Regia di Steven Spielberg
Con Emily Blunt, Josh O’ Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo
Nelle sale dal 10 giugno
Disclosure Day, ovvero un concentrato del miglior Spielberg, un uomo che crede in un mondo dove alla fine sono i buoni a vincere, un regista che continua ad amare il cinema spettacolare e che si diverte a farlo ancora oggi che ha quasi 80 anni (li compirà il 18 dicembre).

Come quando era bambino continua a domandarsi se siamo soli nell’universo o se in qualche pianeta vicino o in una remota galassia ci siano forme di vita. E se qualche E.T. fosse già arrivato sulla Terra e il potere militare, spaventato dalle conseguenze, ce lo avesse tenuto nascosto? Gli americani sono ossessionati da questa convinzione e ci hanno costruito film meravigliosi e serie entrate nell’immaginario. Tutti abbiamo sentito parlare dell’Area 51, dell’incidente di Roswell, dei cerchi nel grano. Spielberg sembra essere convinto che prima o poi arriverà The disclosure day, “Il giorno della rivelazione” e il governo o i servizi segreti o la Cia o chissà forse la Spectre saranno costretti a gettare la maschera e a raccontare a tutti gli abitanti della Terra la verità.

Il film immagina proprio questo scenario, mescolando Incontri ravvicinato del terzo tipo e E.T. con l’adrenalina del thriller politico anni Settanta, tipo I tre giorni del Condor. Per non farci mancare niente aggiunge fantastiche scene di inseguimenti in un road movie mozzafiato e uno scontro fra treni girato così bene da diventare una sequenza da antologia e direi che fosse solo per queste immagini varrebbe la pena di vedere in film. Che in ogni caso per due ore abbondanti non ti fa mai sbirciare l’orologio: Spielberg conosce il mestiere, ci mette passione e ti inchioda alla poltrona.

Tutto questo impianto sarebbe nullo o comunque non basterebbe o sarebbe troppo freddo se non ci fossero anche gli uomini e le donne, non piatte figurine, ma personaggi credibili con emozioni vere.
In un certo senso il film comincia dalla fine. Tutto è già successo. Daniel Kellner (Josh O’ Connor, purtroppo poco espressivo) è un esperto di cybersicurezza che vuole rivelare al mondo la verità che ha scoperto. Non ve la diciamo, perché dovete vedere il film, ma comunque lo avete capito: ci sono di mezzo gli alieni.

Margaret Faurchild (Emily Blunt, l’arrivista di Il diavolo veste Prada, la più brava) presenta il meteo in una stazione tv di Kansans City ma a un certo punto le accade qualcosa. Entra in casa un uccellino, la guarda e da quel momento la sua vita cambia. Inizia a parlare altre lingue, intuisce i segreti delle persone che ha davanti, anche gli sconosciuti. Insomma: “sa”. Non si spaventa dei suoi inaspettati poteri e si arrende alle sue nuove facoltà.
Noah Scanlon (Colin Firth, non male, riesce a essere molto british anche in un ruolo cento per cento a stellee strisce) è un governativo che vuole proteggere i segreti, costi quel che costi.
Sullo sfondo crescenti tensioni fra gli stati con il rischio di una terza guerra mondiale. E se fosse proprio la sapienza degli alieni a scongiurarla e far ritrovare la fratellanza e la pace all’umanità?
Si respira un’atmosfera da cinema di una volta, anche se gli effetti speciali sono modernissimi e spettacolari, ci sono invenzioni da film d’azione niente niente male, ma quello che davvero ti fa entrare in Disclosure Day e te lo fa amare è la fiducia che il regista continua ad avere nel mondo: abbiamo un gran bisogno di film così, che ci aiutino a respirare di nuovo e a sorridere.
