Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Che città vogliamo costruire
    • Tra sopravvivenza e interiorizzazione del patriarcato
    • La leaky pipeline della politica
    • Progetto BAB
    • Odissea
    • Skynet e la presenza femminile nelle tecnologie
    • Le dimissioni dei genitori
    • I miei primi due libri
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Che città vogliamo costruire

      By simonasforza13/07/20260
      Recent

      Che città vogliamo costruire

      13/07/2026

      Tra sopravvivenza e interiorizzazione del patriarcato

      11/07/2026

      Odissea

      07/07/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Femminismi»Realismo patriarcale
    Femminismi

    Realismo patriarcale

    simonasforzaBy simonasforza15/06/2026Nessun commento5 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Un manifesto di r/esistenza: la distruzione delle gabbie del Realismo Patriarcale

    ​Nella densa e sovversiva prefazione al saggio di Martina Miccichè, Realismo patriarcale – Come il sistema ci educa alle diseguaglianze (Meltemi, 2025), Rachele Borghi evoca l’immagine delle “scatole di carta”: categorie precostituite, posizionate dal sistema per controllare i corpi e le esistenze, che si rivelano drammaticamente vuote una volta smontate. Il libro di Miccichè si inserisce esattamente in questo solco di smantellamento radicale, configurandosi non come una semplice lettura scientifica o accademica, ma come un vero e proprio strumento di coscientizzazione, resistenza e rivolta collettiva.

    ​Prendendo le mosse dal celebre concetto di Realismo Capitalista di Mark Fisher — l’idea che sia più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo — Miccichè compie un’estensione teorica e politica fondamentale, arrivando a definire il Realismo Oppressivo e Patriarcale. È quella narrazione tossica e pervasiva che presenta il sistema attuale (capitalista, eteropatriarcale, coloniale e specista) come l’unica realtà possibile, naturale e inevitabile.

    ​La semplicità come scelta politica e decoloniale

    ​Una delle cifre più significative del saggio risiede nella sua accessibilità. Richiamando l’insegnamento dell’attivista e scrittrice bell hooks, il testo rivendica che farsi capire è una scelta politica rigorosa.

    ​In un panorama saggistico spesso arroccato su linguaggi elitari e accademici — dinamiche classiche del binomio “sapere-potere” che alimentano la sindrome dell’impostore nelle soggettività marginalizzate — la scrittura di Miccichè sceglie deliberatamente di scendere dal piedistallo dell’autorialità. Questo “hackeraggio” del linguaggio escludente non è una semplificazione concettuale, tutt’altro: è un esercizio di decolonialità che restituisce la teoria a chi ne ha più bisogno, trasformando la parola in uno spazio di rielaborazione orizzontale e collettivo.

    ​Tuttavia, avverte la prefazione, un testo semplice non è un testo facile. Realismo patriarcale non permette una lettura veloce; al contrario, impone una sosta forzata. Costringe a fermarsi, a mettersi in discussione, a guardare da vicino i fili invisibili della dominazione che ciascuno di noi ha interiorizzato e banalizzato.

    ​Anatomia del Realismo Oppressivo: i dispositivi del controllo

    ​Il saggio decostruisce con precisione chirurgica i dogmi e le istituzioni considerati intoccabili dalla nostra società, svelando come la violenza sistemica venga costantemente protetta da tre dispositivi fondamentali:

    • ​La patologizzazione del dissenso: L’uso sistematico di violenza verbale e categorie stigmatizzanti (“pazza”, “strozza”, “matta”, “esagerata”, “estremista”) per delegittimare, ridicolizzare e isolare chiunque rifiuti di allinearsi alla norma imposta.
    • ​La rassegnazione fatalista: La cristallizzazione del presente riassunta nel mantra “la vita è così, è il sistema”. Questo fatalismo produce una deresponsabilizzazione dei singoli, distribuendo le colpe delle oppressioni sulla collettività e trasformando rapporti storici di potere in dati di natura immutabili.
    • ​L’artificio retorico del merito: La narrazione secondo cui “le cose stanno così perché è meglio per tutti” o per un ordine naturale/tradizionale. Questo schema permette a chi trae vantaggio dalle gerarchie di autoconvincersi di meritare la propria posizione di privilegio, occultando la propria reale funzione di oppressore.

    ​Il saggio illumina inoltre la natura “plastica” del capitalismo contemporaneo, capace di assimilare e mercificare le stesse istanze che lo contestano. Miccichè demistifica con forza le operazioni di pinkwashing e il femminismo neoliberale, ridotti a meri strumenti di marketing o a narrazioni di inclusione superficiale che celebrano il successo di singole figure di potere senza mai scardinare le barriere strutturali. Viene così denunciata l’ipocrisia sociale di chi condanna il pregiudizio ma accetta le disuguaglianze materiali prodotte dai “padroni della tecnologia” o continua a valutare i corpi femminili secondo standard patriarcali.

    ​Intersezioni e prospettive: il transfemminismo come alternativa radicale

    ​Contro la convergenza delle oppressioni di classe, genere, razza e specie, il volume propone l’orizzonte del transfemminismo intersezionale non come una teoria astratta, ma come un progetto politico vivo, radicato nelle pratiche dal basso.

    ​Richiamando il pensiero abolizionista di Angela Davis, il testo invita a non accontentarsi di riforme di facciata, ma a mettere in discussione l’essenza stessa del dominio, distruggendo le istituzioni nate per escludere per ricostruire spazi di vita radicalmente diversi. L’intersezionalità di Miccichè si spinge fino all’antispecismo, individuando nella scelta vegana e nel rifiuto della produzione intensiva un’alleata imprescindibile della lotta, unendo lo sfruttamento dei corpi umani e non umani in un’unica critica al sistema tecno-capitalista.

    ​La bussola di questa r/esistenza trova una collocazione geopolitica precisa e urgente nelle pagine finali, dove la riflessione si connette alla Palestina, assunta come fulcro delle lotte antifasciste contemporanee, per denunciare la normalizzazione della violenza coloniale, dell’apartheid e della necropolitica che crea la categoria stessa del “subumano”.

    ​Un’etica della fragilità e dell’interdipendenza

    ​Ispirandosi al pensiero di Judith Butler, Realismo patriarcale ci ricorda che la vulnerabilità e la precarietà non sono limiti da cancellare attraverso l’accumulazione di forza o di potere, ma i punti di partenza etici per riconoscere la nostra profonda e costitutiva interdipendenza.

    ​Riprendendo il celebre monito di Audre Lorde — “gli strumenti del padrone non distruggeranno mai la casa del padrone” — il libro di Martina Miccichè compie un atto di sabotaggio intellettuale: sottrae quegli stessi strumenti, li risignifica attraverso il linguaggio comune e li consegna alla collettività per smantellare l’illusione dell’immutabilità del presente.

    ​È un invito potente a costruire reti di supporto, “sorellanze multiple transpecie” e modelli orizzontali e partecipativi. Perché la liberazione, per essere reale, non può essere parziale né individuale; deve essere totale: “finché tutt* non saremo liber* nessuno lo sarà”. Qui a mio avviso c’è anche un richiamo a De Beauvoir, che guardava a tutte le donne del mondo. 

    Un saggio necessario che trasforma l’utopia in qualcosa di urgentemente e maledettamente possibile.

    Audre Lorde bell hooks femminismi Judith Butler Martina Miccichè Rachele Borghi
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    simonasforza
    • Website
    • Facebook
    • X (Twitter)

    Blogger, femminista e attivista politica. Pugliese trapiantata al nord. Equilibrista della vita. Felicemente mamma e moglie. Laureata in scienze politiche, con tesi in filosofia politica. La scrittura e le parole sono sempre state la sua passione: si occupa principalmente di questioni di genere, con particolare attenzione alle tematiche del lavoro, della salute e dei diritti.

    Related Posts

    Tra sopravvivenza e interiorizzazione del patriarcato

    11/07/2026

    Leggere bell hooks pensando a noi

    27/06/2026

    Disclosure Day

    09/06/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Di Simona Sforza Di Simona Sforza
    Perché le giovani donne in pubertà abbandonano l Perché le giovani donne in pubertà abbandonano lo spirt di Gaia Manzone
    Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a mila Mostra di Francesco Clemente alla Triennale a milano
    Madre e figlia Madre e figlia
    Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100. Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100.000 follower
    Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscime Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
    🎉 Facebook recognized me as a consistent post c 🎉 Facebook recognized me as a consistent post creator this week!
    Ciliegia Ciliegia
    Post su Instagram 18163350511447485 Post su Instagram 18163350511447485
    Begonia in fiore Begonia in fiore
    Post su Instagram 18459693445106505 Post su Instagram 18459693445106505
    La luge La luge
    Maggio il mese dei fiori sta finendo.q Maggio il mese dei fiori sta finendo.q
    Ieri in Gae Aulenti Ieri in Gae Aulenti
    Ieri Al Bam Ieri Al Bam
    Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi g Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi gli odori delle piante
    Post su Instagram 18076618598368811 Post su Instagram 18076618598368811
    Post su Instagram 17925564831330633 Post su Instagram 17925564831330633
    Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio?
    Le mie peonie non ancora sfiorite Le mie peonie non ancora sfiorite
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK