PICCOLO MONDO MODERNO

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All’inizio, Internet fu veramente abbattimento delle frontiere e di molti ostacoli, fu luogo d’incontro e di business, di cultura e scambio informazioni qualificate, di accesso ad un mondo più grande e di socializzazione tematica. Ma oggi che fine ha fatto la fruizione di Internet per allargare la conoscenza, allargare il mondo e aprire le menti?

Mentre i dati di accesso ed uso di Internet crescono e si allargano incessantemente anno dopo anno, l’analisi delle modalità di fruizione dell’online sembrano suggerire una paradossale realtà: il world wide web, per la maggior parte di persone, è di fatto un mondo tutt’altro che wide, è, anzi, un mondo sempre più piccolo e piccino, pure nel senso più ambiguo dei termini.
Prima di addentrarmi negli ultimi dati, tuttavia, è necessaria una premessa.
QUANDO INTERNET DIEDE ACCESSO AD UN MONDO PIU’ GRANDE.
Vent’anni fa Internet era una meravigliosa, affascinante e utilissima novità che solo alcune di noi, considerate scout – esploratrici curiose, avevano la possibilità ed il piacere di navigare quotidianamente alla scoperta delle molteplici possibilità che la rete, allora ancora neonata e con pochissimi contenuti rispetto ad oggi, offriva e permetteva di utilizzare ai propri fini.
La maggioranza dei veterani internet potrà confermarvi che, allora, si apprezzava e si usava internet soprattutto perché permetteva, una volta imparato a fare le ricerche mirate con le giuste keyword e al tempo più in inglese che in altre lingue, di accedere comodamente seduti al proprio computer a documentazione, dati e informazioni a fini professionali, di studio e ricerca o di curiosità ed utilità personali, che spesso sarebbero stati introvabili o avrebbero richiesto giorni di lavoro e spostamenti senza garantire alcuna certezza del risultato.
Io, che mi occupavo di marketing e comunicazione e lavoravo per aziende di vari settori merceologici, cercavo e trovavo spesso preziosa documentazione scaricabile gratuitamente e da fonti notoriamente attendibili. Mia figlia, che si laureò con tesi sui colossi tech e loro politiche di brand extension, utilizzò materiale trovato nei website Holding IBM, HP, Sun ed altri e poi, contattando direttamente online la Direzione statunitense di questi colossi, ricevette anche dati e documentazione ad hoc, inviatale direttamente via email. Un’amica creò la prima azienda – network italiana online di traduzioni realizzate solo da madrelingua qualificati per il mondo business, e così via.
All’inizio, Internet fu veramente abbattimento delle frontiere e di molti ostacoli, fu luogo d’incontro e di business, di cultura e scambio informazioni qualificate, di accesso ad un mondo più grande e di socializzazione tematica. Vent’anni fa, tanto per dire, conobbi Caterina Della Torre e Dol’s…
IL PARADOSSO DELL’EVOLUZIONE QUANTITATIVA. IL TROPPO STROPPIA.
Le fonti ufficiali più accreditate (vedi Audiweb, Report annuale We are Social & altre) ci informano che, nel 2016 in Italia:
– circa 37,5 milioni hanno utilizzato Internet e oltre 31 milioni sono attivi sui Social ( ca. 52% della popolazione totale da anni 0 in su )
– il 52,8% accede da smartphone (più tablet 4% fa 56,8% ), il 73% del tempo totale online è da dispositivo mobile e la stragrande maggioranza dei casi con piccolo schermo. Cala costantemente l’accesso da computer fissi e portatili.
– ca. l’85% del tempo online da mobile è via app scaricate, non via browser..
– le app più scaricate sono di messaggistica personale (whatsapp & simili), social (facebook, youtube & co.), giochi ..
– Le Keyword (per quel resta del tempo via broswer ..) più ricercate sono .. YouTube music, Meteo.it, Ebay annunci .. Se dividiamo le Top 100 keyword per categorie, possiamo distinguere circa 6 categorie principali: web, media, TV, meteo, sport, social network, mail. Spuntano comunque anche Giallozafferano, Belén, Yoox e alcune compagnie voli low cost. La vera grande sorpresa, se volete, è INPS, ben piazzata tra le prime 50 più ricercate.
Un vero e proprio boom di utenti connessi da smartphone ed un’escalation impressionante di app scaricate. Internet sembra essere per i più solo il mezzo per messaggi e chiacchiere personali con un numero di “amici” , va da sé, molto limitato rispetto al world wide..
Ma ciò che più impressiona è poi il trend di YouTube, che sembra confermare un’altra evidente caratteristica comportamentale degli utenti: leggere il meno possibile. Post Tv c’è il video online, per tutto, non solo per la musica!
Del resto si capisce, chi riesce a leggere ( figuriamoci poi con quale attenzione..) un articolo intero da smartphone?

Ma analizzando i dati complessivi sorge comunque il dubbio.. se i più, ormai, si collegano da smartphone e trascorrono la maggior parte del tempo in chat e sui Social ( quindi in mondi ristretti) e il rimanente tempo è fortemente dedicato a video su YouTube e giochi online, e-commerce, e per una miserissima porzione di tempo alle news, quando capita e sempre più di rado da postazione fissa preferibilmente .. ma allora, che fine ha fatto la fruizione di Internet per allargare la conoscenza, allargare il mondo e aprire le menti?

Ogni portale – sito di grandi aziende ha ormai la propria app e versione mobile. Una volta scaricata ogni individuo, quotidianamente, legge solo i commenti e pareri del suo “ giro”, del solito unico quotidiano pincopallino, acquista con un click sui soliti suoi prescelti e-commerce, vede i video su YouTube e gioca nel tempo libero o morto mentre aspetta il bus. Senza neppure vedere chi gli passa a fianco o avanti. Senza accorgersi che il mondo online è sempre più vasto e che offre miliardi di opportunità di informarsi, documentarsi, imparare.
Ahinoi, i giovani ( i dati che riguardano l’età 18-24 e inferiori sono ancora più “ tragici “ di quelli riportati sopra relativi alla media complessiva utenti) scelgono un piccolo mondo moderno, non sanno o non sono interessati a “ far ricerca” via browser, scelgono di confrontarsi solo con il loro “ giro “ ristretto. Inconsapevoli di quanto questo sia oggi, in pratica, votarsi ad essere schiavi di contenuti e abitudini manipolate e manipolabili da pochi potenti burattinai.
Ha dunque, forse, un suo perché salvifico l’intelligenza artificiale? Se consideriamo la teoria di Darwin sull’evoluzione della specie .. potrebbe essere che per salvare il mondo dagli esseri umani di domani (con dita sempre più agili e sottili a forza di digitare e cliccare i piccoli tasti e capacità di comprensione e ragionamento prossime allo zero?) si debba fare in fretta a sviluppare oggi, con contenuti “ alti”, ampi e pure ricchi di esperienze storiche, un super Robot di Governo globale, il solo, forse, in grado di garantire la sopravvivenza della terra e di tutte le specie ancora non estinte di suoi abitanti.
 

 

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Profilo Autore

Rossana Rossi

Una creativa a tutto campo, con solido background professionale in area marketing e comunicazione, brand & image building. Dal 1985 si occupa di marketing e comunicazione integrata Media -PR -Ufficio Stampa, dirigendo e coordinando al contempo, in qualità di Direttore Operativo, anche i reparti creativi e produzione in Agenzia. Gestisce e pianifica personalmente le iniziative delle aziende clienti dei settori arredamento, moda, food&beverage e cosmesi, dalla piccola-media impresa al grande gruppo multinazionale. Nel 2005 inizia la sua attività in proprio con una formula singolare, scegliendo di lavorare come una “house agency” per poche selezionate aziende e solo a progetti che ritiene professionalmente condivisibili. Nel 2009 le viene affidato l’incarico di un progetto integrale di creazione e lancio di un nuovo brand di accessori e complementi d’arredo. Da allora affianca alla propria usuale attività il ruolo di consulente Marketing & Creative Director.Nel 2013, per puro divertissement, idea e sviluppa , in collaborazione col designer Giampietro Tonetti , il progetto ITWEET – The Expressive Design.

2 commenti

  1. Ciao Rossana,
    sono pienamente d’accordo con la tua analisi: hai osservato la questione da un punto di vista cui, personalmente non avevo mai pensato. Penso che la tua sia proprio la giusta prospettiva con la quale approcciarsi ai “nuovi” media ma soprattutto quella da insegnare alle nuove generazioni, per crescere giovani meno “automi digitali” ma più “cittadini consapevoli” con uno sguardo aperto sul mondo e sulla conoscenza.

  2. Rossana Rossi on

    Grazie, Alessia. Oh sì, dici bene, altrimenti i nativi digitali rischiano di diventare alienati, altri da sé, inconsapevoli delle loro potenzialità e molto altro. Considera che questi dati da smartphone sono molto italiani m negli USA, ad es. quel 58% diventa 37% se ben ricordo. Ancora una volta siamo avanti ma nel peggio …. un abbraccio, ciao

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