Triangle of Sadness

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Triangle of Sadness, Triangolo della tristezza che si riferisce, in termini di chirurgia estetica, alla zona tra gli occhi in cui si concentrano le rughe, è un film diretto e sceneggiato da Ruben Östlund.

di  Adriana Moltedo

Ha vinto la Palma d’oro al 75º Festival di Cannes.

Il film di Ruben Östlund in realtà di triste non ha nulla.

E’ esilarante.

Il regista svedese prende di mira la moda, gli influencer e i ricchi del mondo tramite una satira nella quale convivono i magnati del passato e le nuove celebrità.

Semmai mostra un esagerato cinismo nordico ma fa ammazzare dalle risate dall’inizio alla fine, tanto che non ci si accorge della durata, 2 ore e 20’.

ondacinema.it lo ha definito: “Champagne e vomito, dunque, come un cafonissimo Titanic del nuovo millennio.”

Nel primo poster che girava di Triangle of Sadness quando è stato presentato a Cannes, c’era una ricca signora ingioiellata, stretta in uno splendido vestito da sera, che vomitava una scintillante pioggia dorata.

In alcuni cinema, insieme al biglietto d’ingresso, gli operatori alla cassa ti passano attraverso il vetro anche un sacchetto per il vomito con l’immagine della splendida signora ingioiellata e l’avvertenza “questo film può farti sentire sottosopra”.

Una gran parte del minutaggio del trailer è dedicato a una scena in cui le persone che si trovano in questa cena galante a bordo di un superyacht da crociera, che è stato il celebre Christina O, appartenuto a Aristotele Onassis, tutte elegantissime, champagne e pesce crudo servito con dei fiorellini, sono ripiegate su sé stesse a vomitare.

Triangle of Sadness è diviso in 3 capitoli.
Capitolo 1: Carl e Yaya
Capitolo 2: lo Yacht
Capitolo 3: L’isola

Il film racconta di un gruppo di ultraricchi, tra cui la coppia di modelli bellissimi e perfetti, che in cambio della pubblicità social che possono offrire in qualità di influencer, vengono invitati gratis in crociera alle Bermuda, in cui vengono serviti da uno staff che sembra rispondere unicamente ai loro desideri, finché una serie di disastri non ribalta alcune tensioni sociali.

Carl, il giovane e bel modello si sente insicuro perché la sua fidanzata Yaya, anche lei una modella, guadagna molto più di lui, mentre la sua carriera è in crisi.

Lei non sa decidere se considerare la loro una vera relazione o solo l’ennesimo espediente di facciata volto solo a guadagnare follower online.

Durante il soggiorno, Carl e Yaya fanno la conoscenza degli altri ospiti sulla nave.

Con Dimitrij, un oligarca russo magnate del fertilizzante, in viaggio con la moglie Vera e una compagna più giovane, con Jorma Björkman, un solitario sviluppatore informatico che ha fatto milioni vendendo codici per app, con Winston e Clementine, una coppia di ingegneri celebri per essere i maggiori produttori di mine antiuomo e infine con Uli e la moglie disabile Therese, che a causa di un Ictus è in grado solo di dire la frase In Den Wolken, Sulle Nuvole.

La tranquillità del viaggio è scossa dalle turbolenze atmosferiche e dall’andamento instabile dello yacht, che genera in breve tempo un’ondata di mal di mare negli ospiti, che abbandonano la sala e si rifugiano nelle cabine in preda a tremendi attacchi di vomito e diarrea.

Carl e Yaya, insieme a Dimitrij, Jorma, Therese, Paula e Nelson, un addetto alla sala macchine, naufragano su un’isola poco distante.

Arriva anche Abigail, un’inserviente, arenandosi con una scialuppa sulla spiaggia.

La donna, molto più pratica rispetto agli altri sopravvissuti, si offre di procacciare il cibo e costruire un accampamento, a patto che sia considerata il capitano da tutti gli altri e che ognuno contribuisca alla sopravvivenza sull’isola. Carl, inizialmente punito da Abigail per aver rubato una confezione di pretzel sticks, scende a patti con quest’ultima, offrendo il suo corpo in cambio di cibo da dividere tra lui e una riluttante Yaya.

Yaya, spinta dalla curiosità, decide di esplorare l’altro capo dell’isola in cerca di provviste.

Abigail, si offre di accompagnarla durante il tragitto.

Le due donne intraprendono così il viaggio all’altro capo dell’isola, dove scoprono a sorpresa l’ascensore di un resort di lusso, rimasto celato ai sopravvissuti per tutta la durata del loro naufragio.

Mentre Yaya esulta e propone a Abigail un futuro come sua assistente per ringraziarla del suo aiuto, la donna afferra un sasso e si prepara a ucciderla.

Carl, si lancia in una folle corsa per raggiungere la fidanzata? O Abigail?, e non sapremo neanche se questa ucciderà Yaya.

Commedia serissima fino a quando non ci fa scoppiare in risate stupidissime quando qualche ricco fa qualcosa di buffo, tipo produce rumori intestinali in momenti di tensione.

moltedo-filmAdriana Moltedo
Giornalista, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità, esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Curatrice editoriale.

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