Regia di David Ayer
Con Brad Pitt, J. K. Simmons, Anna Lambe, Uber
Al cinema dal 24 settembre

«Gli ho fatto conoscere la guerra e l’orrore e lui ha imparato solo l’amore». È racchiuso in questa frase dell’ex ufficiale delle Forze Speciali James Belmont il cuore di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”, avventura diretta da David Ayer che mette al centro il legame indissolubile tra un uomo e il suo cane, ma anche il difficile percorso per lasciarsi alle spalle le ferite della guerra.

James, ormai in congedo, e Odin, il pastore tedesco che lo ha accompagnato in tante battaglie, hanno costruito negli anni un rapporto profondissimo, fatto di affetto, fiducia e comprensione reciproca. Un legame che va ben oltre quello tra padrone e animale: Odin è per James un compagno, un alleato, quasi una parte di sé.
Dopo aver servito insieme il proprio Paese, i due cercano ora qualcosa di molto più semplice: dimenticare un passato segnato dalla violenza e dalla morte. Ma la guerra non è così facile da archiviare e continua a riaffacciarsi sotto forma di terribili incubi. Per ritrovare, e far ritrovare al suo cane, un po’ di pace, l’uomo decide di intraprendere con Odin un viaggio nel cuore dell’Alaska, a stretto contatto con una natura tanto affascinante quanto spietata.
Tutto sembra procedere senza difficoltà, almeno fino a quando un violento temporale non mette fuori uso il loro piccolo aereo. Da quel momento, la fuga dalla civiltà si trasforma in una disperata lotta per tornarvi. James e Odin devono affrontare un viaggio estenuante attraverso paesaggi magnifici e ostili, tra condizioni climatiche proibitive, animali feroci, ostacoli naturali e imprevisti di ogni genere.

Ne nasce un film avventuroso e appassionante, costruito sul confronto continuo tra l’uomo e una natura che non concede sconti. A tratti “Heart of the Beast” ricorda “Revenant. Redivivo”, il capolavoro diretto da Alejandro González Iñárritu che è valso a Leonardo DiCaprio il suo unico Oscar. Il paragone può sembrare ardito, ma un altro, altrettanto audace, viene quasi spontaneo: un eroe capace di medicarsi da solo con una freddezza impressionante e un totale sprezzo della sofferenza non si vedeva dai tempi di John Rambo.
Brad Pitt interpreta James con uno stile asciutto e misurato, ma non per questo meno intenso. È un personaggio che parla poco e porta addosso, più che raccontare, il peso delle esperienze vissute.
In un piccolo ruolo Anna Lambe – attrice canadese di etnia Inuk, già protagonista della divertente serie “Nord del Nord” – impreziosisce il film con poche ma luminose pose, capaci di portare una nota di umanità e calore in una storia dominata dalla lotta per la sopravvivenza.
Ma le emozioni più forti, alla fine, arrivano proprio da chi non pronuncia una sola parola. Sono negli occhi espressivi di Odin, nel suo modo di stare accanto a James, di seguirlo, proteggerlo e non abbandonarlo mai. Il cane diventa così il vero simbolo del film: quello di un’amicizia totalizzante, di una fedeltà e di una dedizione senza pari.

Non sorprende, allora, ciò che ha dichiarato Brad Pitt: «Il film esplora la lealtà intensa e incondizionata che esiste tra un uomo e il suo cane. Penso che siamo tutti un po’ meno soli al mondo grazie ai nostri compagni a quattro zampe. Lavorare con Uber (il pastore tedesco che interpreta Odin) è stata un’esperienza sorprendentemente speciale. Per tutta la durata delle riprese, noi due siamo stati inseparabili».
Ed è proprio qui che “Heart of the Beast” trova il suo significato più profondo. Perché sotto la superficie di un’avventura di sopravvivenza – tra montagne, tempeste e pericoli – il film racconta in realtà una storia di rinascita e speranza.
In un mondo che può trasformare gli uomini in combattenti, è spesso un animale a ricordare loro come tornare a essere uomini. E forse è questa la vera morale del film: non sempre siamo noi a salvare i nostri compagni a quattro zampe. A volte sono loro a salvarci da ciò che abbiamo dentro, dimostrandoci che anche dopo la violenza, la paura e il dolore è ancora possibile scegliere la strada dell’amore, dell’altruismo e del sacrificio.
