Regia di John Patton Ford
Con Glen Powell, Margaret Qualley, Ed Harris, Jessica Henwick
Nella sale dal 17 giugno
Tifare per il cattivo? Qualche volta si può, soprattutto se succede al cinema e non nella vita vera. E una black comedy che esce in estate ha l’atmosfera giusta per toglierci ogni senso di colpa.

La storia, riassunta, è molto semplice. Un giovanotto molto sveglio, fatto fuori dall’eredità prima di nascere perché la madre era rimasta incinta da uno spiantato, è determinato a prendersi quello che ritiene suo. E non si ferma davanti a niente. Il nonno aveva scacciato la figlia prediletta prima della nascita del piccolo, ma non aveva diseredato il bambino. Che, diventato adulto, come la madre gli raccomandava ogni giorno, ha tutto il diritto di prendersi quello che è suo.

Unico neo, prima di lui ci sono otto aventi diritto. La soluzione? Farli fuori. Un po’ come raccontava nel 1949 Sangue blu, con Alec Guinness che virtuosamente interpretava tutti i protagonisti (otto più lui).
La storia è aggiornata alla società volgare di oggi, con uno sguardo al pulp di American Psycho e col tocco cinico e nobile di Saltburn. Perché la convinzione del protagonista Becket Redfellow di avere diritto alla ricchezza non è solo una faccenda di discendenza, ma esprime anche quell’invidia sociale che così diffusa nel mondo di oggi: quanti sono a volere tutto senza essere disposti a impegnarsi – onestamente – per ottenerlo?

Fra gli ingredienti di questa spassosa commedia abbiamo l’intrigo nobiliare e il bigottismo del patriarca, ma anche l’arroganza senza limiti di chi non si rassegna ad avere meno degli altri.
Il film è divertente, amorale, sopra le righe, esagerato. I rampolli spreconi da far fuori sono uno peggio dell’altro e come non parteggiare per il protagonista che è più intelligente, non c’è dubbio, e pure belloccio ed elegante?

Come dicevano i nostri nonni, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e per quanto tu sia furbo, prima o poi incroci qualcuno più furbo di te.

Margaret Qualley, figlia di Andie MacDowell, è spregiudicata quanto basta per incarnare la dark lady che spariglia la partita e che sa come vincere. Ed Harris è perfetto in un ruolo, quello del vecchio patriarca, in cui può esprimere tutta quella crudeltà che gli è così congeniale.
