Stasera è una serata di gioia nonostante il mare di notizie sconfortanti.
Sono state raccolte 500.000 firme! 500.000 in neanche due mesi per il referendum che prevede l’abrogazione della legge Valditara contro l’educazione affettiva nelle scuole !
Una bella notizia, che conforta nonostante il senso di sgomento che prende alle notizie che si susseguono dolorose delle ennesime donne ammazzate. Alla vista di quei volti sorridenti che appaiono nelle loro foto ,al saperle rinchiuse fra quattro assi di legno per colpa di un bastardo , che fa impazzire solo a pensarci.
E’ cosi che questa notizia stasera ci rende felici.
Perchè se non fossero bastate quella legge assurda e la situazione di desolante povertà educativa ed emotiva in cui nasce , come nello spettacolo di un circo in cui il domatore è stato appena sbranato dal leone, è arrivato giorni fa anche un pagliaccio. Un coglione supremo (scusate, ma la vena toscana qui parte e si limita anche) che ci ha detto che il femminicidio neanche esiste e che c’è già tutto per proteggere noi fragili donne nel suo immaginifico mondo di violenza contro tutti, salvo che verso i suoi.

Per questo stasera sbattiamo in faccia a quel bischero e ai coglioni che ci vorrebbero diverse e sottomesse queste 500000 firme che ci riempiono di gioia.
Continuiamo a firmare perchè questo segno si consolidi!
Il referendum in oggetto propone l’abrogazione della Legge 9 giugno 2026, n. 104, entrata in vigore il 7 luglio 2026 e intitolata “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.
Referendum con l’obiettivo di ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative date dalla legge del Ministro Valditara, che ostacola significativamente la didattica in questo ambito.
Quali gli effetti concreti dell’abrogazione?
Eliminando queste norme, l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa (PTOF).
Insomma,la richiesta di abolizione di una legge arrivata a regimentare in maniera assurda una materia importante e sempre più urgente come esigenza formativa, in una nazione in cui lo sviluppo dell’intelligenza emotiva fra giovani ed adulti è a zero e in cui almeno due ultime generazioni sono state allevate da media per cui le donne erano solo tette e chiappe al vento.
Un referendum per abolire una legge in cui si dichiara che non è necessaria a scuola un’educazione affettiva e sessuale inclusiva e per tutti!
Oggi è stato dato un segnale fortissimo ! rendiamolo ancora più potente continuando a firmare con SPID o andando negli uffici del nostro Comune.
Non so voi, io ho una nipotina di due anni e ho visto già all’opera le sue meravigliose educatrici bolognesi iniziare ad educare i bambini al rispetto che devono avere per il loro corpo e per ciò che vogliono o non vogliono sia fatto loro, sia pur un bacino in più non voluto. E la mia ammirazione è grande.
Non voglio che questo finisca.

Voglio che cresca una generazione consapevole del proprio corpo e, soprattutto, della gestione delle proprie emozioni. Cito dal sito dei promotori del referendum:
“Cosa significa ‘educazione affettiva e sessuale’?”
Non significa proporre gli stessi contenuti a una bambina di sei anni e a uno studente di diciassette.
L’approccio indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organismi delle Nazioni Unite è progressivo e adeguato all’età e allo sviluppo.
Nei primi anni significa soprattutto imparare a: • riconoscere e comunicare le proprie emozioni;
• conoscere e rispettare il proprio corpo e quello degli altri; • comprendere il concetto di privacy e di confine personale;• sapere che si può dire “no” a un contatto che mette a disagio;• riconoscere le persone adulte a cui chiedere aiuto; imparare il rispetto nelle amicizie e nelle relazioni.
Crescendo possono essere affrontati progressivamente:• pubertà e cambiamenti del corpo;• relazioni affettive;• consenso e rispetto dei confini;• stereotipi e discriminazioni;• sicurezza digitale e condivisione di immagini;• prevenzione della violenza;• salute sessuale e riproduttiva;• contraccezione;• prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse. Non esiste quindi un unico contenuto chiamato “educazione sessuale”: contenuti e linguaggio devono essere adeguati alle diverse età.
Perché se ne parla a scuola?
La famiglia ha un ruolo fondamentale nell’educazione delle figlie e dei figli. Ma non tutte le famiglie possiedono le stesse informazioni, non tutti i ragazzi riescono a parlare liberamente in famiglia e alcuni temi possono essere particolarmente difficili da affrontare. La scuola può rappresentare uno spazio comune nel quale fornire informazioni scientificamente corrette, strumenti per riconoscere situazioni di rischio e indicazioni su dove chiedere aiuto e parlare di educazione affettiva non significa parlare solo di sesso.
Relazioni, rispetto, emozioni, consenso, corpo, prevenzione della violenza, sicurezza online e capacità di chiedere aiuto sono parti dello stesso percorso educativo.
È un referendum abrogativo.
Verrebbero eliminate le regole speciali introdotte nel 2026 e continuerebbero ad applicarsi le norme generali che regolano l’autonomia scolastica, l’offerta formativa e la partecipazione delle famiglie. Ogni scuola continuerebbe quindi a programmare le proprie attività attraverso il Piano triennale dell’offerta formativa, il PTOF.
Continuiamo a firmare!! E diamo un segno fortissimo contro l’oscurantismo che vuole farci tornare oggi tutte e tutti, nei modi più svariati e ormai spudoratamente visibili , al Medioevo.
https://referendumeducazioneaffettiva.it/
