Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film
    • Dall’ India a Fasano passando per Torino e Bolzano
    • ToRRRRRo VS Toro
    • Warfare
    • Dangerous animals
    • JANNIK SINNER – fragilità e forza
    • Di là dal Fiume e tra gli Alberi
    • Dolci e gentili specialità torinesi.
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

      By Stefi Pastori Gloss29/08/20250
      Recent

      Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

      29/08/2025

      Warfare

      25/08/2025

      Dangerous animals

      22/08/2025
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Attualità»Good news»Perché il risultato del referendum irlandese sull’aborto ci riguarda
    Good news

    Perché il risultato del referendum irlandese sull’aborto ci riguarda

    Angela CartaBy Angela Carta27/05/2018Updated:27/05/2018Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Il risultato del referendum, che non possiamo che definire storico, ha visto trionfare il “sì” con una percentuale del 66,4% dei voti.

    Ieri pomeriggio, 26 maggio, è stato reso noto il risultato del referendum svoltosi in Irlanda per l’abrogazione dell’ “Ottavo emendamento alla Costituzione Irlandese”. Il risultato, che non possiamo che definire storico, ha visto trionfare il “sì” con una percentuale del 66,4% dei voti.
    Ma cos’è questo “ottavo emendamento”?
    La tradizione giuridica irlandese in materia di interruzione volontaria di gravidanza è stata fino ad ora una delle più restrittive d’Europa, insieme a quella polacca (ben noti sono i progetti di una nuova revisione della materia da parte del partito Pis, Diritto e Giustizia, sostenuto dalla granitica Chiesa Cattolica) e vanta origini molto antiche (“Person Act”, 1861) riscontrabili altresì all’interno della Costituzione irlandese del 1937 (art. 40.3.3).
    Proprio in tal contesto, e in modo specifico per evitare derive progressiste come quella che nel 1973 aveva toccato da vicino gli Stati Uniti d’America con la storica sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade, fu introdotta la disposizione che venerdì donne e uomini irlandesi hanno deciso di abrogare.
    Ciò che questo emendamento, a conferma di quanto stabilito dall’articolo sopra citato della Costituzione, intendeva riaffermare era l’attribuzione di una personalità giuridica al “concepito”, equiparandolo alla gestante. In termini più semplici, la vita del feto (anche quando non ancora del tutto “vita” scientificamente parlando e ritenuta tale dal momento del concepimento) viene messa sullo stesso piano di quella della madre, non riuscendo pertanto a garantire un’adeguata tutela dei diritti riproduttivi della donna.
    Alla restrittiva normativa si accompagna anche una scarsa tutela di altri diritti riproduttivi, quale quello all’informazione legato alle procedure e allo stato di salute dello stesso feto, non sempre garantite dal personale medico sanitario. L’effetto sulle donne in stato di gravidanza è stato catastrofico: patologie accertate in ritardo ed esodi verso il vicino Regno Unito per ricorrere ad una IVG. In caso di aborto illegale sono previsti fino a 14 anni di carcere e la procedura viene garantita solo in caso di rischio di vita per la gestante (“Protection of Life During Pregnancy Bill” del 2013).

    Perché dunque la vittoria delle donne e degli uomini irlandesi ci riguarda?
    Abbiamo di recente fatto gli auguri di buon compleanno alla nostra legge 194, una legge maltrattata, sebbene migliore di altre scritte in Europa e nel mondo, e abbandonata a se stessa, come le stesse donne che hanno il diritto di vederla correttamente applicata. In molte zone d’Italia la percentuale di medici non obiettori sfonda il 70% e quei pochi obiettori che ci rimangono sono spesso sottoposti a carichi di lavoro eccessivi e vengono spesso ostacolati nella crescita professionale (questione sollevata con l’Istanza 91/2013, caso CGIL v. Italia).
    Abbiamo ben poco di cui gioire, a dimostrazione di come avere una buona legge sulla carta non equivalga ad una sua piena applicazione. Che poi è dunque quasi come non averla.
    Dobbiamo quindi festeggiare, perché l’Irlanda ci ha insegnato come non importi quanto tempo possa passare perché una lotta di principio venga coronata dal successo. L’Irlanda ci ha dimostrato che un cambiamento è possibile e che bisogna cercarlo senza mai arrendersi, anche quando sulla parete di una grande città svetta un manifesto che ingenuamente e incautamente definisce l’aborto prima causa di femminicidio.
    Non dobbiamo quindi dimenticare di lottare, di esercitare il nostro diritto di parola, di lamentarci se un diritto non viene rispettato, se le tutele non vengono garantite, se una preziosa informazione non ci viene data e, infine, anche quando un farmaco definito “contraccezione d’emergenza” non viene più garantito all’interno di tutte le farmacie (grazie all’aggiornamento della Farmacopea), ma questa è un’altra storia…

    aborto interruzione volontaria di gravidanza irlanda IVG legge 194 legge sull'aborto referendum
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Angela Carta
    • Facebook
    • LinkedIn

    28 anni. Dopo due anni come operatrice di uno sportello anti-violenza e un anno di volontariato in Ungheria come youth worker, ho scelto di diventare educatrice professionale. Già specializzata in Tutela dei Diritti Umani, mi occupo oggi di HRE, violenza di genere, educazione videoludica e attività di gioco e team building.

    Related Posts

    ll femminismo inutile

    24/06/2025

    Luana Sciamanna

    17/06/2025

    Nutrirsi è anche comunicare

    26/05/2025
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Post su Instagram 18102166543591351 Post su Instagram 18102166543591351
    Post su Instagram 18063120035036334 Post su Instagram 18063120035036334
    Warfare di Erica Arosio Warfare di Erica Arosio
    Fragilità e forza Fragilità e forza
    Aperitivo da Illy in Gae aulenti Aperitivo da Illy in Gae aulenti
    Post su Instagram 17977992797879651 Post su Instagram 17977992797879651
    Matera e Matera e
    Vista di Milano dalla Triennale Vista di Milano dalla Triennale
    Post su Instagram 17892342741296014 Post su Instagram 17892342741296014
    Trattoria a Sant'Ilario d'Enza in provincia di Reg Trattoria a Sant'Ilario d'Enza in provincia di Reggio Emilia da provare
    Una virgola in cielo Una virgola in cielo
    Esher a Conversano Esher a Conversano
    Locorotondo Locorotondo
    Giardino interno Sierra Silvana Giardino interno Sierra Silvana
    Al minareto Al minareto
    Minareto Minareto
    Kite surf Kite surf
    Post su Instagram 18034069703470582 Post su Instagram 18034069703470582
    Skateboard Skateboard
    Post su Instagram 17940365610020353 Post su Instagram 17940365610020353
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    non fu l’amore

    Non fu l'amore
    non fu l'amore

    Di cibo e di amore

    Di cibo e di amore - Marta Ajò - copertina

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK