Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Black Bag – Doppio gioco
    • One to One: John & Yoko
    • ALBUM PER PENSARE E NON PENSARE.In dialogo con Mariangela Gualtieri
    • Ri-creare la vita 
    • Ho visto un re
    • La Statuaria Torinese, una Disputa Femminista
    • Al Museo Archeologico dell’Agro Falisco, la mostra di Eugène Berman
    • TE INDIANO
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Black Bag – Doppio gioco

      By Dols08/05/20250
      Recent

      Black Bag – Doppio gioco

      08/05/2025

      One to One: John & Yoko

      07/05/2025

      Ri-creare la vita 

      05/05/2025
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Donna e lavoro»Voucher per i servizi e per creare imprese E un’Autorità contro le discriminazioni
    Donna e lavoro

    Voucher per i servizi e per creare imprese E un’Autorità contro le discriminazioni

    DolsBy Dols23/01/2013Updated:23/06/20141 commento6 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di Valeria Manieri, Segretaria Pari o Dispare

    Il dibattito avviatosi sul Corriere della Sera e sul sito della 27esima ora, ha visto numerose esponenti appassionate della questione femminile dibattere su come rimettere al centro dell’agenda politica italiana le donne.

    Di questi tempi, l’anno scorso, Pari o Dispare promuoveva un convegno in cui proprio la “questione femminile, questione Italia” era oggetto di diverse proposte. Oggi queste proposte vengono rimesse sul tappeto, non in un affollato convegno, ma in piena campagna elettorale.

    Una campagna elettorale che, ancora una volta, non vedrà nessuna candidata donna alla Presidenza del Consiglio. Attualmente poi, nonostante sondaggi più o meno noti su fiducia e preferenze di italiani e italiane nei confronti di alcune donne in particolare, nessuna candidatura femminile viene considerata papabile per future alte cariche, compresa la Presidenza della Repubblica.

    Bene: possiamo continuare a parlare per altri anni e per le prossime campagne elettorali di detassazione del lavoro femminile, di conciliazione, di part-time, essere soddisfatte di un lento afflusso delle donne che faticosamente arrivano a conquistare candidature nelle liste dei partiti… ma siamo ancora tra i pochi in Europa ad avere così tante difficoltà a includere le donne nella vita politica, sociale ed economica del paese. E questo è un fatto.

    Siamo il solo paese in cui si preferisce parlare di quote o incentivi per le donne, ma non si riesce mai a riconoscere e ad accordare il merito (di uomini o donne che siano), stabilendo regole chiare.

    Riprendiamo volentieri i dati che i professori Giavazzi e Alesina hanno così efficacemente ricordato: quando le donne studiano (e lo fanno in percentuali maggiori e sempre crescenti rispetto agli uomini) sono più brave. Questo è un altro fatto innegabile.

    È evidente che questo dato più di ogni altro dovrebbe spiegarci quale sia in realtà il “Problema”: è inutile essere più brave, studiare di più, lavorare attraversando mille difficoltà, incluse quelle della cosiddetta conciliazione, o meglio della “mancata condivisione” dei carichi familiari, se il Paese ritiene di poterci tenere in panchina.

    È ridicolo riuscire a salire di livello, dopo aver ingoiato rospi su rospi, o avere anni di esperienza o militanza, se poi non vi è, in nessun ambito della vita civile del nostro paese, un modo per essere riconosciute, premiate e sostenute, se non quello di aspettare che un benefattore si accorga di noi.

    E quante sono anche oggi le donne che aspettano pazientemente (troppo pazientemente!) il proprio turno o un riconoscimento calato dall’alto di board o di partiti tutti al maschile?

    La responsabilità di tutto questo è certamente di coloro che continuano a legiferare con misure spot senza attenuare in modo consistente il gap numerico e culturale che questo paese continua ostinatamente a conservare.

    Ma la responsabilità è anche delle cittadine e dei cittadini che faticano a riconoscersi l’un l’altro meriti e competenze e che non sono pronti a combattere in modo unito e determinato, le troppe discriminazioni a cui sono quotidianamente sottoposte/i.

    Le discriminazioni non sono questioni a compartimenti stagni e forse questo è il primo passo necessario per maturare una visione e una azione più progressista ed efficace nel nostro Paese.

    A subire discriminazioni per l’assenza di regole trasparenti e di merito sono principalmente, ma non solo, le donne. Ci sono però anche gli immigrati e le immigrate, gli omosessuali e le omosessuali, le persone di diverso credo religioso, i malati.

    Sul metodo trasparente e non tanto sulle quote di qualsiasi sorta, nonché sulla totalità delle tipologie discriminatorie, dovremmo concentrarci maggiormente. Dovremmo iniziare a guardare senza timori la complessità di una realtà che ogni giorno si arricchisce di nuovi e vecchi discriminati.

    Ma in sostanza, quali misure davvero possono colmare gli ingiustificabili ritardi che il nostro paese da decenni accumula?

    L’Italia è terribilmente in difetto con l’Europa su molti temi e lo è anche sulla piena attuazione della direttiva 54/2006, quella che richiede tra i suoi articoli al nostro paese -in modo esplicito- di mettere all’opera tutta la propria inventiva per creare uno o più organismi in grado di combattere in modo davvero efficace le discriminazioni di genere (e non solo). Questa richiesta viene confermata anche al comma 11 della direttiva 41/2010.

    Una vera e propria Autorità contro le discriminazioni che non ha molto a che fare con nessuno degli enti o dei ministeri oggi operanti nel nostro paese. Tutti mancano del requisito fondamentale richiesto dall’UE: l’indipendenza dal potere politico. Nessuno dunque fino a oggi ha saputo garantire piena trasparenza e impegno incondizionato e indipendente dalle frette o dalle distrazioni della politica.

    Su questo punto con Pari o Dispare desidereremmo molto insistere, essendo l’Autorità contro le discriminazioni una delle ragioni sociali su cui questa giovane organizzazione si fonda. Sarebbe utile (e questa è la proposta che Pari o Dispare vuole avanzare) che donne e uomini di buona volontà si mettessero a redigere una proposta per rendere attuabili le indicazioni europee. Occorre riflettere prima su quali siano le tipologie discriminatorie da includere, tenendo a mente che in Europa nessuna discriminazione viene slegata dalle altre.

    Una donna del resto non è mai solo una donna: è una lavoratrice, un’immigrata, una madre, un’omosessuale, una minoranza etnica o religiosa. Non si può quindi tralasciare la prospettiva delle discriminazioni multiple.

    Sul fronte invece dei provvedimenti miranti a migliorare la quantità e la qualità del lavoro femminile in Italia, vi è qualcosa da aggiungere rispetto al dibattito fino ad ora tenutosi sulle pagine del Corriere. Intanto vi è un pericolo da sventare e da intercettare tra alcuni propositi “elettorali”: sono da scongiurare eventuali innamoramenti da “quoziente familiare”, misura ostile a una visione più progressista del ruolo della donna nella società e che in taluni casi rende meno conveniente l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro.

    Una misura invece che si autofinanzia, che ha costi di attivazione modesti, sostenibile per le casse dello stato e che risponde ai requisiti di flessibilità e neutralità, è quella dei voucher ispirati al modello francese dei Cesu. I voucher universali per i servizi alla persona sono in grado di agire in modo neutrale nella gestione dei carichi di lavoro e di far riemergere una fetta importante di sommerso nell’ambito dei servizi alla persona (vedi colf, badanti, babysitter, assistenti di vario genere). I voucher avrebbero effetto anche sulla creazione di imprese private legate ai servizi e stimolerebbero anche il settore pubblico a fornire un servizio competitivo. Da segnalare anche che in Italia vi è un mercato privato dei servizi alla persona che potrebbe crescere ancora molto, visto anche il progressivo invecchiamento della popolazione e dunque l’aumento esponenziale della domanda . I voucher sono spendibili sia nel pubblico che nel privato, quindi le famiglie potranno decidere liberamente a chi rivolgersi, secondo le proprie esigenze.

    Anche su questo, regole chiare, strumenti flessibili e neutrali, possono semplificare il lavoro che aspetta il prossimo Governo sulla questione femminile e su tutto ciò che ruota intorno ad essa.

    Ancora una volta l’Europa può essere un’ottima alleata per noi donne: ci indica una strada già percorsa da seguire con maggiore convinzione e ci propone dei modelli sufficientemente elastici da poter essere calati nell’agenda di qualsiasi Premier.

    Autorità contro le discriminazion imprese Voucher per i servizi
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

    Related Posts

    Francesca Rizzo, imprenditrice di successo a Bali

    16/04/2025

    Shirin Neshat a Milano al Pac con Body of Evidence

    14/04/2025

    Alina Lattarulo – Dall’avvocatura al cinema

    25/03/2025

    1 commento

    1. Tamara on 23/01/2013 14:28

      Ottima analisi e proposte utili

      Reply
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Terrazzo un fiore Terrazzo un fiore
    https://www.dols.it/2025/05/08/black-bag-doppio-gi https://www.dols.it/2025/05/08/black-bag-doppio-gioco/

E’ assolutamente da vedere il nuovo film di Steven Soderbergh intitolato Black Bag – Doppio gioco, con Cate Blanchett stupenda, simbolo della lussuosa coolness londinese e Michael Fassbender, gelido, impeccabile, finanche cinico, Arabela, Tom Burke, Naomie Harris, Pierce Brosnan e Regé-Jean Page, scritto dal geniale David Koepp.
    https://www.dols.it/2025/05/07/one-to-one-john-yok https://www.dols.it/2025/05/07/one-to-one-john-yoko/
C’è tanto materiale inedito, filmati casalinghi e sorprendenti registrazioni telefoniche di conversazioni intime e di lavoro di Yoko Ono e John, che aveva preso (un po’ paranoicamente) l’abitudine di registrare le telefonate, per difendersi da potenziali accuse. E in effetti rischiò di essere espulso dal Paese.
    “ALBUM PER PENSARE E NON PENSARE”. Dialogo con “ALBUM PER PENSARE E NON PENSARE”. Dialogo con Mariangela Gualtieri sul suo ultimo, magico libro.

Un libro che sorprende l’ultimo lavoro editoriale di Mariangela Gualtieri .
Poetessa, drammaturga, attrice, personaggio unico per sensibilità e grazia nel mondo culturale e teatrale italiano che stavolta ci stupisce facendoci ritornare tutti un pò bambini con un volume di grande formato fatto di rime e disegni da colorare.
Un gioiello per chi desidera donarsi momenti di lentezza e libera immaginazione.
Inizia proprio con il mio scoprire questo gioioso suo ultimo lavoro il dialogo con Mariangela , gentile e disponibile come sempre , in una intervista che non può non toccare anche i grandi temi del tempo complesso che viviamo.
“ALBUM PER PENSARE E NON PENSARE”. Dialogo con Mariangela Gualtieri sul suo ultimo, magico libro.

Un libro che sorprende l’ultimo lavoro editoriale di Mariangela Gualtieri .
Poetessa, drammaturga, attrice, personaggio unico per sensibilità e grazia nel mondo culturale e teatrale italiano che stavolta ci stupisce facendoci ritornare tutti un pò bambini con un volume di grande formato fatto di rime e disegni da colorare.
Un gioiello per chi desidera donarsi momenti di lentezza e libera immaginazione.
Inizia proprio con il mio scoprire questo gioioso suo ultimo lavoro il dialogo con Mariangela , gentile e disponibile come sempre , in una intervista che non può non toccare anche i grandi temi del tempo complesso che viviamo.
    Mariangela Gualtieri Mariangela  Gualtieri
    Post su Instagram 18054001580213162 Post su Instagram 18054001580213162
    Rare, se non addirittura inesistenti, sono le stat Rare, se non addirittura inesistenti, sono le statue dedicate a storiche figure femminili in Torino. Per tentare di ovviare all’inconveniente, ben poco in linea con la contemporanea visione “woke” che ha condizionato persino i film della Disney, si sta per approntare un’opera dedicata alla Marchesa Giulia il cui il busto all’età di 27/28 anni è già stato studiato dallo scultore Gabriele Garbolino Rù. Ha ritrova il volto di Giulia nei molti ritratti giovanili che però ispiravano serietà e concentrazione. Lo scultore afferma: «Siamo partiti dall’idea di dare un volto svecchiato alla Marchesa.» Gloss immagina che sia per facilitare l’identificazione degli adolescenti di oggi nei valori propugnati dai Marchesi.

https://www.dols.it/2025/05/04/la-statuaria-torinese-una-disputa-femminista/
    Post su Instagram 18064505543304814 Post su Instagram 18064505543304814
    https://www.dols.it/2025/05/01/te-indiano/ Ti sei https://www.dols.it/2025/05/01/te-indiano/

Ti sei divertita con i giochi proposti? Ti sei ritrovata a fare acrostici e anagrammi mentalmente, magari mentre eri in coda dal medico o al supermercato? Non riesci più a sentire una parola senza ricercare sinonimi e contrari? Ti devi trattenere dal dire a voce alta la frase dell’acrostico appena senti un nome? La tua penna è bella calda e le parole stanno uscendo frizzanti dal letargo?

Adesso che hai sgranchito la penna e le idee, è il momento di creare qualcosa che potrà essere anche breve ma sicuramente più significativo dei semplici giochi linguistici. Lasciati suggestionare dalle citazioni e ispirare dai suggerimenti. Sperimenta con stili e generi diversi, e non aver paura di esprimere la tua creatività o le tue stranezze. Cosa aspetti? Scrivi!
    Viviamo in un mondo dove troppo spesso il bisogno Viviamo in un mondo dove troppo spesso il bisogno di sottomettere l’altro prevale sul desiderio di incontrarlo. L’essere umano, illuso di essere superiore, continua a esercitare la sua necessità di dominio, dimenticando il significato profondo di parole come umiltà, equità, umanità, uguaglianza. E proprio perché questi valori sono diventati rari, siamo costretti a ribadirli, a insegnarli, a difenderli.
https://www.dols.it/2025/04/30/il-valore-del-rispetto-in-un-mondo-che-ha-dimenticato-lumanita/
    Si approssima maggio Si approssima maggio
    Papa Francesco è stato raccontato al cinema da au Papa Francesco è stato raccontato al cinema da autori come Wim Wenders, Gianfranco Rosi e Daniele Luchetti, perché la sua figura ha esercitato un forte impatto non solo sulla Chiesa cattolica, ma anche sulla società laica credente e non credente e sulla politica mondiale.

https://www.dols.it/2025/04/26/chiamatemi-francesco-il-papa-della-gente/
    Oratorio Filippo Neri a Torino Oratorio Filippo  Neri  a Torino
    Da Picasso a Wothol aTorino https://abbonamentomu Da Picasso  a Wothol aTorino https://abbonamentomusei.it/mostra/forma-e-colore/
    Cherasco Cherasco
    CHERASCO PIEMONTE CHERASCO PIEMONTE
    Tra pregiudizi di genere e grande determinazione Tra pregiudizi di genere e grande determinazione

Cambiare vita, dare spazio ai propri desideri e fare quello che davvero ci piace è il sogno di molti,
ma realtà per pochi. Lo conferma l’analisi di Hays Italia in collaborazione con Serenis, il 40% degli
intervistati non è per nulla contento della propria condizione lavorativa e il 60% pensa con
regolarità a un cambio radicale della propria esistenza.

https://www.dols.it/2025/04/16/francesca-rizzo-imprenditrice-di-successo-a-bali/
    Negli ultimi tempi, ho avuto lunghe conversazioni Negli ultimi tempi, ho avuto lunghe conversazioni con mia cugina, che vive in Germania. Lei è alevita e ha sposato un ragazzo sunnita originario di Erzurum. Eppure, nonostante entrambi appartengano al popolo curdo, le differenze religiose sono bastate a creare muri. La famiglia del marito fatica ad accettarla, ritenendo gli aleviti culturalmente ed eticamente inferiori. Questo mi ha portato a riflettere su una dinamica universale: la tendenza dell’essere umano a costruire confini invisibili, a classificare, separare, giudicare.

Quante volte, da immigrati, ci siamo sentiti dire: “Se tutti fossero come voi, così integrati, sarebbe diverso”? Quante volte il nostro valore è stato misurato in base alla capacità di adattarci, di “assomigliare” alla cultura dominante? Ma questa non è una dinamica esclusiva delle migrazioni o della religione. Ovunque, gruppi diversi si osservano con sospetto. Il “diverso” fa paura.

Se ci spostassimo in un villaggio del Togo, del Senegal, del Congo, del Tibet, della Birmania o del Perù, troveremmo le stesse dinamiche: anche all’interno della stessa etnia, le tribù si guardano con diffidenza. Come se l’altro fosse meno degno, meno umano. È un istinto antico, quasi animale, nato dal bisogno di proteggere il proprio spazio. Ma qui nasce il paradosso: gli animali conoscono il proprio territorio e lo rispettano. Noi esseri umani, invece, non facciamo altro che invadere, appropriandoci, giudicando, alimentando paure e pregiudizi grandi come montagne.
https://www.dols.it/2025/04/16/pregiudizi-paura-e-confini-invisibili-il-difficile-cammino-dellumanita-verso-laccettazione/

⸻
    Regia di Guido Chiesa Prodotto da Iginio Straffi e Regia di Guido Chiesa
Prodotto da Iginio Straffi e Alessandro Usai
Con Micaela Ramazzotti, Edoardo Leo, Gloria Harvey, Andrea Pisani, Anna Bonaiuto
Al cinema dal 17 aprile
https://www.dols.it/2025/04/15/30-notti-con-il-mio-ex/
    https://www.dols.it/2025/04/14/shirin-neshat-a-mil https://www.dols.it/2025/04/14/shirin-neshat-a-milano-al-pac-con-body-of-evidence/

E’ la prima ampia mostra personale in Italia dell’artista iraniana; che attraverso le sue opere filmiche e fotografiche esplora le rappresentazioni identitarie del femminile e del maschile nella sua cultura.
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    non fu l’amore

    Non fu l'amore
    non fu l'amore

    Di cibo e di amore

    Di cibo e di amore - Marta Ajò - copertina

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK