Vittorio De Sica – La vita in scena, con soggetto sceneggiatura e regia di Francesco Zippel, prodotto da Quoiat Films insieme a Luce Cinecittà, Movimenti Production e Sky Italia, è l’unica opera italiana in gara per L’Œil d’Or, nella sezione Classics.
Il documentarista torna alla Croisette con materiale d’archivio inedito e testimonianze, tra cui grandi nomi come Wes Anderson, Isabella Rossellini, Ruben Östlund, Jean-Pierre Dardenne & Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Nicola Piovani, Dominique Sanda, Asghar Farhadi, Andrej Zvjagincev. Inoltre, Luciano De Ambrosis, protagonista del film I bambini ci guardano, ed Eleonora Brown, protagonista con Sophia Loren de La Ciociara, condividono i loro ricordi accanto a Vittorio De Sica.
Il doc si avvale della colonna sonora originale di Rodrigo D’Erasmo e Calibro 35 ed è montato da Michele Castelli
Sono anni che Francesco Zippel ritrae figure storiche del cinema mondiale, spaziando nei tempi e nei luoghi, sempre con il genere documentario. La sua prima regia risale al 2018, uno speciale televisivo Rai su Carlo Alberto Orecchia; nello stesso anno, presenta anche Friedkin Uncut – Un diavolo di regista, una lunga intervista con il cineasta americano sulla sua carriera. Da quel momento, inizia un lavoro accurato e perseverante di ritratti di grandi autori: Fellini con Fantastic Mr Fellini – intervista con Wes Anderson; Oscar Micheaux con Oscar Micheaux – The Superhero of Black Filmmaking, Sergio Leone con Sergio Leone – L’uomo che inventò l’America.
Questo nuovo lavoro su De Sica è quindi l’ultimo di una lunga lista di rielaborazioni del racconto e delle memoria dei grandi artisti perché, come raccontava in un’intervista del 2019, “si possono fare racconti molto ricchi perché c’è la voglia di condividere la memoria, che non è solo il grande restauro, ma proprio l’idea di mettere in connessione una traccia che altrimenti andrebbe perduta.”
Il film mostra sia l’immenso talento sia le debolezze dell’uomo, come la famosa dipendenza dal gioco d’azzardo.
Grande spazio è dedicato all’influenza che De Sica esercita ancora oggi su registi contemporanei, come testimoniato nel film dagli interventi di cineasti del calibro dei fratelli Dardenne e Ruben Östlund.
Vittorio De Sica – La vita in scena, è un viaggio per ripercorrere la vita del celebre regista del cinema italiano, montato grazie a un accesso esclusivo alla famiglia De Sica, a materiali d’archivio inediti e alle testimonianze di artisti e cineasti contemporanei provenienti da tutto il mondo. Il racconto è impreziosito dallo storico francese e biografo di De Sica, Jean A. Gili, e da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna.
Il documentario traccia un ritratto intimo del maestro.
“Sono estremamente felice di sapere che il mio omaggio a Vittorio De Sica è stato selezionato dal Festival di Cannes dove torno per la seconda volta con un mio film. Sono orgoglioso che questo film dedicato ad una delle figure più illustri della storia del cinema e del Novecento italiani venga presentato in anteprima mondiale a Cannes in un’edizione dallo spiccato e prestigioso valore autorale”, ha dichiarato il regista e produttore Francesco Zippel. “Vittorio De Sica è un patrimonio del cinema mondiale, un artista di enorme ispirazione per generazioni intere di registi e attori di ogni latitudine, e sono certo che quello di Cannes sarà solo il primo passo di un bellissimo percorso per il nostro film. Ringrazio la famiglia De Sica e i nostri partner produttivi Luce Cinecittà, Movimenti Production, Sky per il sostegno a questo progetto”.
Federica Paniccia, produttrice per Quoiat Films, ha dichiarato: “Produrre Vittorio De Sica – La vita in scena è stato per Quoiat Films un viaggio emozionante e una grande responsabilità. Raccontare De Sica significa confrontarsi con una figura centrale della storia del cinema mondiale e ancora attuale. Siamo orgogliosi che il film di Francesco Zippel venga presentato in anteprima mondiale a Cannes Classics e rappresenti l’Italia come unico film italiano in concorso in questa edizione. Questo riconoscimento conferma anche la forza del documentario: un linguaggio capace di custodire la memoria, attraversarla con uno sguardo nuovo e restituirla al presente come materia viva”.
“La luce che è in grado di emanare una figura come quella di Vittorio De Sica è qualcosa di straordinario. Ogni aspetto della sua esperienza di vita e d’artista sembra propagare una luminosità speciale. Ho cercato di guardare attraverso quella luce per cercare di afferrare la complessità della sua figura”, spiega Zippel, che per restituire le sfaccettature di un uomo-istituzione del Novecento, volto del fascino d’altri tempi e contemporaneamente occhio capace di mostrare al mondo le ferite dell’Italia del dopoguerra, realizza un documentario che amalgama materiali d’archivio inediti e celeberrimi spezzoni tratti dai vari film.
Zippel ci rimostra accompagnandone però i momenti cruciali con il commento dei vari cineasti coinvolti nel documentario.
“Basterebbe il modo con cui Andrej Zvjagincev e i fratelli Dardenne tornano sui finali di Umberto D. (il cagnetto Flike che si divincola dall’abbraccio del padrone per distoglierlo dall’insano gesto) e Ladri di biciclette (con il piccolo Bruno che dà la mano al padre), la commozione con la quale ripensano a quelle scene, per comprendere ancora una volta, di più, quale sia l’immensa eredità, ancora pulsante, lasciataci da Vittorio De Sica.”
E come ha dichiarato Woody Allen, Vittorio De Sica è uno dei più grandi cineasti della storia, un maestro del neorealismo capace di unire uno stile semplice e privo di fronzoli a un’incredibile carica emotiva. Ha espresso la sua sconfinata ammirazione definendo le opere del regista italiano dei capolavori inarrivabili.
Il documentario presentato al Festival di Cannes Vittorio De Sica – La vita in scena, è stato accolto molto positivamente dalla critica per la capacità di evitare l’effetto “santino”, offrendo invece un ritratto intimo e completo.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
