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      Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

      By Stefi Pastori Gloss29/08/20250
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    Home»Costume e società»Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film
    Costume e società

    Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

    Stefi Pastori GlossBy Stefi Pastori Gloss29/08/2025Updated:29/08/2025Nessun commento7 Mins Read
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    Scalone a tenaglia di Villa Becker (fonte: I Luoghi dell'Abbandono gruppo Facebook)
    Scalone a tenaglia di Villa Becker (fonte: I Luoghi dell'Abbandono gruppo Facebook)
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    La Villa e il suo Disfacimento.

    Avete presente quelle uova che da bimbi svuotavamo per decorarle con i nostri dipinti a tempera e che regalavamo ai nostri genitori? Ecco, Villa Becker è come un guscio vuoto, ma che nessuno vuole nemmeno in dono, perché nota ai torinesi con i nomi di ‘Villa dell’Oracolo’ e ‘Villa delle Catacombe’. Frequentata da spiriti, satanisti e registi di film dell’orrore? Sì. 

    Sita in Strada del Righino 1 e avviluppata da una natura stile foresta equatoriale, è racchiusa dietro un’elegante cancellata arrugginita, a memento del tempo che passa anche per i senzatetto che saltuariamente la abitano. Una volta, anni fa, Gloss improvvidamente riesce a entrare di nascosto: un’impresa ardua! Il sentiero, ripida salita tra alberi, ortiche, spine e fango, prelude a uno spettacolo inaspettato. Una volta arrivata, è rapita dalla vista mozzafiato che la villa offre dall’esterno.

    Si reperisce uno splendido reel di Villa Becker qui: https://www.facebook.com/share/r/1ZJqWwi5Nm/ dal gruppo Facebook ‘I Luoghi dell’Abbandono’ in Netnografia.


    Dettagli di Storia Vissuta.

    Varcando la soglia, si immerge in un luogo dove ogni dettaglio le ispira aneddoti del passato. Le pareti, gli archi, le colonne, le statue e le vetrate sono testimoni di secoli di storia e di un’arte di rara bellezza. Il piano terra è dominato da un arduo soffitto ad archi a sesto acuto, sostenuto da decine di colonne, accuratamente affrescato e colmo di colore. Un solenne camino rende pregiato l’ambiente, un paio di vecchie poltrone sventrate rendono l’idea della sovranità della distruzione.

    La ringhiera cesellata con maestria accompagna Gloss nella salita dello scalone principale che le permette di accedere al salone. L’atmosfera si accende di magia e maestosità. Le decorazioni di pareti, porte, finestre, camino e persino del soffitto creano un climax di nobiltà d’altri tempi, che le fa quasi dimenticare il degrado.

    Chi Racconta la Vera Storia.

    Gloss riflette su come oggetti e mobili ivi abbandonati, se potessero parlare, racconterebbero inusitati aneddoti. Un tavolino a tre piedi, quello dei medium, tutto intarsiato richiama la sua attenzione. La straordinaria fattura suggerisce un abile artista.

    Il Mistero del Tavolino Parlante.

    Tavolino del Piffetti (fonte pinterest.com)

    «Ehi Gloss, sai che mi ha fatto Pietro Piffetti?» (1)

    La guarda di soppiatto, come per studiarne la reazione.

    Gloss non è antiquaria, ma conosce bene il grande ebanista del Settecento, avendone ammirata la produzione in tante residenze savoiarde in Torino e immediati dintorni (una lettura su una commissione Savoia).  Si siede al tavolino e impone le mani. Chiude gli occhi e con la mente vede che l’autore, però, è molto più recente e che proviene dalla volontà di Sir Walter Frederick Becker, proprietario della villa, che ha  arredato in modo fastoso la propria residenza e di sua moglie, Delphine de Martelley.

    Affari, Arte e Fascismo.

    Vissuto tra la seconda metà dell’800 e la prima del ‘900, è diplomatico e uomo d’affari britannico trasferito in Italia. Armatore di successo, fonda il club del Messina Calcio e diventa Console Generale del Siam a Torino. Amante dell’arte, finanzia il British Institute di Firenze e crea una fondazione per proteggere il patrimonio boschivo italiano. È anche un raffinato collezionista di mobili e dipinti. La sua biblioteca, composta da libri rari, presenta un particolare ‘ex libris’: un delfino, omaggio al nome della moglie. Becker è un simpatizzante del fascismo, che finanzia generosamente, e scrive anche un opuscolo in onore del movimento. Alla sua morte, Mussolini e Vittorio Emanuele III inviano messaggi di cordoglio.

    L’Incontro con D.H. Lawrence.

    Nel 1919, lo scrittore David Herbert Lawrence soggiornò a Villa Becker. Lawrence descrive Becker come un ‘parvenu’ che vive nel lusso. Nelle sue memorie, l’autore esprime il suo disprezzo per quel tipo di ricchezza, ispirandosi per i personaggi di una parte del suo romanzo “La verga di Aronne”. Li ricopre di ridicolo.

    Il Destino della Villa.

    Un articolo del 1908 sulla rivista ‘L’architettura italiana’ rivela che la villa è completamente rifatta dal Becker. Gli esterni sono progettati da Pietro Fenoglio (2), tra i più importanti interpreti del liberty in Italia, mentre le decorazioni interne (inclusi gli arredi e il tavolo) sono curate da Ernesto Domenico Smeriglio (3), poirinese accademico dell’Albertina.

    Dopo la morte di Becker, la vedova Delphine si risposa e, durante la guerra, trasforma la villa in un rifugio per gli sfollati. Dopo la sua morte, il secondo marito dilapida l’eredità.

    Nel 2007, il regista Dario Argento utilizza la villa per la scena finale del suo film “La Terza Madre” (4), sfruttando l’aura sinistra e decadente, quasi a voler simboleggiare la fine di un’epoca. Il film, con protagonista Asia Argento, è il capitolo conclusivo della saga de ‘Le tre madri’ di cui fanno parte Suspiria (1977) e Inferno (1980), ovvero la storia di tre streghe sorelle, madri degli inferi: Mater Suspiriorum, Mater Tenebrarum e Mater Lacrimarum. Il tema finale della trilogia riguarda la battaglia personale di Sarah Mandy contro l’ultima delle tre streghe, Mater Lacrimarum.

    Elisa di Rivombrosa.

    Uscita dalla trance di medium, Gloss approfondisce la conoscenza della Villa, il cui immenso parco boscoso con fontane e grotte ne protegge l’intimità. Inaspettatamente collocata quasi nel centro cittadino e destinata a essere il palazzo per le feste e la mondanità ai tempi di Filippo d’Agliè, la sua originaria foggia rimonta al 1633, tempo in cui è di pertinenza del Marchese Ludovico San Martino D’Aglié, avuncolo di Filippo e progenitore di una delle più vetuste casate della nobiltà piemontese. In quel sito, egli acquisisce un fondo rustico nella città di Torino, e vi fa erigere il suo domicilio. Agliè, la stessa della fiction ‘Elisa di Rivombrosa’.

    Ludovico esala l’ultimo respiro proprio in questa magione nel 1646, dopodiché la proprietà perviene al nipote Filippo San Martino d’Agliè. Anch’egli è uomo dotto, politico di grido e musico, e qui dimora sino al giorno della sua dipartita, nel 1667, e le sue spoglie mortali sono tumulate presso il Monte dei Cappuccini.

    La Villa negli anni tre volte brucia. Il terzo incendio le ha fatto raggiungere il fascino disfatto di un irrimediabile tramonto, persino pericolante tanto da costare meno se fosse ricostruita ex novo. Ma è impensabile rinnovare un luogo segreto di ricordi intimi e affettivi legato alla sua storia e alle scene del film girato nei sotterranei dal torinesissimo Argento.

    Preservazione di Patrimoni.

    Nell’impegnarsi per rinnovare la memoria della nostra Cultura, Gloss rinfresca l’invito alla tutela di un Patrimonio come Villa Becker e si unisce all’appello del Ministero della Cultura SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LA CITTA’ METROPOLITANA DI TORINO, che già nel 2021 (5) auspica si ‘trovi il modo di supportare opere e interventi di recupero complessivo di questo importante bene di proprietà privata.’

    Si susseguono ulteriori solleciti, l’ultimo è del 2023 (6): un funzionario si reca presso il fabbricato interessato da un esteso incendio che ha provocato seri danni alla struttura. È stato quindi prontamente evidenziato alla proprietà, prima sul posto, poi con prot. 3139 del 22/02/2022, la necessità di un aumento delle misure di sorveglianza e vigilanza e l’avvio con sollecitudine di un pronto-intervento di messa in sicurezza delle strutture residue volte ad un futuro progetto conservativo e di restauro. Solo con la Cultura potremo preservare il nostro immenso patrimonio. 

    _______________________________

    Netnografia:

    (1). Pietro Piffetti: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-piffetti_%28Dizionario-Biografico%29/

    (2). Pietro Fenoglio: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-fenoglio_(Dizionario-Biografico)/?search=FENOGLIO%2C%20Pietro%2F

    (3). Ernesto Domenico Smeriglio http://www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/capolavori_liberty/itinerario2.shtml

    (4). La Terza Madre: https://www.mymovies.it/film/2006/la-terza-madre/

    (5). appello del Ministero della Cultura: https://www.univoca.org/wp-content/uploads/Soprintendenza-Villa-Becker-segnalazione-UNIVOCA.pdf

    (6). Si susseguono ulteriori solleciti, l’ultimo è del 2023: https://www.univoca.org/wp-content/uploads/TORINO-Villa-Becker-segnalazione-UNIVOCA-28-08-2023-da-Sopr..pdf

    Reportage fotografico accuratissimo nel gruppo Facebook ‘I Luoghi dell’Abbandono’ https://www.facebook.com/share/p/19yVNHmCzD/ 

    arte dario argento Elisa di Rivombrosa fascismo film gloss La Terza Madre Monte dei Cappuccini Villa Becker
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    Stefi Pastori Gloss
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    “In tempi in cui sono più gli scrittori dei lettori, vedermi portata a cena da sconosciuti leggitori pur di poter acquistare i miei libri al di fuori del caos del Salone del Libro, è una gratificazione enorme che acquieta il karma da #maestrinadellapennarossa, ma che dà anche la misura dello sforzo nel trasformare lo spropositato ego artistico in qualcosa di utile per il prossimo.” Sono le parole con cui si presenta Stefi Pastori Gloss. Ghost writer per chiunque abbia idee, redige un blog di recensioni, il cui nome si ispira a un film di Nanni Moretti, perché lei stessa fu sceneggiatrice. Nei Novanta lo fu anche per Verdone, solo una femminista come lei può scrivere le battute del maschilismo più becero. Forse in reazione all’asettica scrittura da sceneggiatrice, oggi si ritrova a scrivere tra Dante e D’Annunzio. Lettrice selezionatrice di opere prime sotto contratto, giudice arbitra del Torneo IoScrittore, i suoi romanzi, spicilegi poetici o saggi (Bidellume, Fuochi d’artificio, Rinascite Ribelli, Parerga Violenti, L'amore veste collant di carne e altre opere) sono in vendita nelle librerie indie e in privato sui Social. Parlano di tematiche come bullismo, discriminazione di genere, guerra. Prossimi temi: l’amore dall’eterno passato per l’infinito futuro. Un femminicida vi si inframmezza. Hikikomori e tennis. Inorridita dalle critiche a Samantha Cristoforetti, in “L'amore indossa collant di carne”, raccolta di racconti, ha rivolto la sua attenzione al confronto dialettico tra stereotipi, a volte alla base delle discriminazioni tra Donne e Uomini. In Rinascite Ribelli #siamotuttijoker, saggio, ha dato risalto al “Codice Rosso”. In “Parerga Violenti”, spicilegio poetico in forma di vocabolario, propone singole parole nei loro etimo e le analizza nel dettaglio allo scopo di invogliare a lasciare al più presto il proprio picchiatore. In “Bidellume”, romanzo, Gloss veicola il rispetto tra individui in situazione di bullismo. Editi da Brè Edizioni. Insieme al suo partner, presenta le opere in tutta Italia allo scopo di risvegliare le coscienze su questi tristi fenomeni. Da anni si occupa di sensibilizzare circa la violenza sulle donne e, più in generale, di ripristinare la cultura del rispetto tra individui. Sosteniamo la cultura perché renda liberi Tipeee: glossparla YouTube: GLOSS Stefi Pastori - youtube.com/@stefipastorigloss TikTok: #videopiccoli #grandeletteratura #stefipastorigloss Instagram: #stefipastorigloss #ilibriscrivonoilibri #bidellume #rinasciteribelli Blogspot: leggolibrifacciocose poetryreadingandtheotherside 2non2

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