Obsession, di Curry Barker, classe ‘99, cineasta di YouTube, nato comico e reinventatosi attore e regista, al primo lungometraggio dopo una manciata di piccoli grandi horror autoprodotti, sfruttando al meglio la poetica dell’orrore, il regista è già tra i migliori in circolazione.
Il film è considerato dalla critica e dal pubblico di genere come uno dei titoli più interessanti e sorprendenti dell’annata cinematografica, capace di intrattenere e al contempo di spingere lo spettatore a riflettere sulle dinamiche di coppia contemporanee.
Obsession, è la consacrazione di una poetica, delle ossessioni e i desideri di una generazione, non proprio romantica piuttosto mortifera, dimenticata, invisibile. Giovani di un mondo verticale come le sue rappresentazioni.
Steven Spielberg ha espresso il suo apprezzamento per il recente successo al botteghino dei film horror Obsession.
Il regista ha anche specificato“lo ho amato”, realizzato con budget limitati che si sono imposte come hit commerciali. “Penso che sia fantastico”.
Obsession ha avuto meno di 1 milione di dollari USA, e sta andando così bene, e io semplicemente lo acclamo”.
Per portata e per struttura, sta a Lo Squalo di Steven Spielberg. Ma per il suo esordio invece ha preso ispirazione da un grande archetipo pop come I Simpsons, nello specifico la puntata Monkey’s Paw.
Il protagonista, Bear (Michael Johnston),lavora in un negozio di musica, è un giovane insicuro innamorato da sempre della sua collega Nikki (Inde Navarrette).
La scena iniziale d’altronde mostra le buffe prove generali di una possibile dichiarazione – Bear compra in un negozio esoterico una ‘One Wish Willow’, un bastoncino della fortuna che promette di esaudire un unico desiderio, una volta spezzato. Un desiderio irreversibile che solo la morte potrebbe annullare.
Incapace di gestire un rifiuto o una sana dinamica di coppia, compra lo strano oggetto che esaudisce il suo desiderio più grande: far innamorare Nikki di lui.
Il film affronta con i codici dell’horror qualcosa di molto contemporaneo, la paura della complessità relazionale. L’incapacità di accettare l’altro nella sua alterità irriducibile.
Il cambiamento, la sorpresa, il conflitto che emerge da due soggettività che si incontrano, lo spaventano più del mostro che ha creato.
Tuttavia, ottenere l’amore incondizionato con la magia trasformerà la relazione in un incubo claustrofobico.
Il film ribalta la classica favola romantica, esplorando l’orrore del controllo, la manipolazione e l’incapacità di accettare l’altro per quello che è, preferendogli una proiezione ideale.
Il film riesce a brillare per la sua realizzazione tecnica, dimostrando la grande maturità del giovane regista.
L’opera si muove agilmente tra tensione horror e humor nero, affidandosi più a un’atmosfera angosciante e a dialoghi taglienti che a salti di paura o effetti speciali esagerati.
La recitazione dei due protagonisti è notevole, con la Navarrette capace di incarnare perfettamente una trasformazione tanto mostruosa quanto tragica.
Non solo le relazioni pericolose ma i pericoli del desiderio, questo è il cuore di Obsession. Curry Barker conosce i meccanismi della paura.
Pur contenendo momenti di forte tensione, immagini disturbanti e improvvise esplosioni di violenza, Obsession colpisce soprattutto per il senso di malinconia che trasmette, e per il modo in cui tratta temi controversi, attuali e delicati.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
