Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Torino al Centro dell’Innovazione Globale
    • La conoscenza è la vera forma di autodeterminazione
    • L’eroe dei tre mari: il calcio ci dice chi siamo
    • Un giorno senza donne
    • L’estranea
    • Digger
    • Milanesiana d’autunno
    • Femminismo terrone: per un’alleanza dei margini
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Torino al Centro dell’Innovazione Globale

      By Stefi Pastori Gloss08/10/20260
      Recent

      Torino al Centro dell’Innovazione Globale

      08/10/2026

      L’eroe dei tre mari: il calcio ci dice chi siamo

      06/10/2026

      Un giorno senza donne

      05/10/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Femminismi»Femminismo terrone: per un’alleanza dei margini
    Femminismi

    Femminismo terrone: per un’alleanza dei margini

    simonasforzaBy simonasforza30/09/2026Updated:30/09/2026Nessun commento8 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Una scommessa teorica e politica radicale dal Sud

    A partire dal proverbio «Cu mancia fa muddichi» (Chi mangia fa briciole) si presenta da subito come un manifesto necessario, dirompente e profondamente radicato nel vissuto geopolitico del Mezzogiorno d’Italia. L’opera Femminismo terrone (edito da Tlon nel 2024) scritta dalle attiviste e autrici siciliane Claudia Fauzia e Valentina Amenta, si inserisce con forza nel dibattito contemporaneo proponendo una declinazione inedita e quantomai urgente: il “femminismo terrone”.

    Come evidenziato nelle prime pagine, l’esigenza delle autrici nasce da una presa di coscienza cruciale: i femminismi egemonici (spesso bianchi, colti, urbani e settentrionali) hanno storicamente ignorato le specificità e le discriminazioni vissute da chi abita il contesto meridionale. Definirsi “terrone”, in questo senso, non è un semplice epiteto rivendicato, ma un posizionamento politico preciso che intreccia le istanze antipatriarcali con una radicale critica antimeridionalista e decoloniale.

    Il saggio si muove abilmente su una fitta rete di riferimenti teorici internazionali e locali. Le autrici dialogano apertamente con il pensiero della teorica afroamericana bell hooks e il suo concetto di “margine” inteso non come luogo di mera sottomissione, ma come spazio di radicale possibilità e resistenza. Il Sud Italia cessa così di essere narrato come una “periferia dell’attivismo” o un eterno ritardo economico-culturale per tramutarsi in un centro di produzione di saperi alternativi. L’approccio è rigorosamente intersezionale, capace di far dialogare la lotta al sessismo con quella contro il classismo, l’abilismo e l’omolesbobitransfobia, ascoltando e accogliendo la pluralità delle voci transfemministe e queer.

    Scorrendo le pagine, emerge l’importanza fondamentale della memoria collettiva e delle “contro-memorie” visive e orali del Sud. Attraverso la lente del concetto gramsciano di subalternità, il libro analizza criticamente l’invenzione coloniale dell’idea stessa di “Meridione”, decostruendo l’egemonia culturale che ha storicamente infantilizzato o folklorizzato le comunità meridionali. Centrale in questo recupero storico è il ruolo delle donne e dei collettivi del passato (vengono citate esperienze cruciali radicate nel territorio siciliano, come il Collettivo Femminista di Cinisi).

    Nel primo capitolo, intitolato significativamente «Il femminismo terrone riparte da(i) Sud», l’opera si confronta direttamente con Il pensiero meridiano di Franco Cassano, il mio indimenticato professore di sociologia. Le autrici sfidano la tradizionale dicotomia Nord-Sud alla luce delle oppressioni di genere, di razza e di orientamento sessuale, proponendo una «prospettiva femminista terrona» che unisce la critica al capitalismo globalizzato alla rivendicazione di corpi, comunità e territori troppo a lungo sacrificati o considerati marginali.L’adozione di una prospettiva femminista e “terrona” impone di smettere di interpretare l’arretratezza o l’“inciviltà” attribuite al Mezzogiorno come meri dati statistici o economici di un “divario Nord-Sud”. Al contrario, tali dinamiche vanno lette come discriminazioni sistematiche e storiche intrecciate a un quadro più ampio di oppressioni: genere, razza, orientamento sessuale, abilità e classe.

    Il testo dialoga criticamente con il pensiero meridiano di Franco Cassano, evidenziando come la “conquista del Sud” e la successiva formazione dello Stato-nazione abbiano istituito una gerarchia in cui il Sud è stato diagnosticato come un’“anomalia”, un corpo “in ritardo” da civilizzare ed assimilare al modello di modernità capitalistica e nord-atlantica.

    Il contributo del pensiero decoloniale e la critica alla modernità

    Il cuore metodologico del saggio si sviluppa nelle pagine successive, dove l’analisi della condizione meridionale viene arricchita dagli strumenti del pensiero decoloniale, mutuati dal gruppo di ricerca latinoamericano Modernidad/Colonialidad (citando pensatori del calibro di Quijano, Dussel, Mignolo, Grosfoguel) e dalla teoria del sistema-mondo di Immanuel Wallerstein.

    Le autrici mostrano con lucidità come la modernità eurocentrica e coloniale imponga se stessa come parametro universale e neutrale di progresso. Questo meccanismo produce quella che viene definita “violenza epistemica”: la svalutazione e il silenziamento dei saperi subalterni prodotti da soggetti non egemonici (le donne, le persone LGBTQIA+, i colonizzati, i meridionali), posizionando l’uomo bianco, occidentale, eterosessuale e abile come l’unico produttore universale di conoscenza.

    Il “posizionamento femminista terrone” come spazio di resistenza

    La riflessione approda a una proposta politica concreta: il posizionamento femminista terrone. Rifiutando le logiche di integrazione neoliberale o un femminismo che pretende l’emancipazione assimilata agli standard dominanti, questa prospettiva invita a una solidarietà transnazionale con le lotte dei popoli oppressi. Il Sud Italia viene così riscoperto nella sua dimensione limite: una terra liminale, oscillante tra una parziale inclusione nel progetto coloniale europeo e una strutturale subalternità interna, storicamente complice ma anche vittima di processi di razzializzazione e sfruttamento. Questo posizionamento impedisce di guardare al Mezzogiorno come a un blocco omogeneo e incoraggia la creazione di alleanze basate sulla scomposizione delle matrici comuni di oppressione (il patriarcato, il capitalismo, il classismo e il razzismo).

    Decostruire l’alterità – L’invenzione del Sud tra subalternità e violenza epistemica

    Nel panorama degli studi critici sul Mezzogiorno, viene offerta una disamina lucida ed epistemologicamente rigorosa di come il Sud Italia sia stato storicamente costruito come “Altro” subordinato. Muovendosi fluidamente tra il pensiero gramsciano, i Subaltern Studies di matrice asiatica e la critica postcoloniale, il testo dimostra come l’arretratezza meridionale non sia un dato biologico o geografico, bensì il risultato di una complessa operazione politica, scientifica e culturale di svalutazione.

    L’eredità di Gramsci e la naturalizzazione del divario

    Il saggio richiama Antonio Gramsci, su “Alcuni temi della questione meridionale”. Si evidenzia l’ironia amara con cui Gramsci denunciava la retorica antimeridionalista diffusa tra le masse settentrionali. All’epoca, la cultura popolare e la scienza positivista dipingevano i meridionali come “biologicamente inferiori” o “semi-barbari”. Questa narrazione assolveva il sistema capitalistico dalle sue responsabilità storiche, riducendo le disuguaglianze economiche a una colpa della “natura” e dipingendo il Sud come una «palla di piombo» per il resto del Paese.

    Dalla Sardegna all’India: la circolazione transnazionale delle teorie subalterne

    Un punto di eccezionale valore metodologico, risiede nella capacità di mostrare come il concetto gramsciano di “subalternità” abbia viaggiato nel tempo e nello spazio. Attraverso la lente di Edward Said (Traveling Theory), viene ricostruito il legame genealogico tra le riflessioni sul Mezzogiorno (e sulla Sardegna) e la nascita dei Subaltern Studies Collective in India negli anni Ottanta. Si introduce la filosofa femminista Gayatri Chakravorty Spivak e il suo celebre quesito “Can the Subaltern Speak?”, traslandone l’efficacia sul contesto meridionale per mostrare come le istituzioni egemoniche tendano a silenziare strutturalmente i soggetti oppressi.

    Il Grand Tour e la trappola discorsiva coloniale

    Il saggio rintraccia le radici settecentesche dell’“invenzione del Sud” attraverso la letteratura del Grand Tour. Intellettuali europei come Montesquieu, influenzati dalla teoria dei climi, proiettarono sul Mezzogiorno lo stereotipo di un paradiso naturale abitato da un’umanità pigra e priva di virtù (le celebri formule del Sud come un «paradiso abitato da diavoli»). Il testo mette in luce una complessa trappola coloniale: il Nord Europa si auto-definiva custode della modernità e della ragione specchiandosi e differenziandosi dall’area mediterranea, considerata decadente e inferiore.

    Il positivismo dell’Ottocento e la “scientificizzazione” del razzismo

    L’analisi si sposta sul periodo post-unitario, dove l’unificazione italiana viene descritta come un processo di addomesticamento coloniale. La svalutazione del Meridione trova una sponda “scientifica” nel positivismo di fine Ottocento. Figure della scuola antropologica criminale italiana (come Cesare Lombroso e Alfredo Niceforo) teorizzarono una presunta alterità biologico-razziale tra Nord e Sud, attingendo a piene mani dall’archivio coloniale europeo per codificare il meridionale come antropologicamente inferiore e incline alla criminalità.

    Il potere delle rappresentazioni

    Richiamando le teorie culturali di Stuart Hall sul potere delle rappresentazioni, si ricorda che gli stereotipi e le narrazioni egemoniche non sono semplici descrizioni distorte, ma gabbie reali capaci di intrappolare la soggettività dei dominati, spingendoli a percepire se stessi unicamente attraverso lo sguardo del dominatore. Il pregio maggiore dell’opera risiede nel rigore con cui smantella i persistenti pregiudizi geopolitici interni all’Italia, offrendo al lettore gli strumenti teorici globali per comprendere che il “Sud” non è una periferia geografica da sanare, ma un costrutto discorsivo storicamente determinato che serve a legittimare relazioni asimmetriche di potere. Una lettura densa, documentata e di profonda urgenza intellettuale.

    Il testo si distingue per il rigore scientifico e la capacità di far dialogare la tradizione del pensiero meridionalista italiano con le teorie critiche globali più avanzate. È una lettura preziosa e urgente per chiunque voglia comprendere il Mezzogiorno non come un “problema da risolvere” secondo ricette esterne, ma come uno spazio geopolitico ed epistemico da cui far sorgere nuove pratiche di liberazione, cura e posizionamento corporeo.
    Questo saggio rappresenta uno strumento teorico prezioso e fiammante. Attraverso una prosa densa, appassionata e ricca di richiami accademici (da Donna Haraway a Nira Yuval-Davis), riesce nell’intento di restituire dignità politica alle ferite storiche del Mezzogiorno. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia comprendere come le lotte di liberazione non possano prescindere dai territori in cui i corpi si muovono, resistono e creano comunità.

    In un solo testo ci sono analisi e riferimenti cruciali, fondamentali e a me cari, da bell hooks, al sociologo Franco Cassano, a Antonio Gramsci. Il tutto con un ricordo/tributo della cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Cosa volere di più? Un testo scorrevole e molto prezioso, che ovviamente vi consiglio.

    Antonio Gramsci bell hooks Claudia Fauzia e Valentina Amenta donna femminismo Franco Cassano libri
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    simonasforza
    • Website
    • Facebook
    • X (Twitter)

    Blogger, femminista e attivista politica. Pugliese trapiantata al nord. Equilibrista della vita. Felicemente mamma e moglie. Laureata in scienze politiche, con tesi in filosofia politica. La scrittura e le parole sono sempre state la sua passione: si occupa principalmente di questioni di genere, con particolare attenzione alle tematiche del lavoro, della salute e dei diritti.

    Related Posts

    L’eroe dei tre mari: il calcio ci dice chi siamo

    06/10/2026

    Aura – La rivincita del tennis

    19/09/2026

    SE IL FEMMINISMO IMITA IL POTERE CHE COMBATTE

    04/09/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Aki Sasamoto all' Hangar Bicocca Aki Sasamoto all' Hangar Bicocca
    Collezione marmotti a Reggio Emilia Collezione marmotti a Reggio Emilia
    EnZo Cucchi alla Fondazione Maramotti EnZo Cucchi alla Fondazione Maramotti
    Collezione maramotti Collezione maramotti
    Collezione Maramotti Collezione Maramotti
    Post su Instagram 17939040156366105 Post su Instagram 17939040156366105
    albero di san Bartolomeo albero  di san Bartolomeo
    Cecilia Vicuna a Rivoli Cecilia Vicuna a Rivoli
    Castello di Rivoli Castello di Rivoli
    Francavilla Fontana Francavilla Fontana
    Post su Instagram 18110983225948067 Post su Instagram 18110983225948067
    Francavilla Fontana castello Francavilla Fontana castello
    Kite surf Kite surf
    Pioggia a mare Pioggia a mare
    Di Simona Sforza Di Simona Sforza
    Perché le giovani donne in pubertà abbandonano l Perché le giovani donne in pubertà abbandonano lo spirt di Gaia Manzone
    Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a mila Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a milano
    Madre e figlia Madre e figlia
    Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100. Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100.000 follower
    Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscime Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
    Carica altro Segui su Instagram
    Il tempo degli inganni

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK