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    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Una mamma che era già mamma
    Costume e società

    Una mamma che era già mamma

    DolsBy Dols01/10/2011Updated:21/06/2014Nessun commento4 Mins Read
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    a cura di Daniela Accurso

    Che sono felicissima è naturale. Ma non e’ necessario un documento per sentirsi mamma. Per noi non e’ cambiato niente dal punto di vista affettivo.

    E’ stato un bel traguardo “legale” ma la nostra vita di famiglia continua come prima e come sempre e’ stata, in un clima di grande amore e gioia. In quanto alla mia vita di medico e di volontaria, l’adozione di Joseph non ha mai influito sulle mie attivita’ professionali. Non ho fatto sogni premonitori e non abbiamo fatto feste in Zambia. Abbiamo festeggiato per ogni bimbo che e’ venuto a far parte della famiglia, da Joseph, che e’ stato il primo, a Charity, che e’ l’ultima. L’affetto e l’amore non dipendono da quello che c’e’ scritto sui documenti. I documenti ti servono per muoverti liberamente e per esercitare i tuoi diritti di cittadino. L’amore e’ un’altra cosa. E’ scritto nel cuore e supera qualunque barriera di spazio e di tempo, e’ universale, supera le frontiere senza passaporto e riempie di gioia chi lo da’ e chi lo riceve. Sicuramente festeggeremo in Italia, visto che finalmente Joseph potra’ venire a Enna e riabbracciare la nostra famiglia e i nostri amici piu’ cari. E questo lo faremo al piu’ presto”
    Cristina Fazzi

    CHI E’ CRISTINA
    Cristina Fazzi,medico chirurgo che vive e lavora in Zambia da 12 anni,ha ottenuto con sentenza emessa il 18 luglio 2011 dal tribunale dei minori di Caltanissetta il riconoscimento in Italia dell’adozione di Joseph, di anni 7,già pronunciata in Zambia nel dicembre 2008.
    Il provvedimento assume particolare rilievo,l’unico in Italia ,in quanto l’adozione, grazie all’ avvocato Salvatore Lamantia, con la collaborazione del figlio, Andrea, è stata riconosciuta in favore di una persona single,in conformità comunque a quanto previsto dall’art. 44 della legge 184/1983 ,qualora preesista un “rapporto stabile e duraturo” tra adottante e adottando,orfano di padre e di madre. Il piccolo Joseph era già stato dato in affidamento nello Zambia a Cristina appena neonato di 5 mesi.

    LA STORIA
    Joseph e’ nato nel maggio del 2004. Me ne sono occupata sin dalla nascita, in quanto prematuro, in qualita’ di medico. Una volta recuperato il peso, sarebbe dovuto andare in orfanotrofio ma ho chiesto di potermene occupare, ero molto legata a lui. Cosi’ i servizi sociali dello Zambia mi hanno dato il permesso di poterlo portare con me. Nell’ottobre del 2004 ho avuto l’affido dal tribunale dei minori dello Zambia e nel dicembre del 2008 lo stesso tribunale mi ha concesso l’adozione. Ottenuta l’adozione in Zambia, ho fatto istanza di riconoscimento in Italia.La felicita’ di Joseph è alle stelle. Non vede l’ora di andare in Italia per abbracciare i nonni, ai quali lui e’ legatissimo. Questi “documenti” cosi’ come lui li chiama, li aspettava con trepidazione. Senza il riconoscimento dell’adozione, infatti, non era possibile ottenere neanche un visto turistico per cui Joseph non poteva andare all’estero.. Joseph va in seconda elementare e a scuola e’ veramente molto bravo. E’ anche un bimbo molto generoso, abituato a condividere tutto con gli altri. Ho altri 4 bimbi in affido e Joseph e’ consapevole della poverta’, delle malattie e dell’abbandono. Spesso, quando camminiamo per le strade e vediamo bambini che chiedono l’elemosina, mi dice “Mamma, grazie che mi hai preso con te!” Joseph e’ la gioia piu’ grande della mia vita e sono sempre io a ringraziare il Cielo per il dono che mi ha fatto.

    DEDICATO AD ANDREA
    La notizia dell’adozione di Joseph arriva nei giorni in cui ricorre il primo anniversario della immatura scomparsa di Andrea Lamantia, il giovane avvocato che affianca papa’ nel complicato iter legale . Se Andrea fosse stato vivo non sarebbe stato nella pelle. Cristina oltre che una cara amica di famiglia, rappresenta il simbolo della sua efficienza professionale. Ma non è un caso che la sentenza venga pubblicata proprio quando si celebra la sua scomparsa.,Se n’e’ andato a causa di un male che il ragazzo ha combattuto con forza, tenacia e speranza,fino all’ultimo suo respiro
    Ad Andrea va dedicata questa vittoria legale . Alla sua gioia di lavorare, alla sua generosità, al suo mite equilibrio, al suo sorriso gentile,al suo garbo tenace. Bravo Andrea, ce l’hai fatta….

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    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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