Chi assumerebbe oggi Leonardo da Vinci?

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Per i nostri giovani spesso troppo skillati cosa servirebbe per entrare nel mondo del lavoro al quale si affacciano dopo lunghi e sudati studi? Ho voluto riprendere (d’accordo con lui) l’articolo postato da un nuovo amico Carlo S. Romanelli, psicologo del lavoro con studio a Bologna, che ha un suo blog  Carlito’s way. Lo scopo è intraprendere con voi un dialogo sul tema. Vi proponiamo di dire la vostra a piè di pagina, commentando.

Leonardo il genio oggi quasi disoccupato: la retorica del talento

di Carlo Romanelli dal suo blog Carlito’s way

Di Rinascimento ci si dà giù di brutto, tutti a smanettare su un post-COVID rinascimentale e a linkedinare aforismi di Leonardo, così si fa vedere che si ha lo spirito rinascimentale, mentre provi a salvarti le chiappe in (video)camera caritatis. Ma conta il contesto, e non sembra proprio che ci sia un’aria tanto rinascimentale, mica siamo a Firenze alla fine del ‘400, e i Medici oggi si occupano di emergenze, mica di Visioni.

Eppure fa pensare: a quei tempi Firenze ci aveva messo circa 200 anni a riprendersi dalla peste, era una città pericolosissima, eppure quegli 84 intagliatori, 83 produttori di seta, 44 mastri orafi e gioiellieri, e 30 maestri pittori, nelle loro botteghe (in totale fanno 241 imprenditori, più l’indotto, che mica scherzava, perchè a quei tempi si lasciava che l’indotto diventasse dotto), sorretti senza ristori da un governo visionario (caspita, che si chiamassero Medici mi lascia sempre una strana sensazione), cambiarono per sempre il destino del mondo, Con le risorse e le tecnologie che ci sono oggi, ne basterebbero molti meno, però servirebbero un miliardesimo in meno di ciarlatani. Lì  nasce Leonardo, un talentino mica da ridere, icona del genio di tutti i tempi di cui tutti vorrebbero un ritorno ispiratore. Ma se oggi Leo avesse 20-25 anni, in questo mondo di fenomeni e di fenomenali possibilità, Carlito si è chiesto…

Chi assumerebbe oggi Leonardo?

E’passato da non molto più di un anno covidoso, ma soprattutto Leonardesco, loenardoso e leonardevole (la Crusca non me li passerà mai, fa niente), 500 anni dalla scomparsa di uno dei talenti più multidisciplinari della Storia, forse il più grande in diversi campi, ed essendo una figura mostruosamente immensa mi ha sempre attratto fatalmente; possiedo decine di libri su di lui e i suoi Codici (copie comprate a rate quando ero ragazzo), ed ancora mi scopro a sfogliare pagine e pagine cercando di comprendere alcune cose, a volte ci riesco, il più delle volte no. Ma il fascino rimane intatto, anzi, più faccio fatica a comprendere alcuni suoi pensieri, più accresce.

Ma avete visto come prendeva appunti nei suoi taccuini? Ogni pagina è un’opera d’arte dove si trovano il massimo della concentrazione, della precisione e, al contempo, della digressione, uno spettacolo per gli occhi e per la mente. Basta guardarli sfogliando che si entra in mille mondi diversi, ma tutti connessi, proprio quello che si vorrebbe oggi.

Allora mi sono divertito (prendetelo per favore semplicemente come tale, non sono un esperto di Leonardo, solo un lontano primate ammiratore) ad immaginarlo oggi, chiedendomi per gioco chi avrebbe assunto cotale talento, visto che oggi i talenti tutti li cercano, ne parlano, li braccano, li coltivano, li esibiscono, li concimano, se li fanno scappare, li mettono nei job titles, li chiudono nei garage, li startuppano come se piovesse, gli fanno contratti brevi per non farli sentire troppo al sicuro perché sennò, si sa, i talenti si siedono e non rialzano più. Attimi fuggenti da far rientrare presto nella gaussiana, ma poi vanno all’estero, che poi Forchielli s’incazza.

Allora vi elenco alcune caratteristiche dell’Uomo Leonardo, alcune tra quelle meno genially correct, secondo il canone leonardesco più diffuso.

Era il Maestro dell’Incompiuto, la maggior parte dei lavori che gli venivano commissionati non li portava a termine, semplicemente non li consegnava o li lasciava incompleti, perché mentre faceva una cosa era distratto da altre cose, era il campione assoluto del multitasking di tutti i tempi e per questo, pur avendo realizzato opere a dir poco stupefacenti per creatività ed innovatività, sovente era escluso dai più grandi progetti dell’epoca, era escluso dalle grandi “gare di appalto” nonostante tutti ne conoscessero ed apprezzassero il genio. Era inaffidabile.
Era un vero Dandy, a 50 anni vestiva di rosa o viola, e spendeva in libri (nel 1492 ne possedeva 40) tanto quanto in abbigliamento, era frivolo; era gay e vegetariano, in una Firenze in cui, per sua fortuna – prima che arrivasse Savonarola con la sua restaurazione – si respirava un’aria di libertà di espressione del sé dopo secoli e secoli, non a caso trattavasi di Rinascimento. Ma era diverso da tutti e, per questo, pur conoscendo e frequentando quasi tutti i potenti dell’epoca, si sentiva tragicamente solo, e sublimava nel suo genio questa solitudine profonda.
A proposito di potenti, pur frequentandoli e lavorando al loro servizio, non assecondava mai supinamente i mecenati pedanti ed arroganti, non era accomodante con i potenti anche se potevano pagarlo, era infastidito dai reali – o presunti tali – pretenziosi ed insistenti (vedi Isabella D’Este, che voleva un ritratto e che lui mai le fece).
Era un cervello in fuga nella gig economy dell’epoca: se ne andò da Firenze quando il lavoro iniziava a mancare e a tirare una brutta aria, lasciò poi Milano per gli stessi motivi, poi tornò a Firenze, ma non era più la “sua Firenze”, infine in Francia: seguiva il lavoro, andava dove c’erano condizioni di lavoro migliori, secondo i suoi parametri e le sue aspirazioni. Era un free lance ingegnoso che tirava a campare facendo a volte il coreografo, a volte l’artista, anche di strada, il musico, ma la sua anima fu sempre quella del ricercatore.
Forse fu lui a scrivere il primo vero curriculum della Storia: lo scrisse in terza persona, per farsi assumere alla corte di Milano degli Sforza, magnificando una persona (lui stesso) che sarebbe stato in grado di fare cose mirabolanti per dare lustro alla dinastia.
Sapeva lavorare in Squadra (no, dispiace, ma non lo abbiamo a disposizione per i teambuilding); nella sua bottega a Firenze incitava i suoi allievi a mettere la loro mano sui suoi disegni e bozzetti (per questo molte opere per secoli hanno creato discussioni tra critici, esperti e mercanti d’arte circa l’attribuzione della paternità di diverse opere). In diverse sue opere ci sono solo tratto della sua mano, mescolati con quella di altri artisti, che non avevano il suo stesso genio. In sostanza, sapeva coniugare il genio del singolo con il lavoro di squadra. Dice qualcosa?
Non conosceva l’algebra, non ci capiva nulla (!!!) e mi viene in mente l’incontro con Benigni e Troisi in “Ricomincio da Tre”: cosa sarebbe accaduto se l’avesse conosciuta e usata come se fosse uno dei suoi pennelli?
Era il Maestro dei chiaroscuri: la sua vera grandezza fu quella di ragionare per analogie e similitudini collegando tra loro diverse discipline. E non parlo solo dei chiaroscuri sulle tele e nei bozzetti, ma anche quelli dell’animo umano, i più difficili da interpretare. Avrebbe fatto dei power point inimmaginabili.
E allora, oggi, uno così, chi se lo sarebbe preso, e per fare che cosa?

Una boutique di Via Montenapoleone o di Via della Spiga
Possibile, un vero dandy in grado d’intrattenere chiunque, ma la trasformerebbe in un atèlier e ci sarebbe la coda per farsi ritrarre, soprattutto signore russe accompagnate da magnati che gli direbbero come ritrarle, e lui non sarebbe mai d’accordo, quindi lo caccerebbero presto. E poi, avendo dipinto la Dama con l’Ermellino, gli ambientalisti boicotterebbero tutta via Montenapo.

Amazon
Lo prenderebbero subito, ma non essendoci chiaroscuri manderebbe in tilt il sistema delle consegne, riprogettandolo su parametri stupefacenti tra una ventina d’anni. Non è uomo da linea retta.

Google
Lo metterebbero, avatarato, sulla home page a dare indicazioni molteplici in tempo reale, mentre lui distruggerebbe tutti gli algortimi per inventarsene dei nuovi al momento completamente astrusi, sarebbe un disastro per l’indicizzazione.

Facebook
Sì divertirebbe per un po’, poi chiederebbe a Zuckerberg di accedere ai server per disegnarne il funzionamento e l’anima, quindi non sarebbe compatibile con la privacy policy. E poi avrebbe un sacco di hater e si demoralizzerebbe, perchè era un uomo sensibile. Bannato.

Apple
Da narcisista, passerebbe troppo tempo a farsi selfie e passerebbe subito a IOS Arno 24.03, che farebbe selfie in 4D utilizzando il 12G, troppo avanti.

In una qualsiasi multinazionale
Lo farebbero partecipare a numerose convention ed eventi, e questo gli piacerebbe mettendo in scena spettacolarizzazioni fantastiche anche su argomenti come il budget , ma non rispetterebbe il dress code e inoltre litigherebbe immediatamente con CFO e Project Manager. Non starebbe mai dentro qualunque budget. Escluso.

Rider
Possibile, sarebbe il tipo, gli piacerebbe moltissimo sfrecciare in bici, suonare ai campanelli e vedere sempre gente nuova, ma s’imbatterebbe in troppi elementi di distrazione e non rispetterebbe le consegne. Niente da fare.

Amministrazione Trump
Lo farebbero Ministro della Guerra, poi della Sicurezza Nazionale, poi dell’Economia, poi dell’Immigrazione, della Cultura, ma lo caccerebbero immediatamente da tutto e probabilmente testimonierebbe per l’impeachment. Anche se prima farebbe una statua del Folle a Cavallo, distrutta dall’amministrazione Biden. No.

Nasa
Gli piacerebbe moltissimo, ma lavorerebbe sullo sbarco su Urano in condizioni estreme, lo prenderebbero per matto.

In un garage
In quanto startupper seriale ci starebbe benissimo, ma per eccesso di genialità lo terrebbero recluso, e lui amava la natura e l’aria aperta, l’acqua, gli uccelli, il cielo e le nuvole. Però attenzione, sarebbe bravissimo a fare fundraising, ma poi avrebbe usato i finanziamenti come gli pareva. Segregato e denunciato.

Master Chef
Farebbe la sua figura con i piatti vegetariani, ma discuterebbe con i vegani e l’ultima frase dei suoi taccuini, prima di morire, fu “la minestra si fredda” . Vi pare possibile?

Professore virologo in nota struttura accademico-sanitaria
Mah, qualche soluzione la troverebbe, sicuramente almeno una mascherina più efficace di quelle attuali, ma non sopporterebbe le gerarchie accademiche, non amava la pedanteria.

Tesla
Sì, sì e sì, lì progetterebbe macchine volanti ed ali di gabbiano, non avrebbe bisogno di consegnare subito le auto e sarebbe felice. Basterebbe non fargli vedere Blade Runner.

Lonely Planet
Lì lo vedrei perfetto, gli piaceva viaggiare ed era maestro della prospettiva.

“No’ si volta chi a stella è fisso”
Leonardo Da Vinci

Nota: per questo divertissement ho consultato diversi libri e scritti su Leonardo, in molti anni, consiglio la biografia di Leonardo scritta da Walter Isaacson, pubblicata in Italia nel 2017 da Mondadori.

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