di Giuliano Pavone
In Come il sale sulla pelle (Piemme, 2025), Anna Pavignano mette la sua proverbiale sensibilità al servizio di una vicenda ambientata tra la provincia piemontese e il sud della Francia alla fine dell’Ottocento. Un romanzo storico, quindi, ma senza re, condottieri, grandi artisti o altre persone eccezionali. Qui si parla di gente comune, variamente umile, di vite anonime ma non per questo esenti da tratti eroici. Qui, la Storia, la esse maiuscola non l’ha per diritto acquisito, ma se la guadagna sul campo, perché “è la gente che fa la storia”.
Camilla è una bambina quando, in una notte di pioggia, un omnibus trainato da cavalli la investe. Per avere qualche speranza di salvarle la vita, bisognerebbe amputarle una gamba. Sua madre si oppone, immaginando che una vita esposta a pregiudizi e diffidenze, e senza la possibilità di prendere marito, non sia degna di essere vissuta. Il padre, invece, antepone l’amore a tutto: autorizza l’operazione e la bimba sopravvive.
La cura fu salvifica per entrambe, la bambina riprese forza giorno dopo giorno e alla madre sembrò di averla rimessa al mondo così com’era diventata, intera nella sua mancanza.
Anni dopo, Camilla è una ragazza brillante e anticonformista. Cammina, zoppicando, grazie a un arto di legno fabbricato da suo padre. Quando si accorgono della sua menomazione, tutti i ragazzi si allontanano. Tutti meno uno: Felice, aspirante medico, che ha gli occhi giusti per vedere quanto speciale sia Camilla. La storia d’amore tra i due, però, incontra molti ostacoli, non ultimo il fatto che Felice deve abbandonare gli studi di medicina e condurre una durissima vita da emigrante nelle saline di Aigues-Mortes.
Il sale sulla pelle, quindi, non è quello sensuale e romantico della celebre canzone di Gino Paoli, ma quello che acceca sotto il sole cocente, che brucia a contatto con le ferite fisiche procurate dal lavoro e quelle dell’anima causate dall’ignoranza e dalla cattiveria.
Come il sale sulla pelle incede con stile elegante, misurato e sempre adeguato al contesto per più di trecentocinquanta pagine. La scrittrice e sceneggiatrice Anna Pavignano tende con delicata precisione fili tra il passato e il presente, tra storie dimenticate e temi attualissimi, come i rapporti familiari, la condizione femminile, la disabilità e le migrazioni.

Giuliano Pavone (Taranto, 1970), giornalista ed esperto di comunicazione scritta, è autore di oltre venti libri, tra cui i romanzi L’eroe dei due mari (2010, vincitore di tre riconoscimenti nell’ambito della letteratura sportiva) e 13 sotto il lenzuolo (2012), entrambi pubblicati da Marsilio. Per Laurana Editore ha scritto Gli scorpioni (2022), Per diventare Eduardo (2024) e il memoir Limbo – La vita che torna da me.
