Il film di Roberto De Paolis Maino, 46 anni, con lo script dei mitici Fratelli gemelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, 38 anni, è una commedia dell’assurdo interamente affidata agli interpreti, Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, e Valeria Golino.
Al centro della vicenda, c’è un uomo (Leonardo Lidi) che ha ucciso la moglie senza un motivo chiaro. Si presenta al commissariato per consegnarsi, invocare una pena e forse restituire un barlume di dignità al proprio gesto. Ma la comunità che ha intorno, incarnata da poliziotti tignosi (Alessandro Borghi), avvocati cinici (Pietro Castellitto) ed enigmatiche cartomanti (Valeria Golino), si mostra ostinatamente indifferente alla sua confessione.
Delitto senza castigo, invertendo l’ordine degli addendi del capolavoro letterario russo, Serpenti è il terzo lungometraggio di Roberto De Paolis Maino, tratto da un soggetto dei fratelli D’Innocenzo e sceneggiato con loro dal regista, scavalca gli argini del dramma sociale per calarsi in un territorio talmente surreale e paradossale da assomigliare ferocemente alla realtà.
Straordinaria la colonna sonora di Vittorio Giampietro.
E’ la commedia dell’assurdo, del grottesco che porta con sé i segni delle caratterizzazioni deformi della società tipici della commedia all’italiana, più di Ferreri, di quelle “nere” che indica il nonsense dei protocolli del piccolo mondo dei funzionari, degli impiegati, dei “servi dello Stato”.
I titoli di testa indicano Ennio Flaiano, “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”.
Siamo in un commissariato romano di corridoi, androni e stanze semi-abbandonate, dove il protagonista si aggira cercando di farsi condannare per l’omicidio di sua moglie.
Si tratta di una sorta di rovesciamento di senso, di versione parodistica che il film utilizza per mettere a segno una serie di paradossali dita nella piaga del “trend” (come dice l’avvocato interpretato da Pietro Castellitto) dei femminicidi e dell’odio nei confronti delle donne.
Il gioco attoriale trova il top nelle caratterizzazioni farsesche che Alessandro Borghi e Pietro Castellitto fanno dei loro rispettivi personaggi.
Non da meno i tarocchi del dialogo con Valeria Golino che arrivano definitivamente in quella che è forse la vera sequenza cruciale del film.
De Paolis lascia che Golino ci guardi negli occhi a lungo con un primissimo piano di incredibile magnetismo.
Tra femminicidi affrontati sottogamba e un sistema prigioniero delle sue stesse consuetudini fino al parossismo, Serpenti, nessuno si muove davvero mai per arrestare il colpevole.
Tutto il film è pieno di riferimenti letterari. Il regista Roberto De Paolis Maino dopo Cuori puri e Princess dimostra di saper cambiare pelle, un po’ come i serpenti, applicando un registro per lui inedito.
Marra, che ha ucciso qualcuno senza saperne nemmeno davvero il perché, è morto dentro, un po’ come il protagonista de Lo Straniero di Camus. Ed è morto anche il poliziotto interpretato da Alessandro Borghi, soffocato da quella stessa burocrazia che rappresenta e da una famiglia tradizionale che gli provoca solo un grande mal di testa, “un’emicrania a grappolo”.
Già nella primissima scena ci avviciniamo a Marra con un lungo movimento di camera, fino a quando non ammette il suo crimine.
I titoli di testa, che evocano il classico giochino per cellulare Snake, anticipano già la parabola di un serpentone destinato a un certo punto a “mordersi da solo”, proprio come la nostra società sclerotizzata nelle proprie sovrastrutture.
L’empatia per il protagonista, per quanto si auto-accusi di qualcosa di terribile come un femminicidio, nasce dal suo essere vittima di questo sistema, che non ha la forza o la voglia nemmeno di condannarlo.
La vicinanza a un personaggio così meritevole di repulsione va tuttavia scemando mano mano nel film, in particolare quando Paolo Marra ormai sconfitto dal sistema fa emergere la sua vera natura di uomo abietto.
Serpenti è da vedere.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
