Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Che città vogliamo costruire
    • Tra sopravvivenza e interiorizzazione del patriarcato
    • La leaky pipeline della politica
    • Progetto BAB
    • Odissea
    • Skynet e la presenza femminile nelle tecnologie
    • Le dimissioni dei genitori
    • I miei primi due libri
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Che città vogliamo costruire

      By simonasforza13/07/20260
      Recent

      Che città vogliamo costruire

      13/07/2026

      Tra sopravvivenza e interiorizzazione del patriarcato

      11/07/2026

      Odissea

      07/07/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Donne e sport»Progetto BAB
    Donne e sport

    Progetto BAB

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre08/07/2026Updated:11/07/2026Nessun commento7 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Molte donne non ricordano con piacere gli anni della pubertà: anni che, da qualche tempo, arrivano prima. Negli anni della pubertà – ci si sente bruttine, impopolari, inascoltate e con la pubertà aumentano i problemi di accettazione del proprio corpo che cambia specie se fai sport.

    Per sconfiggere questo demone puberale nasce con la sua ideatrice Gaia Manzone il progetto BAB – Breaking All Barriers rivolto alle giovani sportive che spesso nel momento critico della pubertà abbandonano lo sport.

    Il progetto si concentra sul supporto alle giovani atlete per affrontare l’impatto della pubertà e del ciclo mestruale, contrastando l’abbandono sportivo. Ne abbiamo parlato con Gaia stessa che, dopo aver lavorato come dirigente per adidas global in Germania, si è spostata in Francia con il suo nuovo progetto.

    Ci racconti il tuo percorso lavorativo e di vita nello sport?

    il mio percorso nello sport è iniziato nel Benfica Football Club, poi mi sono spostata nella parte del settore commerciale in Puma e alla fine negli ultimi 5 anni di carriera ho lavorato in Adidas,

    Sono stata a lungo a contatto con il mondo sportivo, e gli atleti per lavoro e per interesse personale, perché lo sport l’ ho praticato fin da piccola e quindi ho prestato più attenzione a tutta una serie di problematiche che riscontravo sia in casi singoli sia nelle varie atlete con le quali ho avuto modo poi di interagire in questi anni di lavoro nello sport.

    Raccontaci allora…

    Di fatto quello che sta succedendo ora a livello globale è un tasso molto elevato e in costante aumento di abbandono della pratica sportiva, sia nei ragazzi che nelle ragazze, ma soprattutto tra queste ultime

    Le ragazze, nella maggior parte dei casi smettono di fare sport con l’arrivo della pubertà, per una serie di ragioni. La principale è legata alla percezione della propria immagine e all’impatto che questa ha sulla sicurezza del sè a seguito di un corpo che cambia in modo imprevedibile, e che inizia ad essere guardato e spesso giudicato. Dall’altro punto di vista, con la pubertà cominciano anche a farsi spazio sensazioni e paure nuove, come la gestione del dolore legato al ciclo, sbalzi di umore, imbarazzo e insicurezze.

    Spesso il disagio è ancora un tabù sia in molti ambiti sportivi che familiari e scolastici.
    Parlare di mestruazione in Italia e difficile; abbiamo sempre il nostro,” ho le mie cose” che si spiega da sé. Ed ecco quindi che le mestruazioni diventano l’innominabile che poi noi donne affrontiamo per tutta la vita per molti anni fino alla scomparsa del ciclo con la menopausa.

    Hai dati e ricerche dai quali sei partita?

    Ci sono dei dati abbastanza preoccupanti : più del 93% delle ragazze intervistate in uno studio hanno dichiarato di aver avuto delle esperienze negative in relazione al ciclo nel contesto sportivo, quindi praticamente tutte. Ed è una cosa terrificante perché se c’è da un lato il tabù, dall’altra esiste il disagio di dover allenarsi o a fare una gara quando hai il ciclo.

    Si apre quindi la questione sul prendere o meno la pillola anticoncezionale per non avere il mestruo durante le gare. Per non parlare della gestione del dolore, spesso gestito attraverso un abuso di antidolorifici già in età adolescenziale.

    I dati inoltre riportano che più dell’80% delle atlete gestisce il dolore del ciclo ignorandolo o prendendo farmaci o semplicemente continuando a spingere e disconnettendosi dal proprio corpo

    E quindi è nata l’idea di questo progetto…?

    BAB è una piattaforma a tutto tondo dove l’atleta è al centro perché è fatta proprio per lei, le sue esigenze, e la sua fisionomia, ma nel contempo dà anche supporto a tutto l’ecosistema che c’è intorno alle ragazze quindi sia dalla parte di genitori, che degli allenatori e società sportive.

    L”obiettivo principale è quello di aiutare le ragazze a dare un nome, a comprendere, a comunicare e a gestire tutti i segnali che il corpo manda loro nel momento in cui questo stesso corpo diventa imprevedibile o più sconosciuto con l’impatto della pubertà. Nel contesto sportivo, poi, la mancanza di supporto rischia di cambiare la relazione con il tuo corpo che passa dall’essere uno strumento a un nemico. Questo è spesso accentuato da
    mentalità come “no pain, no gain” che portano ad una disconnessione dai segnali che il corpo ci manda, e dunque a potenziali infortuni, burnout e problematiche a livello psicologico.

    Dobbiamo aiutare queste ragazze innanzitutto a capire che cosa è normale o meno per loro, che ogni corpo è diverso e che non devono sentirsi sole nel percorso di crescita, attraverso delle risorse che aiutino sia loro, che i genitori e gli allenatori, ad imparare ad utilizzare ed apprezzare il corpo nello sport, e nella vita.

    Che accoglienza ha avuto il progetto?

    Io partivo un po’ con un pregiudizio, dicendomi «magari in Italia a parlare di queste tematiche non troverò riscontro, non troverò interesse», e invece ho avuto la conferma che è un problema reale ed è sentito molto anche dagli allenatori. Sia uomini che donne: loro vedono che ci sono sempre meno ragazze che fanno sport e al contempo che c’è un’emotività e fragilità maggiori. Le ragazze piangono di più in partita, sono più ansiose, hanno più insicurezze rispetto al passato.

    Dall’altro lato, nelle giovani c’è tanta tanta voglia di essere ascoltate ma anche difficoltà a dare un nome a sensazioni nuove e sentirsi “autorizzate” a rallentare per assimilare che cosa ti sta succedendo.

    Hai qualcuno che ti sta supportando in questo percorso?

    Al momento sto facendo un percorso di pre-accelerazione con l’Università Bocconi che si chiama IdeaBoosterLab. Inoltre sono parte della community Hi!Founders creata da Simone Martinelli, dedicata a supportare l’innovazione e ad accompagnare i founders a trasformare le proprie idee in veri e propri business.

    Di recente BAB ha anche vinto il primo premio alla Techstars Startup Weekend, un evento per supportare l’innovazione e l’imprenditoria, e che agisce a livello globale e per la prima volta è stato organizzato nel comune di Lecco. Qui ho imparato tantissimo perché sei circondato da mentori esperti provenienti da vari settori che ti permettono di avere un supporto a tutto tondo per validare il tuo progetto.

    L’ ultima domanda : BAB cosa vuol dire?

    Bab in a parte viene slang inglese che per riferirsi a qualcuno a cui tieni e di cui vuoi prenderti cura, ed è il modo con cui io chiamo le mie migliori amiche

    E’ anche l’acronimo di Breaking All Barriers quindi buttare giù tutte le barriere che ci sono per le giovani donne che fanno sport, ma in realtà anche per tutta l’esperienza che permetta alle donne di acquisire conoscenza e sicurezza di sé, nello sport e nella vita, attraverso il movimento.

    La mia convinzione è il motivo per il quale voglio iniziare questo percorso dalle adolescenti : nel momento in cui impari ad essere in contatto con il tuo corpo, e a gestire dolori, disagi e i segnali che esso ti manda, acquisisci qualcosa che puoi portare con te durante tutto il corso della vita, sia che tu continui a fare sport o meno.

    Al momento ci sono molte barriere sistemiche per una crescita sana e sicura delle ragazze nel mondo dello sport dalla pubertà in poi, e questo è perché solo il 6% della ricerca sportiva è stata condotta sulla salute della donna e poco più dello 0% sulle ragazze adolescenti. Se da un lato c’è una disconnessione dal corpo, dall’altro c’è la barriera dell’assenza di conoscenza su ciò che fa bene o meno bene a queste ragazze in piena fase di crescita.

    Per seguire lo sviluppo di BAB o collaborare con Gaia a ridurre l’abbandono sportivo in età adolescenziale, iscriviti su https://www.babsport.co

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    caterina-torre-hp
    Caterina Della Torre
    • Website
    • LinkedIn

    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

    Related Posts

    IL TRIONFO FEMMINILE ALLE OLIMPIADI INVERNALI DI MILANO-CORTINA 2026

    19/02/2026

    Battocletti vita forte

    14/09/2025

    Lea Pericoli: nessuna come lei

    06/10/2024
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Di Simona Sforza Di Simona Sforza
    Perché le giovani donne in pubertà abbandonano l Perché le giovani donne in pubertà abbandonano lo spirt di Gaia Manzone
    Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a mila Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a milano
    Madre e figlia Madre e figlia
    Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100. Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100.000 follower
    Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscime Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
    🎉 Facebook recognized me as a consistent post c 🎉 Facebook recognized me as a consistent post creator this week!
    Ciliegia Ciliegia
    Post su Instagram 18163350511447485 Post su Instagram 18163350511447485
    Begonia in fiore Begonia in fiore
    Post su Instagram 18459693445106505 Post su Instagram 18459693445106505
    La luge La luge
    Maggio il mese dei fiori sta finendo.q Maggio il mese dei fiori sta finendo.q
    Ieri in Gae Aulenti Ieri in Gae Aulenti
    Ieri Al Bam Ieri Al Bam
    Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi g Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi gli odori delle piante
    Post su Instagram 18076618598368811 Post su Instagram 18076618598368811
    Post su Instagram 17925564831330633 Post su Instagram 17925564831330633
    Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio?
    Le mie peonie non ancora sfiorite Le mie peonie non ancora sfiorite
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK