Appunti di un cacciatore di mosche – Capitolo IX

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Avete mai provato un’emozione tanto grande da non poterla contenere?

Se non vi è mai capitato, allora vi auguro di provarla.

di Deborah Voliani

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L’altro giorno, roba che ci rimango secco, i miei padroni sono tornati dalla Croazia dove avevano trascorso le ferie estive. Che gioia riaverli a casa dopo tanto tempo!!!

Non li vedevo da quattordici giorni, pensate. Per me un vero supplizio perché il tempo non passa mai quando sei solo e vuoi vederlo passare veloce.

Ogni anno, ormai, sono preparato a questa lontananza forzata. É giusto, mi ripeto, lavorano tutto l’anno ed un po’ di riposo ci vuole. Ma se devo dirvi la verità non mi abituerò mai a stare senza di loro.

Quando i miei padroni non ci sono, si occupa di me una nostra amica, Paola.

Lei provvede ogni giorno a tenermi compagnia per un’ora, mi nutre, pulisce la mia cassetta igienica e, su richiesta insistente di Deborah, mi accarezza e gioca un po’ con me.

Paola è davvero una brava ragazza. Anche se Deborah non glielo avesse chiesto mi avrebbe fatto comunque tante coccole. Si vede che le piacciono gli animali e si vede che prova simpatia per me.

Nei lunghi giorni che sono costretto a stare solo, oltre che a dormire e a mangiare, cerco di immaginare che cosa stanno facendo i miei padroni in ferie.

Sono due tipi simpatici e giocano sempre come due giovincelli.

Immagino che al mare, in acqua, Giuliano sia più coraggioso, mentre Deborah ci pensa un po’ prima di tuffarsi.

Poi lei si annoia subito al sole. Già la vedo. Se al mare si comporta come quando è a casa, povero Giuliano.

Mi par di vederla: comincia a tirare i sassolini a Giuliano per dargli fastidio, poi si alza e si mette a cercare le pietre a forma di cuore, poi si siede e dice “fa caldo”, “ho sete”, “si va a fare un giro?”.

Non sa stare ferma. Lo so perché anche a casa è così.

Vi faccio un esempio.

Sto riposando sul tappeto del bagno, tranquillo. Non ci sono mosche, non ci sono lucertole. Il mio respiro è lento, segno di rilassatezza. Quanto durerà questa pace?

Cinque minuti? Ottimisti!!!.

Sono con gli occhi chiusi e percepisco dei movimenti convulsi nel corridoio.

Apro gli occhi. Non vedo nessuno. Mi sarò sbagliato, penso.

Richiudo gli occhi. Sento che qualcuno, a passo veloce, attraversa il corridoio, uscendo da una stanza ed entrando nell’altra.

Ho capito. Deborah vuole giocare a nascondino.

Non ho più tanto sonno, ormai, ma le faccio credere che al momento non mi va di giocare, così lei esce allo scoperto ed ho vinto io.

Passano pochi secondi e sbuca la testa di Deborah da dietro la porta della sua camera da letto. “Pakum, cippiro, vieni!!!!”

Ogni volta la stessa storia. Mi avvicino con cautela e poi scappo. Questa volta tocca a me nascondermi.

A volte corro così forte che perdo il senso dell’orientamento e vado a sbattere con la testa contro l’armadio a muro che si trova alla fine del corridoio, dalla parte opposta del bagno. Ho un testone niente male e così tutto si risolve con una grande risata di Deborah. E così si va avanti per un po’.

Ritornando al periodo in cui i miei padroni erano in ferie, mi capitava spesso di pensarli durante il giorno ed ogni volta che avvertivo un rumore proveniente dalla strada, mi illudevo che fossero tornati. Spesso dovevo fare i conti con la realtà. Non erano loro.

Sono sempre ritornati, mi ripetevo. Non ti abbandoneranno mai. É vero, ma il silenzio della casa, senza sentire “cippiro” di Deborah o “cucciolo” di Giuliano, rendono quell’attesa insopportabile.

Ho sentito storie molto tristi sugli animali, soprattutto nel periodo estivo.

Come si fa ad abbandonare una creatura in autostrada dopo che per tutto l’inverno ci ha tenuto compagnia ed ha reso le nostre giornate fredde meno grigie?

L’estate è una stagione bellissima e si possono trovare altre soluzioni.

Per esempio, se aggiungi un posto in macchina, il tuo fedele amico può venire in vacanza con te.

Se ciò non fosse possibile si può sempre affidare il peloso alle amorevoli cure di qualche amica, come fanno i miei padroni, o di qualche pensione per animali.

Io soffro il mal d’auto. Piango ogni volta che devo salirci sopra anche se devo fare piccoli tragitti. Per questo non è possibile pensare di fare un lungo viaggio con me.

Questo i miei padroni lo sanno bene. Ogni volta che devono accompagnarmi dal veterinario o dalla parrucchiera a farmi tosare il pelo è un’ impresa ardua, non senza fatica. Sarà il rumore della strada o il rombo del motore, per me sconosciuti, che mi impressionano. E allora piango fino a quando arriviamo a destinazione.

Pensate le povere orecchie dei miei padroni in quel momento. Deborah prova a calmarmi cantando “il cow boy Arturo”, la canzone per bambini che ha sempre cantato ai suoi nipotini in culla per farli addormentare, ma con me non glie la fa.

La lontananza ci fa capire quanto le persone siano importanti per noi.

Ora che i miei padroni sono tornati, le giornate volano e quando rientreranno al lavoro, aspetterò con ansia che arrivi la sera per rivederli e stare sul divano con loro.

continua

 

debora-volianiDeborah Voliani –  49 anni. Assistente sociale. Mi occupo di prevenzione solitudine e promozione socialita a  favore degli anziani a Trieste presso Televita s.p.a. Sposata. Vivo a Monfalcone. Sono livornese d.o.c. .Toscanaccia nel sangue. Ho un gatto persiano che si chiama Nemo. Scrivo racconti e poesie. Ho scritto con mio marito un romanzo giallo Male minore ambientato a Livorno e pubblicato da Manidistrega nel 2010. Amo la vita e gli animali

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