Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Bellocchio racconta il caso Tortora
    • Il benessere delle donne al centro
    • Cime Tempestose
    • Il corso di comunicazione gentile che migliora la vita
    • La gioia
    • Autosabotaggio: quando ridursi diventa una strategia di sopravvivenza
    • Il rapimento di Arabella
    • L’infiltrata
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Bellocchio racconta il caso Tortora

      By Lucia Tilde Ingrosso11/02/20260
      Recent

      Bellocchio racconta il caso Tortora

      11/02/2026

      Cime Tempestose

      11/02/2026

      Il corso di comunicazione gentile che migliora la vita

      11/02/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Vie e disparità»Toponomastica femminile a Messina e Ragusa
    Vie e disparità

    Toponomastica femminile a Messina e Ragusa

    Ester RizzoBy Ester Rizzo09/02/2014Updated:06/10/2015Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    toponomastica - femminile - messina
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    La città di Messina, in merito al genere toponomastico, non differisce dagli altri capoluoghi siciliani: poche aree intitolate alle donne e, nella maggior parte, a Sante e Madonne.

    La città di Messina, in merito al genere toponomastico, non differisce dagli altri capoluoghi siciliani: poche aree intitolate alle donne e, nella maggior parte, a Sante e Madonne.

    Nel dettaglio su 924 circa, 257 circa sono intitolate a uomini e circa 28 a donne. Però c’è una bella eccezione: un intero quartiere della città è intitolato a Dina e Clarenza. Queste due eroine ci riportano al 1282. Durante i Vespri Siciliani le due donne combatterono con fierezza e si prodigarono per respingere l’attacco di Carlo I D’Angiò. Si tramanda che all’approssimarsi delle truppe nemiche Dina iniziò a lanciare pietre contro di esse, mentre Clarenza iniziò a suonare le campane del Duomo per attirare l’attenzione e svegliare tutti i cittadini. Questi ultimi, allarmati, accorsero in difesa della città e riuscirono a respingere l’attacco. Dina e Clarenza sono rappresentate pure nel Municipio e nel campanile del Duomo.

    Sempre a Messina una via è intitolata a Mata e Grifone, personaggi citati pure da Giuseppe Pitrè e mitici fondatori della città. Mata è una gigantessa e Grifone “il gran moro che ella addomestica”. Attorno a queste due figure ruotano tante leggende, ma la più interessante narra che nel 964 il moro Hassam, sbarcato sulle coste di Messina per saccheggiare la città, incontrò Marta (poi diventata Mata), una bella fanciulla di cui s’innamorò perdutamente. I genitori di Marta ovviamente si opposero a questo matrimonio e la nascosero in un luogo sicuro. La povera ragazza prigioniera si chiuse in un lungo silenzio e soltanto quando Hassam si convertì al cristianesimo, riuscì a sposarlo.

    Un’altra via è intitolata alla Beata Eustochia, proclamata Santa da Giovanni Paolo II nel 1988. Eustochia, al secolo Smeralda, era una bellissima donna che alcuni affermano essere stata la modella di Antonello Da Messina (suo coetaneo) quando dipinse “L’Annunziata”. Il corpo della Santa “è miracolosamente incorrotto ed ha resistito anche al terremoto del 1908”. Questa donna nacque il 24 marzo 1434 da un padre mercante che, ovviamente, aspirava a maritarla con “un buon partito”. Ma Smeralda aveva altri progetti, infatti rifiutò tutte le proposte cercando di entrare nell’ordine delle Clarisse. Il suo sogno si realizzò solo a 16 anni, dopo la morte del padre. Quando però Eustochia entrò in convento, l’ambiente era completamente diverso da quello che aveva immaginato: troppi agi, troppe comodità, troppa rilassatezza nei costumi. La madre badessa era impegnata soltanto nelle “faccende temporali”, dimenticando completamente lo spirito di povertà che doveva regnare in un convento. Eustochia iniziò così un’altra battaglia, si oppose a questo stile di vita e invocò con forza un ritorno alla Regola originaria. Lei continuava a condurre una vita austera, penitente, scandita dalle preghiere e dall’assiduo servizio prestato alle sorelle anziane o malate. Quando lo scontro con la badessa diventò troppo aspro, Eustochia decise di abbandonare il convento, fondandone un altro rispettoso dei principi religiosi, etici e morali. Morì a 51 anni nel 1485.

    RAgusa1-520Spostandoci a Ragusa troviamo i soliti dati: su 565 aree circa, 220 circa sono intitolate a uomini e circa 19 a donne. Un’interessante eccezione la troviamo in provincia e, precisamente, a Vittoria. In questa cittadina molte vie sono intitolate a benefattrici locali, altre ricordano la prima dottoressa del Comune, la prima direttrice didattica… Vengono anche ricordate Marisa Bellisario, simbolo della donna manager italiana (amministratrice delegata prima di Italtel e poi di Olivetti), e la staffetta partigiana Maria Luisa Alessi, fucilata nel 1944. La città di Vittoria ha pure una via Paola Garelli. Quest’ultima nacque a Cuneo nel 1916 ed era una pettinatrice che svolse attività clandestina rifornendo di viveri e materiali una brigata della Divisione Gramsci. E’ passata alla storia con il nome Mirka. Nel 1944, dopo essere stata seviziata, questa donna fu fucilata dai fascisti. Prima di essere uccisa così scrisse alla sua figlioletta: “Mimma cara, la tua mamma se ne va pensandoti ed amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre agli zii che t’allevano, amali come fossi io. Io sono tranquilla. Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande, capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo. Abbraccio con il pensiero te e tutti ricordandoti. La tua infelice mamma”.

    logoRG&ME

     

    messina Ragusa toponomastica femminile
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    ester-rizzo
    Ester Rizzo

    Ester Rizzo giornalista e scrittrice nata a Licata nel 1963. Socia fondatrice dell’Associazione Toponomastica femminile. Socia S.I.L (Società italiana letterate). Curatrice del volume “Le Mille: i primati delle donne” (2017) Autrice di “Camicette Bianche “ (2014) “Le ricamatrici “ (2018) “Donne disobbedienti “ ( 2019) “Il labirinto delle perdute” (2021) e “Trenta giorni e 100 lire”(2023).

    Related Posts

    Rebecca, medaglia crocifissa

    06/09/2024

    LE VENERI VAGANTI

    02/09/2024

    A Catania, sulle vie delle donne

    13/05/2024
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Tcl Tcl
    Post su Instagram 18097129618925781 Post su Instagram 18097129618925781
    Post su Instagram 18327224653175642 Post su Instagram 18327224653175642
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Fabio Mauri alla Triennale Fabio Mauri alla Triennale
    Mostra alla triennale su Fabio Mauri Mostra alla triennale su Fabio Mauri
    Recensione di Erika Arosio Recensione di Erika Arosio
    Recensione di Adriana Moltedo Recensione di Adriana Moltedo
    Il melograno Il melograno
    Ritorna il celebre film Ritorna il celebre film
    Al PAC a Milano Al PAC a Milano
    Al PAC di Milano Al PAC di Milano
    Pop art al PAC a Milano Pop art al PAC a Milano
    Recensione di Erika Arosio Recensione di Erika Arosio
    Giacomo Balla Giacomo Balla
    Torino Torino
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Buona Epifania Buona Epifania
    fiori e auto fiori e auto
    Post su Instagram 18008920724819418 Post su Instagram 18008920724819418
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK