Positivo o ottimista? Questo è il problema

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 L’ottimista sa che usciremo dal corona virus perché nella diminuzione dei contagi intravede la luce in fondo al tunnel.

Ci sono parole che da sempre mi lasciano perplessa e in questi giorni di isolamento esse tornano a punzecchiare i miei pensieri, mi sveglio al mattino e mi vengono in mente una ad una… la più persistente? Il temine positivo, perché direte? Cosa significa positivo? Prima di tutto deriva dal latino positivus “che viene posto” e che a sua volta deriva dall’infinito ponĕre cioè porre. I significati sono tanti, da quello più ovvio “ciò che è dato”, posto, dall’esperienza e quindi pratico, ma non dimentichiamo la scuola elementare quando in grammatica ci insegnavano i gradi dell’aggettivo. Il positivo è quello di base, il tavolo è lucido che al superlativo fa lucidissimo e così via. Il positivo mi dà quindi l’idea di qualcosa senza fronzoli.

Positivo significa anche esprimere un consenso, dare un giudizio buono su una persona. In campo medico invece il significato si ribalta, se un esame clinico è positivo significa che si ha la malattia per cui si è indagato.

Finché si giunge, tralasciando molti esempi e altre accezioni, al pensiero positivo che per la psicologia sarebbe un dirigersi verso l’ottimismo. Pensa positivo, è il suggerimento che viene dispensato con la finalità di far osservare il lato migliore della vita; purtroppo se odo questa affermazione non mi viene voglia di essere ottimista, mi sento invece costretta a vedere la vita in rosa. Ma l’ottimismo non è banalmente questo, è tutt’altro. L’ottimismo è innato ma non disperiamo, si può porvi rimedio se ci si sente carenti grazie ad un percorso ad hoc che ora non illustrerò per il solo fatto che non è il tema di questo scritto.

Che cosa vuol dire essere ottimisti? È una domanda importante a cui dare una risposta. Vuol dire saper trovare una soluzione in ogni circostanza problematica, l’ottimista con il suo stato della mente privilegiato non si fa condizionare dalla gravità di una situazione. L’ottimista sa che usciremo dal corona virus perché nella diminuzione dei contagi intravede la luce in fondo al tunnel, una luce che intravede e non immagina, una luce che scaturisce dai dati oggettivi che con il suo ottimismo riesce a leggere. Il pensare positivo afferma invece ad esempio “Mi piace pensare che il meglio debba ancora venire” e con ciò mette in scena una illusione che non si basa su dati oggettivi, il pensiero positivo si basa infatti sulla credenza in convinzioni che allineano la mente verso un presunto ottimismo. L’ottimismo è altro, in filosofia abbiamo un esempio importante quando Socrate ci insegna che le risorse sono dentro di noi e dobbiamo quindi farle venire alla luce, con ciò consegna all’individuo il compito, che è anche responsabilità, di trovare la propria strada.

La tua strada, non quello che ti hanno mostrato convincendoti a ripetere frasi preconfezionate. Forse penserete che sono una rompiscatole che bada troppo alle sottigliezze, può darsi ma la filosofia mi ha insegnato a ragionare: che ci posso fare! E, datemi retta, non sono sottigliezze…

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi testi divulgativi ha affrontato temi quali l'amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l'ottimismo e la scelta. Studiosa di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli e di interviste anche in video fatte ad alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Impegnata contro la violenza, ha contribuito a far inserire la parola Nonviolenza, in un'unica forma verbale, nella Treccani.it il suo sito www.mariagiovannafarina.it

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