Culture indigene di pace: il ruolo delle donne

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CONVEGNO INTERNAZIONALE

Culture Indigene di Pace
Donne e uomini oltre il conflitto
Torino 16-17-18 marzo 2012
Palaginnastica, via Pacchiotti 71

E’ possibile vivere secondo la logica del dono e del non sfruttamento; gestire il conflitto con modalità alternative alla violenza? Cosa succede quando anche le donne hanno un ruolo di leadership e gli uomini accettano di condividere, sedendo in cerchio, una comune visione delle proprie virtù, attitudini, diritti e doveri, riscoprendo un maschile fuori dai luoghi comuni e dai pregiudizi? Quanto conta la spiritualità declinata al femminile all’interno di una società di pace?

Per affrontare questi interrogativi l’Associazione Culturale Laima propone, con il patrocinio dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Torino e dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, il convegno internazionale “Culture Indigene di Pace. Donne e uomini oltre il conflitto” in programma a Torino dal 16 al 18 marzo 2012.
Tre giorni di conferenze, workshops ed eventi per intessere il dialogo con quelle società, tuttora esistenti, fondate sui valori delle culture matrifocali e denominate “Società di Pace” dalla filosofa tedesca esperta di studi matriarcali, Heide Goettner-Abendroth.

Un confronto con modelli di sviluppo egualitari in cui tutte le forme di violenza a noi tristemente note – da quelle sulle donne e i bambini alla guerra – sono pressoché sconosciute, e mirato alla ricerca di differenti modalità di relazione con i nostri simili e con l’ambiente che ci sostiene.
Ospiti autorevoli del convegno saranno le donne del popolo KhoeSan dell’Africa del Sud, esponenti di una società gilanica basata su una fattiva collaborazione tra uomini e donne sia nella sfera privata che in quella pubblica, accompagnate da Bernedette Muthien attivista sudafricana per i diritti di genere. La studiosa Francesca Rosati Freeman introdurrà le donne del popolo Moso un’etnia di 30.000 abitanti che vive al sud-ovest della Cina, sui contrafforti del Himalaya, testimoni di una società in cui non esiste il matrimonio e in cui le madri hanno un ruolo sociale fondamentale L’esperienza del popolo dei Minangkabau la più numerosa società matriarcale del mondo sviluppatasi nell’isola di Sumatra, sarà raccontata dalla voce di Peggy Reeves Sanday, antropologa e docente dell’Università degli Studi della Pennsilvania.
Le tematiche saranno approfondite dalla proiezione dei documentari “Le donne e il matriarcato” di Russell Means, nativo americano lakota e “Matriarchè – Quando tutte le donne e gli uomini del mondo…” che raccoglie le voci di studiose/i delle società matrifocali ed egualitarie (autrici: Monica Di Bernardo e Francesca Colombini, regia di Aldo Silvestri).

«Grazie alle rappresentanti di società matrifocali e di studiose/i delle società egualitarie, del presente e del passato, sarà possibile scoprire le tracce di esperienze che sopravvivono dalla notte dei tempi – spiega Luciana Percovich, scrittrice e ricercatrice della Libera Università delle Donne di Milano – per elaborare insieme una nuova creatività collegata al senso del sacro nelle nostre azioni quotidiane e nei nostri corpi-mente, sessuati al femminile e al maschile. Continuando una riflessione già da tempo avviata, anche attraverso convegni internazionali (Lussemburgo 2003, Texas 2005, San Gallo 2011) su modelli di sviluppo capaci di stimolare un nuovo e necessario progetto per il futuro del pianeta».
Il convegno, ideato e organizzato dall’Associazione culturale Laima, è stato curato da Morena Luciani artista e antropologa, con la collaborazione di Luciana Percovich e Genevieve Vaughan, scrittrice e ricercatrice americana, teorica di un sistema economico basato sul valore materno del dono.
Si avvale di un cerchio di presenze autorevoli, quali Heide Goettner-Abendroth, filosofa tedesca, fondatrice dell’Accademia Hagia per i Moderni Studi Matriarcali e Iole Natoli, giornalista, fondatrice della pagina Iter del Cognome Materno in Italia su Facebook.
Tra gli altri relatori invitati a dare il loro contributo alla riflessione, Diarmuid O’Murchu, membro irlandese dell’Ordine dei Missionari del Sacro Cuore e psicologo sociale, che affronterà il tema della spiritualità all’interno di una società gilanica e Mario Bolognese, scrittore e formatore, che approfondirà nell’ambito di un workshop per insegnanti, educatori e genitori, il tema dell’educazione gilanica dei bambini e delle bambine, improntata all’equilibrio di genere e orientata a nuovi modelli educativi. Un punto di vista alternativo sullo sviluppo sarà trattato dal workshop sulla decrescita curato da Daniela Degan del Laboratorio itinerante della Decrescita di Roma e Alberto Castagnola, economista, Associazione per la Decrescita.

A “Culture Indigene di Pace. Donne e uomini oltre il conflitto” l’occasione di un nuovo confronto con sé e gli altri sarà proposto anche attraverso “pratiche” spirituali che coinvolgeranno donne e uomini nell’esperienza della meditazione e della danza rituale. Due i momenti specifici con il Cerchio di donne condotto dalle principali esponenti della spiritualità femminile italiana e il Cerchio di uomini a cura di Rodolfo Brun, psicologo, scrittore e cantautore e del Cerchio Guerrieri dell’Associazione Altrove. Momenti di condivisione saranno proposti, inoltre, con le “Danze dal mondo” condotte da Gabriella Irtino e con gli incontri ”INCANTI-magie di verità e amore per voce sola” in cui Barbara Zanoni proporrà canti di tradizione orale di varie parti del mondo.
All’interno della struttura sarà allestita la mostra fotografica “Bhubaneswari. Armonie universali in corpi danzanti dell’Orissa” a cura di Luisa Spagna e Paolo Pacciolla..
Il Convegno Internazionale sulle Società di Pace è sostenuto da Tides Foundation ed è stato realizzato grazie alle donazioni private e a una rete di persone che da anni s’impegnano a studiare e produrre nuovi e più equi modelli di esistenza.

Il programma e le informazioni su: www.associazionelaima.it
Pagina Facebook: www.facebook.com/groups/299354176776853/
Per maggiori informazioni tel. 393/0738407 – 340/6220363

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Dols

Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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