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    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Il saggio e lo stolto
    Costume e società

    Il saggio e lo stolto

    DolsBy Dols01/12/2011Updated:21/06/20141 commento3 Mins Read
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    di  Virginia Odoardi di womenmusgoon

    Il saggio prova sempre amichevole compassione per lo stolto

    E’ da ieri che rimugino sull’articolo apparso su Libero a firma di Camillo Longone dal titolo “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli” e mentre il web giustamente si rivolta contro le teorie del novello demografo, Belpietro e compagnia si faranno due risate alle nostre spalle per aver aumentato esponenzialmente le visite al loro sito, che, evidentemente, con il crollo del berlusconismo avrà subito un calo di popolarità.

    Che la teoria sia una trovata pubblicitaria è una speranza, non volendo credere a tanta stoltezza mischiata ad anacronismo e a un maschilismo volgare e ignorante che avrebbe bisogno di una lectio magistralis sull’inversa proporzionalità che lega maternità e lavoro. In realtà il nostro dotto ha semplificato il controverso rapporto, proponendo di diminuire il tasso di lavoro femminile per innalzare quello della popolazione italica. Langone dimentica però, che un figlio, oggi, non si sfama con il raccolto di un campo e che un aumento della popolazione non rappresenterebbe, in ogni caso, un provvedimento protezionistico efficace a tal punto da tradurre l’accrescimento demografico in un innalzamento della manodopera tutta made in Italy.

    La teoria salva-crisi di un improvvisato socio-economista da speakers’ corner vacilla in ogni suo punto. Per decostruirla, basterebbe ricordare a Longone i dati statistici sull’occupazione femminile o esortarlo a indagare il triste legame maternità-precarietà (nella migliore delle ipotesi), ma faremmo il suo gioco, ci descriverebbero, a quel punto, come femministe isteriche ferite dalla potenza della penna del MASCHIO.

    Non credo, quindi, che dovremmo essere noi a mostratre all’autore l’assurdità del suo pensiero, sono certa che il nostro ne fosse ben consapevole al momento dell’andata in stampa dell’articolo. Ribadisco, a difesa della grande speranza che ripongo nell’intelletto umano, la tesi della trovata pubblicitaria, anche perchè esulando dalla semplicistica teoria meno libri più pargoli, Langone sonda e semina terreni ben più pericolosi, quelli che insidiano la paura dello straniero in un momento in cui crisi di diversa natura stanno ammalando l’Europa e tutto il bacino del Mediterraneo.

    Se in Italia il numero di figli per donna è 1,32, molto sotto la soglia di sostituzione che è poi la soglia dell’estinzione prossima ventura, ci vorrebbe altro che le dichiarazioni di Calderoli, ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia, dove i figli per donna sono più di tre. E’ di questo che dobbiamo indignarci, trovata pubblicitaria o no, inneggiare all’utilizzo delle bombe per impedire l’entrata nel nostro Paese di immigrati fuggiti dalla guerra è al limite delle possibilità concesse dalla legge alla libertà di stampa.

    Parlare di incubo relativamente a un’ipotetica stazione del nord Italia gremita di stranieri è al limite della tollerabilità, ma Langone sapeva anche questo, poiché sicuramente stanco di essere popolare solo tra gli eruditi e colti, ha deciso di sconvolgere la populistica rete. Da poco conosciuto articolista di Libero, il signor so tutto io, in 24 ore, è salito alla ribalta , il web ha scritto, scrive e scriverà di lui per qualche giorno, dandogli l’importanza che si merita, quella che svanisce una volta affievolita l’enfasi del momento, facendolo ricadere nell’oblio che si merita.

    lavoro maternità saggezza e stoltezza Virginia odoardi
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    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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    1 commento

    1. Graziamaria Pellecchia on 02/12/2011 08:28

      Primo: possibile che in milioni di anni di convivenza, i maschi non hanno ancora capito che non sono loro a dare o togliere qualcosa alle femmine? – Secondo : sicuramente, sempre i maschi, non hanno capito che le donne scelgono da se cosa fare in modo prioritario, per sopravvivere, e che se i luoghi della politica, e relative istituzioni, spesso vanno deserti, con tutte le quote rosa, non vuol dire che le donne preferiscano maschi al potere: al contrario, ritengono questi ambienti troppo “maschili” non adatti a risolvere i problemi della società, nè quelli delle proprie categorie, e neanche quelli delle famiglie – Terzo: soprattutto (e questa è una vera tragedia per la “prima” metà del cielo, che dovrebbe smettere di fare lo struzzo, perchè ormai anche le piumette del codino si stanno bruciando e poi potrebbe essere troppo tardi) non hanno ancora percepito la realtà che le migliori trenta-quarantenni, dopo varie esperienze di coppia deludenti, si sono già organizzate per vivere da sole o in condivisione,incontrando i compagni “di vita” per una vacanza,una festa, per una pizza…facciamp una spaghettata da me…per uno scambio di idee, insomma cose leggere. E se non fanno figli non è perchè leggono libri, ma perchè hanno proprio perso le illusioni sulla formazione di una famiglia tradizionale, e ancora non ne vedono una diversa, che possa consentire agli eventuali figli una crescita favorevole. Piuttosto di farne uno o due, separarsi, complicare la propria e l’altrui vita, si fanno un’adozione a distanza e si crescono un gatto, debitamente sterilizzato. SONO ESAGERATA. Certo. Però sono anche circondata da esperienze del genere, giovani a me molto vicine, alle quali, ho dato “buoni consigli”, ora, mi rendo conto, data la situazione, del tutto “ininfluenti”. Ci vorrebbe ben altro!

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