Il Misterioso Ottagono di Torino
Ogni volta che si ferma in Piazza Vittorio a contemplare la pendenza verde della collina torinese, lo sguardo di Gloss va a posarsi d’istinto su quell’enigma ottagonale di terracotta e vetro che emerge tra le fronde del colle Monveglio, situato nell’area compresa tra la frazione di Valsalice e la zona del Monte dei Cappuccini / Villa della Regina. Per lei è un torso litico imponente, un monolite solido che racchiude il fascino di una promessa interrotta e di un’ambizione sospesa nel tempo.
La Sabaudia.
Nella sua mente, la storia di questo luogo risuona con il respiro di un romanzo dell’Ottocento sabaudo. Attorno al 1870, l’ardore devozionale del canonico Giuseppe Ortalda* incontrò la visione monumentale dell’architetto Giuseppe Bertinaria**. Il loro sogno era titanico: erigere un santuario dedicato a San Giuseppe, coronato da una gigantesca cupola e da una guglia vertiginosa che s’innalzasse per decine di metri, quasi a lanciare una sfida d’ingegno e di fede alla nascente Mole di Alessandro Antonelli (che oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema di Torino e mostre estemporanee).
Dignità Funzionale dal Passato.
La morte di Bertinaria nel 1880, tuttavia, ne spezzò il volo proprio al vertice del primo basamento, lasciando per quasi un secolo un gigante troncato a un quinto della sua altezza originaria. Soltanto negli anni Settanta del Novecento, l’intervento di restauro e riconversione curato dagli architetti Mario Federico Roggero e Piercarlo Jorio*** ha restituito dignità e funzione a questa geometria incompiuta, trasformandola nella casa di ritiro e accoglienza del Centro La Salle.
Oggi, l’Ottagono rimane per Gloss uno dei segreti più affascinanti della sua Torino: una struttura schiva e custodita dal verde che, quando dischiude i propri varchi alla città, offre una partitura spaziale unica e una delle vedute più limpide e vertiginose sul paesaggio sabaudo.
Netnografia
* il canonico Giuseppe Ortalda: missionario salesiano che nel 1858 organizzò nella capitale del Regno una Lotteria benefica a sostegno dell’attività missionaria cattolica.
** l’architetto Giuseppe Bertinaria: fonti documentali e storiografiche principali: Scheda storico-architettonica sul Tempio/Ottagono di strada Santa Margherita. Tratta la storia della costruzione commissionata dal canonico Giuseppe Ortalda a Giuseppe Bertinaria nella seconda metà dell’Ottocento. E anche: Avrebbe dovuto essere una chiesa l’Ottagono misterioso che sorge alle spalle della Gran Madre, che ripercorre il progetto di Bertinaria, concepito anche in dialogo architettonico con la chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini e in ideale rivalità con la Mole Antonelliana.
*** gli architetti Federico Maria Roggero e Pier Carlo Jorio: fonti documentali e storiografiche principali: Società e tecnica in rapporto con l’architettura moderna – Deposito digitale Profondo cultore degli studi antropologici sulla cultura alpina, il secondo, tra le varie pubblicazioni facilmente reperibili in Rete, Gloss ha trovato anche una raccolta di versi: ORE IMPERFETTE.
