregiudizi”? (…..così, per spirito di sopravvivenza innato e comune ad ogni essere vivente).

    NO. Forse Lei non lo sa: perché è un Tecnico. Preferisce parlare con l’Istat.

    istat ministra fornero
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    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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    8 commenti

    1. Lina on 13/07/2012 14:09

      La Ministra Fornero lo sa benissimo. L’idea di commissionare all’ISTAT un rapporto sulla violenza di genere è solo un escamotage della Ministra per far vedere all’ONU che Lei qualcosa la sta facendo.
      Certo è che se non fosse stato per l’osservatrice ONU Rashida Manjoo, la quale ha stilato un rapporto dettagliato sui crimini contro le donne in Italia, definendolo ‘femminicidio’, aggiungendo che il governo italiano non sta facendo abbastanza per contrastare il fenomeno, la Ministra non avrebbe commissionato un bel nulla. Ovvio che si concluderà con un nulla di fatto.
      Comunque la Manjoo ha presentato il rapporto al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, almeno una speranza che l’aiuto alle donne italiane vittime di violenze arriverà dal resto del mondo.

      Reply
    2. barbara giorgi on 13/07/2012 15:23

      Lina… commento perfetto

      Reply
    3. Laurap on 13/07/2012 23:01

      Abbia assolutamente bisogno di dati certi sulla violenza contro le donne! L’unica ricerca seria che è stata fatta è quella dell’Istat del 2008. Anche da qui nasce la poca conoscenza e consapevolezza del problema. Non si tratta di essere tecnici o meno. I dati servono se si vuole parlare in modo serio del problema e coinvolgere le istituzioni nel dialogo. Naturalmente ciò non esclude o svilisce il lavoro dei centri anti violenza, delle psicologhe, giornaliste, assistenti sociali.

      Reply
    4. Anna on 14/07/2012 15:49

      Brava Lina!

      Reply
    5. Lina on 15/07/2012 12:17

      Laurap, perchè una Ministra ha “assoluto bisogno di dati certi sulla violenza contro le donne”? Quì non stiamo parlando di esodati dove una differenza minima sui numeri rischia di far rimanere senza sostentamento centinaia di persone. Di dati sulla violenza e sugli omicidi di donne ne abbiamo a iosa. Che i dati Istat diano un numero X e i centri antiviolenza un numero Y, credi che possano cambiare così tanto la gravità del fenomeno? Il problema esiste ed è molto serio, forse se la Fornero e anche tu andaste a trovare le donne violentate e picchiate nei centri antiviolenza, a parlare con i familiari delle donne uccise dai loro partner o ex o uomini assissini in genere, vi rendereste conto che i dati Istat sarebbero l’ultimo dei vostri pensieri.

      Reply
    6. ROSA on 17/07/2012 08:33

      Scusatemi care Lina e Laurap, entro in questo vostro dialogo. Non credo che ricerca ISTAT e ascolto delle rete dei centri siano azioni alternative.
      Credo che sia importante, per un paese civile, avere una statistica periodica sui fenomeni esistenti. La ricerca sul fenomeno della violenza – diretta ed aggiornata da Linda Laura Sabbadini di ISTAT – ha avuto il pregio di evidenziare un fenomeno molto diffuso ma pochissimo denunciato. A distanza di qualche anno tutto il parlare – anche intorno ai dati – a prodotto (se pur solo per qualche punto) un aumento della percentuale delle denuncianti.
      Poi sono convinta che i dati tecnici debbano essere completati da approfondimenti qualitativi, e qui la compentenza dei centri e delle reti di soggetti che operano nel contrasto è fondamentale.
      Un fatto è comunque certo: una vera politica di contrasto alla violenza non si è ancora evidenziata nelle azioni varate oggi, ieri e l’altro ieri.

      Reply
    7. Tamara on 17/07/2012 10:45

      Sono d’accordo con te Rosa, non ci sono azioni alternative, quello che manca è proprio un’azione congiunta e contemporanea su più fronti, proprio per questo critico l’azione del tutto insufficiente promossa dalla ministra, che avrebbe il potere e i mezzi e le capacità per promuovere una tale azione.

      Reply
    8. rosanna on 18/07/2012 03:22

      Sono d’accordo con Rosa: non sono soluzioni alternative, ben venga l’aggiornamento della ricerca ISTAT,ma intanto la ministra si predisponga ad aumentare i finanziamenti per i centri antiviolenza

      Reply
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