Regia di Bill Condon
Con Jennifer Lopez, Diego Luna, Tonatiuh
Nella sale dal 18 giugno
Agli inizi di questa storia c’era il libro (bello) di Manuel Puig, ed era il 1973. Nel 1985 esce l’emozionante film di Héctor Babenco con William Hurt che per il ruolo di Molina vinse l’Oscar. Dopo è la volta del musical di Kander, Ebb e McNally del 1992. Bill Condon si rifà soprattutto al musical e ci regala un bel film: l’aspirazione hollywoodiana non toglie spazio all’intensità emotiva.

Siamo in Argentina, nel 1983, sotto il giogo della dittatura militare di Videla. Le carceri sono piene di oppositori, torture e omicidi sono all’ordine del giorno. Nella stessa cella si trovano due uomini molto diversi, Valentín e Molina. Il primo militante politico con la testa perennemente china sui libri e il suo sogno rivoluzionario. Il secondo, vetrinista omosessuale, sogna anche lui ma tutt’altro. È un appassionato di cinema, adora i musical, soprattutto un film con la sua attrice preferita, Ingrid Luna. Per far passare il tempo inizia a raccontarlo a Valentín, sulle prime titubante, poi coinvolto. “Nella vita reale non canta mai nessuno”, protesta all’inizio, ma la dolcezza entusiasta di Molina ha la meglio e la crescita del rapporto fra i due uomini resta il cuore del film.

Forte il contrasto tra la magia dell’amore e il rigore della rivoluzione, tra la bellezza melodrammatica di Hollywood e la distruzione della persona con torture e umiliazioni.
La scommessa del film è rendere credibile l’alternanza del carcere coi suoi rituali squallidi e violenti coi numeri musicali. Magnifici, con musiche magnifiche e Jennifer Lopez che canta e balla gareggiando senza sfigurare con i grandi del passato a cominciare da Cyd Charisse che appare in un omaggio, e Nastassja Kinski che vediamo in uno spezzone di Il bacio della pantera.

Realtà del carcere e fantasia del sogno si intrecciano perché anche Valentín e Molina diventano protagonisti del musical, identificandosi coi vari personaggi. Molina, interpretato con grazia da Tonatiuh è un personaggio sfaccettato ma soprattutto di straordinaria umanità.

Mi chiedo quanti interventi di post produzione ci siano stati per regalare a Jennifer Lopez, 56 anni, una pelle da quindicenne e un corpo scolpito e perfetto, da acrobata. L’attrice ha anche prodotto il film assieme a Ben Affleck (da cui ha appena divorziato) e Matt Damon. Sono sempre di più gli attori americani che reinvestano i loro più che ricchi guadagni in produzioni interessanti. Brad Pitt, tanto per fare un nome, ha all’attivo con la sua società di produzione più di 60 fra film e serie (sua anche Adolescence).
