Donne in ”vista”

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Mi sono chiesta molte volte perchè le donne in alcuni settori sportivi siano più ”svestite” dei solo colleghi uomini. E’ necessario denudarle fino al punto di sembrare quasi  ‘cubiste”?

Si sta ammirando la loro destrezza nei volteggi o altro? Considerazione che ho tenuto per me finora perchè temevo di essere tacciata di conservatorismo.

Ma ecco arrivare una conferma alla mia idea che forse tanto peregrina non era. Le giocatrici di beachhandball femminile  norvegese erano state multate dalla commissione disciplinare della Federazione europea di pallamano (Ehf) perché durante una partita dei campionati europei avevano indossato pantaloncini e non un bikini (non siamo in spiaggia) , che è l’uniforme prevista dal regolamento (chi ha deciso l’uniforme?).

beach volley norvegeseE poi in queste olimpiadi 2020 (che hanno avuto luogo ne 2021 causa Covid) ecco la ribellione al body delle ginnaste tedesche, in gara con la tuta lunga.

Le ginnaste affermano che sia ora di smetterla di  sessualizzare i loro corpi come se fossero delle  campionessa-oggetto. Infatti le atlete tedesche della ginnastica si sono presentate alle qualificazioni delle Olimpiadi di Tokyo del  25 luglio, con una tuta fino alle caviglie, con lo scopo dichiarato di mettere fine alla «sessualizzazione della ginnastica». Niente body tagliato alto sulle cosce come un bikini,  ma delle lunghe tute stretch, molto belle ed eleganti.

La protesta è arrivata  dopo che l’ex medico della nazionale americana di ginnastica, Larry Nassar, è stato condannato a 176 anni di carcere per abusi sessuali su centinaia di atlete.

Questa situazione quindi si protrae da molto ma probabilmente alcune professioniste hanno preferito tralasciare la protesta. Ma come per il movimento ”mee-too”, una volta lanciata la palla, anche altre aderiscono Molte atlete infatti stanno ora prendendo posizione contro il mito della campionesse-oggetto, pretendendo di poter indossare pantaloni lunghi per gli esercizi alla sbarra, pantaloncini per quelli a terra, e così via. Proprio come i loro colleghi uomini.

Inoltre ricordiamo che era stata proprio la nazionale femminile tedesca a indossare per prima agli Europei di Ginnastica artistica dello scorso aprile delle divise con calzamaglia fino alla caviglia.

Al momento tuttavia sono le uniche ai Giochi ad aver rivoluzionato il modo di vestirsi. Ma la protesta sembra  destinata ad allargarsi in futuro.

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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