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    Scrivilo su dol's

    Un sorso di te : TAPPE, BIVI E SVOLTE

    Renata BalducciBy Renata Balducci29/10/2025Updated:29/10/2025Nessun commento6 Mins Read
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    Scrivi…

    • della nascita, di come ti è stata raccontata la tua o di come hai vissuto quella di altri.
    • della morte della persona a te più vicina.
    • della prima volta che hai visto una persona morta.
    • dei momenti della tua vita che hai considerato un punto di svolta.
    • in una frase definisci il te stesso bambino, il te stesso adolescente, il te stesso adulto.
    • dei momenti della tua vita in cui hai rimandato le cose che volevi fare.
    • di tutte le volte che ti sei pentito delle tue decisioni.
    • del giorno in cui sei entrato nella pubertà.
    • delle volte in cui qualcuno ti ha fatto un discorsone sul momento della vita che stavi passando.
    • di un momento che ti è sempre difficile raccontare.

    Lasciati ispirare da queste citazioni. Cercane altre sui libri che stai leggendo.

    “Io sono nato nella città di Bombay… tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Marlikar il 15 agosto 1947. L’ora? Anche l’ora è importante. Be’, diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi… Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai, le lancette dell’orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro, diciamolo chiaro: nell’istante preciso in cui l’India pervenne all’indipendenza, io fui scaraventato nel mondo”.

    S. Rushdie, I figli della mezzanotte, Garzanti, Milano 1987.

    “Ci sono cose di cui non mi è mai piaciuto parlare. Quando sono entrato in prigione, ho capito dopo qualche giorno che non mi sarebbe piaciuto parlare di questa parte della mia vita.”

    A. Camus, Lo straniero, Bompiani, Milano 1992.

    “Era un periodo in cui non m’importava niente di niente, quando venni a stabilirmi in questa città. Stabilirmi non è la parola giusta. Di stabilità non avevo alcun desiderio; volevo che intorno a me tutto restasse fluido, provvisorio, e solo così mi pareva di salvaguardare una mia stabilità interiore, che però non avrei saputo spiegare in cosa consistesse. Perciò, quando, attraverso una catena di raccomandazioni, mi fu offerto un posto di redattore del periodico “La Purificazione”, venni qui a cercare alloggio.”

    I. Calvino, La nuvola di smog, Mondadori, Milano 1995.

    “Bisogna stare attenti ai pensieri che vengono di notte: non hanno la giusta direzione, arrivano a tradimento da luoghi remoti e sono privi di senso e di limiti. Prendiamo ad esempio l’idea che mi è venuta il 12 febbraio, un giorno di speranze distrutte, il giorno in cui ho saputo di aver perso il posto da insegnante d’inglese per il calo degli iscritti al college e in cui mia moglie, dalla quale ero separato da nove mesi, nel corso della telefonata in cui le davo la triste notizia, si è lasciata sfuggire che aveva un “amico”, Rick o Dock, Chick, qualcosa del genere.”

    W. L. H. Moon, Strade blu, Einaudi, Torino 1988.

    “A dieci anni non conoscevo ancora le mie manie, le mie ripetizioni, e il dubbio non mi sfiorava: trotterellando, chiacchierando, affascinato dagli spettacoli della strada, non cessavo di mutar pelle e sentivo le vecchie pelli ricadere le une sulle altre. Quando risalivo la rue Soufflot, provavo a ogni passo, nell’abbacinante sparizione delle vetrine, il nodo della mia vita, la sua legge e il bel mancato d’essere infedele a tutto.”

    J. P. Sartre, Le parole, Il Saggiatore, Milano 1994.

    “Così vicina alla morte, la mamma doveva sentirsi liberata e pronta a rivivere tutto. Nessuno, nessuno aveva il diritto di piangere su di lei. E anch’io mi sentivo pronto a rivivere tutto, come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza. Davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo così simile a me, finalmente così fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora.”

    A. Camus, Lo straniero, Bompiani, Milano 1992.

    Suggerimento di lavoro

    La vita, si sa, è fatta di tappe che consideriamo importanti: è come una strada con tutti i paesi interessanti che abbiamo visitato.

    1. Disegna la linea del tempo della tua vita

    • Usa una penna colorata per segnare i momenti più importanti.
      (Non è necessario ricordare esattamente la data, ma se sei una persona precisa puoi fare una ricerca tra le pagine del tuo diario, rileggere lettere o cercare tra i timbri del passaporto o i biglietti del treno che hai conservato.)

    2. Prendi una penna di un colore diverso

    • Segna sulla tua linea del tempo i momenti in cui hai dovuto fare delle scelte.

    Già, perché la vita è una strada con molti incroci e bivi. A ogni bivio facciamo una scelta: seguiamo una strada, tralasciando le altre che si snodano davanti a noi.

    3. Rifletti sulle scelte

    • Disegna le strade alternative che hai tralasciato.
    • Chiediti:
      • Hai scelto tu la strada da percorrere?
      • Com’è avvenuta la scelta?
      • Hai deciso da solo o con l’aiuto di qualcuno? Chi?
      • Quante scelte sono state guidate dalla ragione e dalle circostanze esterne? Quante da un impulso irrazionale?

    4. Scegli un bivio cruciale della tua vita

    • Prova a imboccare il sentiero che, a suo tempo, hai scartato: cosa sarebbe successo?
    • Scrivi quale sarebbe stata la tua storia in quel caso.

    5. Torna alla tua linea del tempo (quella con le tappe reali)

    • Scrivi su un foglio l’elenco dei momenti fondamentali.
    • Accanto a ogni momento, descrivi come ti sei sentita/o.

    Ovviamente il nostro stato d’animo cambia da un giorno all’altro, ma ci sono periodi che, a guardarli da lontano, potrebbero essere riassunti in una frase, “avere un titolo”.

    Se proviamo a visualizzare i vari momenti della nostra esistenza, a volte

    ci sembra di vedere una maglietta con una scritta sopra che riassume tutto ciò

    che eravamo (o credevamo di essere) in quel periodo. Maglietta della serie:

    ” Sono grassa e nessuno mi ama”, o una maglietta della serie: “Niente vale la

    Pena”, ecc..

    Che scritte hanno le tue magliette?

    Per i più piccoli: passato e presente

    Se sei un’insegnante, invita i tuoi studenti a fare un’intervista ai loro genitori sulla loro nascita e a raccogliere oggetti e fotografie dei loro primi giorni di vita. Su una linea del tempo collettiva segnate i momenti più importanti per loro. Stabilite quali sono i momenti “comuni” a tutta la classe (il primo giorno di scuola, ad esempio). Invitali a riflettere, discutere e scrivere sui cambiamenti avvenuti: com’ero fisicamente? Come sono ora? Cosa sapevo fare? Cosa so fare ora? Cosa ho imparato?

    Con tutte le testimonianze e i ricordi scritti o disegnati, costruisci un libro: “Memorie di classe”. Condividere i ricordi dei momenti salienti per ognuno, contribuisce alla costruzione di un gruppo coeso.

    Se scrivi invece con i tuoi figli, metti a loro disposizione i ricordi iconografici, i documenti ma soprattutto la tua testimonianza. Una stessa giornata può essere vissuta diversamente da madre e figlia: che pensieri avevate andando a scuola per il primo giorno? E tu, adulta, ricordi i tuoi pensieri e cos’hai fatto da bambina? Discutere sui diversi punti di vista, le diverse emozioni di uno stesso momento aiuta a capirsi e a sentirsi più uniti.

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    Renata Balducci

    Renata Balducci - Insegnante nella scuola primaria per 40 anni in Italia e all'estero, amante delle parole e delle diversità.  Ha pubblicato il libro "Scrivere di sé" con Sonda nel 2005. Ha lavorato alla redazione di testi didattici per Giunti Scuola oltre a collaborare alla "Vita Scolastica" per diversi anni con le programmazioni mensili di lingua, italiano L2 e intercultura. Ha collaborato anche con ICDL (International Children's Digital Library), Traduttori per la Pace, Radio Mundo Real e Selvas. Attualmente lavoro in un CPIA (Centro per l'istruzione degli adulti) di Torino.

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