Parlare di parità è parlare di pace

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Parlare di parità è parlare di pace, perché ci interroghiamo sugli equilibri da raggiungere, in cui le parti si possano comporre in un unicum armonico.

Parlare di parità è parlare di pace, ovvero del superamento dei conflitti, delle violenze, delle prevaricazioni e dei verticismi.
Parlare di parità è parlare di un mondo di pace, cioè del diritto ad una vita di libertà, giustizia e uguaglianza, per ogni essere umano.
Oggi, mentre vediamo la follia della guerra abbattersi sull’Europa, interpreto così, per il suo carattere multivalente e trasversale, il nostro decimo percorso di formazione-docenti.
S’intitola “Testimonianze, saperi e libri diversi per educare alla parità di genere“ e promuove da quasi dieci anni la riflessione su un mondo di potere, violenze, violazioni di diritto e oppressioni sessiste e patriarcali che hanno ingabbiato le donne, e con loro anche gli uomini senza che se ne rendessero conto.
Per una chiave di lettura del disastro che viviamo, per trovare un filo e attraversare il labirinto, mi viene in aiuto la più acuta delle intellettuali che hanno destrutturato i sistemi del potere maschile: Virginia Woolf.
“Le domande che dobbiamo porci e a cui dobbiamo trovare una risposta in questo momento di transizione -scrive nel saggio “Le tre ghinee”- sono così importanti da cambiare forse la vita di tutti gli uomini e di tutte le donne, per sempre. È nostro dovere, ora, continuare a pensare… Pensare, pensare dobbiamo. Non dobbiamo mai smettere di pensare: che civiltà è questa in cui ci troviamo a vivere?”.
E suggerisce la strada: “Il modo migliore per aiutarvi a prevenire la guerra non è ripetere le vostre parole e i vostri metodi, ma inventare nuove parole e nuovi metodi”.
Ecco, nel nostro percorso-di formazione seguiremo la via suggerita da Virginia Woolf e cercheremo di inseguire e pensare parole nuove, capaci di destrutturare convenzioni patriarcali, e costruire metodi diversi, che aprano prospettive multiple, per nutrire relazioni paritarie e un disegno di mondo di uguali, cioè di pace, senza supremazie, oppressioni e violenza.
Partiamo dalla scuola proprio perché è il luogo centrale per la formazione di identità libere e responsabili, di persone portatrici di equilibrio, ascolto, rispetto, già nella quotidianità delle relazioni.
Il nostro percorso è rivolto a docenti delle scuole italiane di ogni ordine e grado.

Racconteremo storie di donne che hanno sgretolato la prospettiva patriarcale, rompendo muri di oppressioni millenarie che in parte resistono ancora, nonostante le conquiste di diritto delle donne. Sarà Rosanna Oliva a parlarcene: una donna in prima fila, rivendicatrice del diritto delle donne alla parità.
L’incontro intergenerazionale , il passaggio di valori, consapevolezza, corresponsabilità, la cooperazione tra generazioni è fondamentale per costruire un futuro diverso, perché il futuro deve essere disegnato non dividendo le storie ma favorendo la condivisione e tenendo insieme le differenze. Sarà Luisa Impastato a raccontarci la nonna Felicia, che rompe omertà, tessuti di relazioni oppressive che inchiodano il mondo all’ingiustizia. Lei, “femmina che aveva fin ad allora parlato solo dentro le mura di casa”.

Entreremo poi nell’universo dell’informazione ingannevole e delle fake news che consolidano stereotipi sessisti,inchiodano le donne in ruoli e rappresentazioni mutile o false, che tradiscono la verità e l’autenticità delle loro storie, dei loro progetti, delle loro relazioni. Ne parleremo con la sociologa Graziella Priulla che attraverserà i labirinti dell’informazione dei social e con la giornalista –scrittrice Valeria Palumbo che racconterà un’altra storia: l’altra vita, quella vera, di una donna potente di mente e di posizione, che stereotipi e fake sessiste hanno ingabbiato.
Non potevano mancare i libri di scuola, compagni e aiutanti nei percorsi di apprendimento e studio, veicolo di saperi, strumento di formazione. Libri che, in ogni disciplina, dimenticano le donne ed il loro contributo alla storia e alla bellezza, al progresso e allo sviluppo umano, le relegano in spazi periferici, sul divano secondario del salotto. Ne parleremo con la storica dell’arte Antonietta Spadaro, con la scienziata Cristina Mangia, con l’editrice Donatella Caione.

Gli interventi teorici saranno accompagnati dal racconto di esperienze di scuola che propongono “parole diverse e altri metodi”, dalla scuola primaria alla scuola superiore, con le docenti Priscilla Ferrarotti, Adriana Cantaro, Daniela Costanzo.
Aggiungiamo così un altro segmento al progetto della Fnism-Catania per una scuola che educa alle pari opportunità, consapevoli che i percorsi di formazione potranno essere efficaci solo se permanenti, ramificati e condivisi.
Tante docenti ci accompagnano da anni in questo cammino e portano nelle loro classi le riflessioni, le parole e i pensieri condivisi nelle giornate di formazione.
Sono loro a sperimentare parole e metodi e a ridisegnare, passo dopo passo, goccia dopo goccia, il mondo che abitiamo perché sia di parità e quindi di pace.
Siamo consapevoli che si tratta di un percorso delicato poiché coinvolge giovani in formazione, urgente poiché la discriminazione di genere semina violenza e povertà, complesso poiché coinvolge la cultura patriarcale di cui siamo intrisi, permanente poiché veniamo da una storia di millenaria discriminazione che necessita di processi lunghi e condivisi.
Siamo in cammino, però, e consapevoli di essere sulla strada giusta.

Pina Arena
Presidente Fnism-ct e curatrice del corso di formazione

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Dols

Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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