Regia di Hlynur Pálmason
Con Saga Garðarsdóttir, Sverrir Guðnason, Ída Mekkín Hlynsdóttir
Nelle sale dal 28 maggio
Un film che assomiglia alla vita, dove il più delle volte le situazioni “sono” e non necessariamente evolvono o tantomeno si concludono. L’intento del regista islandese è quello di farci trascorrere un anno coi suoi protagonisti, facendoceli conoscere, cogliendo i piccoli cambiamenti. Un film intimo, anche perché i tre ragazzi protagonisti sono i suoi tre figli, a loro agio sul set.

Al centro della storia in un villaggio sperduto, fra mare in tempesta e ampi spazi, c’è una famiglia. Anna, la madre, è un’artista visuale (non a caso lo è anche il regista) che cerca di conciliare il suo lavoro con la cura della casa e dei figli. Il padre, Magnus, è un pescatore d’altura, spesso via a lungo per mare, che cerca in ogni modo di ricucire la relazione con la compagna. Per lei invece la loro storia di coppia è al capolinea.

Ma, come dice il titolo del film, c’è un amore che rimane. A tenerli legati ci sono i figli, di cui si occupano tutti e due, ma anche il passato, i ricordi, un affetto che a tratti riaffiora e il tentativo di non farsi mai del male.
Il tempo trascorre al ritmo delle stagioni che si susseguono in un paesaggio nordico di grande fascino, verde, ghiaccio e monti. I gemelli costruiscono sulla scogliera un cavaliere e si divertono a colpirlo con le frecce, la sorella più grande deve scegliere la facoltà universitaria e si interroga su possibili nuovi amori.

Anna cerca una galleria per esporre le sue creazioni e non è facile, intanto cura galli, pollame, piante, cavalli e tutto ciò che riguarda la terra di famiglia.
Il mare è impetuoso, le navi lo solcano ondeggiando, i pesci pescati vengono lavorati
Panda, il cane di casa, è una delizia e fa da collante fra i protagonisti, tutti in scena con semplicità.

Un film intimo, che mette in scena la normalità di una vita che è poi la stessa della maggioranza delle vite, dove mancano le tragedie e i momenti eclatanti, dove non sempre le persone sanno con esattezza cosa vogliono. Capita che qualcosa affascini ma non dispiaccia neppure il suo contrario.

Un film in cui una tenerezza infinita aleggia su ogni fotogramma. I protagonisti sono seguiti con affetto, come il territorio, raccontato fra tentazioni documentaristiche e momenti poetici. E qua e là fa la sua comparsa anche qualche sequenza onirica, che ha la forza fiabesca dei miti nordici.

