Regia di Daniel Roher
Con Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu, Jean Reno
Al cinema dal 28 maggio
Esistono film capaci di riconciliarci con il cinema. E di restituirci fiducia nella capacità di inventare ancora, tessere trame originali e realizzare pellicole di ottimo livello, che non si preoccupano di essere incasellate in generi precisi.

Che cos’è questo film: un thriller, una storia d’amore, un racconto sulla disabilità? Al centro c’è più la magia della musica o la denuncia del sistema sanitario americano?
In effetti, gli elementi sono tanti, dissimili tra loro. Eppure si sposano in modo armonico, dando vita a una narrazione coinvolgente, a tratti sconvolgente, mai banale.
Il protagonista lo scopriamo un po’ alla volta. È Niki, ex pianista enfant prodige: ha l’orecchio assoluto, ma anche un’ipersensibilità ai suoni che lo ha costretto ad abbandonare il piano. Non solo, per difendersi dai rumori di New York, è costretto a girare con delle protezioni auricolari. A interpretarlo un bravo e sensibile Leo Woodal, già visto nella serie “Un giorno” e, più di recente, nel film “Norimberga”.
Lavora come accordatore per Henry, anziano ebreo simpaticamente svanito, a cui Dustin Hoffman regala volto e anima. E proprio Henry è motore della storia. Quando viene ricoverato in ospedale, la moglie scopre l’esistenza di un debito che, se non saldato, metterebbe a rischio il proseguimento delle cure.

Nel frattempo, anche Niki ha fatto una scoperta: un altro uso del suo orecchio assoluto, che torna utile non solo per accordare pianoforti, ma anche per aprire casseforti. E il bisogno di soldi di Henry, unito a un certo spirito da Robin Hood, lo trasforma in uno scassinatore senza scrupoli in affari con una banda dell’Est Europa.
Non solo, c’è anche l’incontro fatale con Ruthie, giovane e brillante musicista, che sta preparando l’audizione più importante della sua vita. Ad ascoltarla ci sarà un celebre compositore, forse disposto a prenderla come assistente. A interpretare quest’ultimo è l’attore Jean Reno.
Una New York bellissima, ma anche crudele, fa da sfondo a questa vicenda movimentata e ricca di cambi di passo e colpi di scena. Interessante la possibilità di condividere la percezione sensoriale alterata di Niki, sempre in bilico tra handicap e superpotere.
Usciti dal cinema, il nostro modo di rapportarci con i rumori e i suoni, specie della città, non sarà più lo stesso.

