Ritratto della giovane in fiamme

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‘Ritratto della giovane in fiamme”della regista francese Céline Sciamma.La storia completamente al femminile di una epoca antecedente di poco la Rivoluzione francese.

di Renata Picchi,  pittrice 

La storia completamente al femminile di una epoca antecedente di poco la Rivoluzione francese, 1770, si svolge in un’isola della Bretagna, dove si reca in barca una pittrice con una cassa di tele.
Ad attenderla sarà una marchesa vedova , la cui prima figlia doveva andare in sposa a un nobile milanese, ma questa si uccide e, come si usava, ora sarà la sorella che dovrà sposarlo. Serve un ritratto di Hèloise e quando questo sarà terminato, lei partirà per Milano e il suo destino si compirà. Ma la giovane, appena uscita dl convento, non accetta di farsi ritrarre da nessuno,per questo la pittrice dovrà fingere di essere solo una dama di compagnia, di osservarla, studiarla e poi, di nascosto dipingerla.
Da questo punto in poi, il film attraversa momenti di silenzi, fruscii di vesti, candele che illuminano i visi come quadri di DeLa Tour, poi i camini accesi, luci ed ombre, il rumore del mare con il vento tra i capelli delle protagoniste che pian piano si conoscono. Intanto il quadro prende forma di sera, trasformando il ricordo di Hèloise in tutte le sue sfaccettature. La vita quotidiana con la servetta che le nutre e pian piano entra in confidenza con le due dame, fa sì che si instauri una complicità femminile che ha l’apice con l’innamoramento di Hèloise e Marianne, la pittrice. Marianne vuole essere onesta con l’innamorata e le confessa che ha eseguito il suo ritratto. Hèloise nel vederlo capisce che ,nonostante la somiglianza, il quadro non sia buono e la costringe a rifarlo questa volta posando. ed è in questa fase che lo sguardo di una entra nel corpo e nella mente dell’altra e il ritratto assume un sapore che va al di là dell’esteriorità e persino i pensieri e i desideri trasudano dai colori e dalle pennellate.

L’am Per assaporare ogni istante che rimane loro, oltre agli amplessi, le innamorate leggono ,una, Orfeo ed Euridice, l’altra accenna una musica vivaldiana e Marianne farà un autoritratto su una pagina del libro da donare a Héloise,guardandosi ad uno specchietto tondo appoggiato sul sesso di Héloise.

Le loro vite saranno ancora più unite quando aiuteranno la servetta a liberarsi di un indesiderato bambino conducendola da delle contadine che con strumenti rudimentali, su un giaciglio dove dei bimbi giocano e la accarezzano, faranno come si usava fare, nel silenzio soffocato da poche lacrime.

Quando sarà il momento del distacco, come in Orfeo ed Euridice, il voltarsi per salutare l’amata, la farà scomparire fisicamente, ma non tutto il loro vissuto.

Il passare degli anni cambierà solo le situazioni: un ritrovamento di un quadro”ritratto della giovane in fiamme”nell’accademia dove Marianne insegna, farà ripercorrere alla pittrice il momento di una serata tra le donne del paese , dove in mezzo a un grande falò, tutte in un grande crescendo queste cantarono”fugere non possunt” ed Héloise,avvicinandosi troppo al fuoco,bruciò l’abito che indossava e svenne.

In seguito, ad una esposizione di quadri, Marianne trovò un quadro: era un ritratto di Hèloise che con una mano teneva una bimba,la figlia, e con un dito dell’altra,segnava una pagina di un libro,quello dove c’era il ritratto che Marianne si era fatta tra le sue cosce.

Una sera, ad un concerto,Marianne vide in un palco lei, Héloise, che seguiva rapita una musica di Vivaldi e mentre la musica saliva ,così il petto di lei, le lacrime non più trattenute.Non si parlarono, Héloise non la vide, ma niente era cambiato.

Non si può descrivere ogni minimo particolare che in fondo è la vita del film:Marianne che nel trasporto in mare verso l’isola della Bretagna,con un onda perde il cassone di legno che custodiva le tele ,lei che non ci pensa un attimo, così,vestita com’è, con le scarpe si butta per riprenderle, poi arrivata nella casa, con le candele della servetta, nuda, davanti al fuoco, lei asciuga se stessa, ma soprattutto loro, le tele. Passione,la pittura.

La musica”fugere non possunt”un sabba, con le uniche luci di un grosso fuoco ,intorno al quale i volti e le mani delle donne sono illuminati, un canto prima di due, poi di tre, poi di quattro poi un coro ,accompagnato con battiti di mani in modo ritmico e come rapita, Héloise che si avvicina troppo, il fuoco che lambisce le vesti, lei che crolla terra svenuta. Passione,la musica.

Gli sguardi rubati,timidi,lo scorrere sulle linee dei volti,le mani che si cercano,poi si intrecciano,poi un bacio dove persino un filo di saliva ,nello staccarsi delle labbra,le unisce.Passione,l’amore.

Il mondo femminile, unico protagonista,dove solo la libertà che uno ruba, solo quella è la libertà, il resto è obbedienza: quando la marchesa torna per prendere la figlia e il ritratto terminato, Héloise chiede alla madre un momento per salutare la pittrice, ma la madre le ordina di venire”ADESSO!”ed Héloise ubbidisce, non tenta nemmeno una ribellione, succube di un destino scritto da altri per lei.

La marchesa che vuole dare in sposa la figlia al nobile milanese perchè lei ama Milano,così finalmente può tornare in un luogo che le piace, sistemando così, figlia e se stessa.

Diciannove anni dopo sarebbe scoppiata la Rivoluzione francese.

https://www.mymovies.it/film/2019/ritratto-di-una-donna-in-fiamme/

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