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    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Erika e il grande miracolo
    Costume e società

    Erika e il grande miracolo

    DolsBy Dols05/10/2011Updated:21/06/2014Nessun commento4 Mins Read
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    di Daniela Accurso

    In bilico sul difficile confine tra la malattia e la vita , tra un corpo ridotto ad uno scheletro ai limiti della sopravvivenza e l’amore di tutti, amici, parenti e professori,attorno a lei. In bilico tra essere anoressica ed essere figlia, alunna, amica. Erika oggi ha … e 30 chili di più. Ha vinto la sua battaglia. Non è più malata, ora è una bellissima ragazza: dagli occhi profondi , è riuscita a trovare un compromesso con la sua mente che la convinceva a dimagrire sempre di più, fino a desiderare di scomparire ,a riprendere quei chili che la riportano alla normalità.

    La sua storia è uguale atante altre, ma ha fatto il giro dell’Italia. Nessuna scuola aveva mai approfondito l’argomento che è ancora tabù per troppi: l’anorressia. Rifiutano la malattia le mamme e i papà e i professori non sono pronti a dare di accompagnare in questo difficile percorso i ragazzi colpiti dal diavolo che si insinua nel cibo.Erika non ha avuto un’adolescenza difficile, solo a metà dei suoi pochi anni vengono segnati da un’unica ossessione: il peso.

    Sarà arrivata a nutrirsi con sole 100 calorie al giorno mentre la quantità raccomandata è di almeno 2mila . Del tempo passato in clinica a Bologna per curare i disordini alimentari. Di come incominciò quella che lei stessa definisce “la spirale”, dalla sua impossibilità di fermarsi e tornare indietro. Sempre meno cibo, sempre meno attrattive, la sua mente si stava spegnendo a poco a poco come una candela. Gli occhi erano la testimonianza della sua sofferenza, non esprimevano nulla, solo la piattezza della vita che non gira più nella sua giusta direzione. Usciva,la sera Erika, andava in giro, qualche volta, ma per lei era davvero dura .

    Dopo la lunga battaglia per sconfiggere i suoi demoni, è tornata a casa da Bologna, dove i medici le hanno allargato le braccia. Qui è cominciata la fine dell’inizio. Non avrebbe mai pensato di avere il coraggio di affrontare la vita, il cibo , le telecamere , le interviste con tanta disinvoltura. Erika è diventata famosa. Sembra un’altra persona guardando le sue foto quando era sprofondata nella sua malattia.

    Ha combattuto l’anoressia a lungo, ma finalmente adesso sente di aver svoltato un angolo e ha trovato la luce ,perché prima nel suo cuore c’èra un buco, una ferita che sanguinava, una voragine cui nessuno permetteva di riempire. Profonda, troppo matura per la sua età, Erika è riuscita ad a indagare su quella voragine e su quella ferita, sulla sua turbinosa vita. Qual è il ritratto che si ricompone da questa rinascita che mette insieme tante tessere separate come quelle di un puzzle. Quello che rende incomprensibile la storia è che Erika ha avuto sempre accanto a se’ due genitori eccezionali,presenti, discreti con una dignità invidiabile che non hanno mai lasciato trasparire la loro comprensibile disperazione . e dunque Da una parte abbiamo le ragioni, o perlomeno i tentativi di spiegare questa malattia così diffusa tra gli adolescenti, attraverso discettazioni psicoanalitiche, dall’altra emerge il dolore esistenziale di Erika e l’ impossibile tentativo di colmare un vuoto con l’amore. Il malessere psicologico l’ha condotta ad un’altra soglia, quella del deperimento fisico e mentale. Insomma, ha condotto ERrika davanti al buio della morte. Senonché questo buio e questa angoscia a mano a mano di sono diluiti come una bolla di sapone che si allo0ntana fino scomparire. Erika, che sembrava destinata a rinunciare alle sue certe chimere e all’amore totale, adesso scopre nel suo cuore il sentimento della gioia di viver .

    Sorprendendo se stessa e tutti quelli che non hanno mai sperato che potesse guarire, Erika ha raggiunto finalmente il mondo e tutto quello che gli ruota attorno. Di bello, ma anche di brutto, con una capacità veramente straordinaria: la volontà di.. 
    Quanto ha influito Internet? Ti scambiavi messaggi con quelle come te? Cosa vi dicevate?

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    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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