Pavimento pelvico e prolasso

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Urologi e ginecologi, un binomio inscindibile per parlare di patologie della donna sempre più diffuse: l’incontinenza urinaria, il prolasso uro-genitale, le infezioni delle vie urinarie, il dolore pelvico cronico e le neoplasie uro-genitali.

Il prolasso utero-vaginale e l’incontinenza urinaria spesso si presentano alla donna che non si è curata del proprio corpo. Infatti, sin dalla maternità la donna può considerare il proprio pavimento pelvico come un trampolino elastico e prevenire il crollo dell’elasticità dei muscoli che sostengono il retto, la vescica e la vagina.
La causa principale del prolasso è il parto ma, anche fattori distrofici e danni secondari ad interventi chirurgici ( es: lesioni iatrogene vanno prevenute e riconosciute per evitare fistole permanenti). Danni del tessuto connettivo, dei muscoli e dei nervi sono tra le cause del cedimento del pavimento pelvico, in particolare è molto frequente la lesione del muscolo dell’elevatore dell’ano. L’anatomia del pavimento pelvico si può paragonare ad una struttura multipiano, come un garage, è costituita da tessuto connettivale, seguito da tessuto muscolare e dallo strato fasciale. La fascia connettivale che copre tutti gli organi pelvici si ispessisce in alcuni settori formando i ligamenti che sostengono gli organi stessi nell’addome. La vagina è sospesa dai ligamenti cardinali e utero sacrali. In menopausa l’ipermobilità dell’utero è dovuta ad una mancanza di sostegno e ad una rarefazione del connettivo secondaria al calo estrogenico.
Quali sono le possibilità attuali di ripresa della donna dopo una gravidanza o ad un inizio di patologia del prolasso utero-vaginale di primo grado?
Si è parlato in questi giorni a Trani , durante il convegno organizzato dal professor Giuseppe Carrieri “ Uroginecologia: master class 2016”, di tecniche riparative per conservare la sospensione dell’utero e della vescica al perineo.
La correzione del difetto vaginale anteriore, cistocele, è chirugica con l’intervento di colpopessia per via laparoscopica o a cielo aperto. Spesso le donne subiscono un’isterectomia totale e anche un’ablazione delle ovaie per una patologia di prolasso vaginale.

Le ovaie, secondo le linee guida si rimuovono nelle donne con età superiore ai 55 anni perché possono essere sede di tumori. Nella fascia di età dai 40 anni ai 55 anni la rimozione delle ovaie non è consigliata. Anche se apparentemente non funzionanti , dopo i 55 anni le ovaie producono ormoni sessuali maschili, molto preziosi per la donna in menopausa. Nella pratica clinica, le donne sessualmente attive prestano attenzione alla funzionalità vaginale con la terapia sostitutiva anche in menopausa conclamata. Quindi, la presenza di un prolasso utero-vaginale e di cistiti recidivanti sono i primi aspetti biologici di un invecchiamento del corpo femminile.
Fissare una rete di sulla volta vaginale con un semplice intervento per un prolasso di primo grado ( lo scivolamento della vescica nella parte superiore della vagina) è un intervento di facile realizzazione e va fatto tempestivamente.
Preservare l’utero sospendendolo per ristabilire l’equilibrio delle forza nel pavimento pelvico significa conservare la meccanica della contenzione vaginale e vescicale. Quando il prolasso è utero-rettale, cioè nella parte posteriore della vagina, l’intervento è più complesso. Tuttavia non bisogna aver paura di sottoporsi a queste tecniche mini invasive per evitare interventi demolitivi, spesso poco riabilitanti per la funzione sessuale, come l’isterectomia totale per via vaginale.
La tecnica combinata di correzione del difetto vaginale e incontinenza da sforzo, denominata P.C.S. (Pubo vaginal cistocel sling) si esegue presso il centro del prof Carrieri ed è stata illustrata dal prof Luigi Cormio durante il corso. L’intervento di SLING autologa con la fascia del muscolo retto dell’addome si esegue in circa 90 minuti, in una degenza operatoria di circa 4 giorni. Non ci sono rischi di erosione della parete vaginale, di recidive e di converso c’è il vantaggio della correzione della funzione vaginale senza corpi estranei e senza le conseguenze relative all’uso di mesh sintetiche.
Operarsi e prevenire danni futuri: questo significa vivere meglio consegnandosi nelle mani di un uro ginecologo esperto, naturalmente!

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Profilo Autore

MARIA PAOLA SIMEONE

Maria Paola Simeone Maria Paola Simeone ginecologa, sessuologa, ha creato una proposta di modello organizzativo per un Servizio di sessuologia per la prevenzione della violenza. Lavora presso il Consultorio Familiare nella Asl a Bari; si occupa di: adolescenza, menopausa, problemi di coppia, di identità di genere, di dolore pelvico.  Nelle scuole ha attivato corsi sull’affettività, sulla sessualità, per la consapevolezza nella comunicazione virtuale e per la diagnosi precoce dell'endometriosi. E' docente all'Università IULM al Master sulla Comunicazione in Ginecologia organizzato dall'AOGOI.  E’ membro della FISS (Federazione di sessuologia), dell'EFS (Società Europea di Sessuologia) e dell'ESSM (Società di Sexual Medicine). Partecipa ai convegni internazionali e alla ricerca in ginecologia e sessuologia. Autrice del libro ”l‘intimità perduta, oltre la sessualità alla ricerca dell'eros" Europa edizioni 2014

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