Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Obsession
    • Un posto per TE
    • Disclosure Day
    • Yellow Letters
    • Quentin Crisp – La speranza è nuda
    • Mai più cosa vostra
    • Il lungo cammino delle italiane per conquistare il diritto di Voto
    • Il Linguaggio Umano Oltre l’Algoritmo
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Obsession

      By Dols13/06/20260
      Recent

      Obsession

      13/06/2026

      Disclosure Day

      09/06/2026

      Yellow Letters

      05/06/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Femminismi»Il femminismo rivendica la libertà di parola
    Femminismi

    Il femminismo rivendica la libertà di parola

    simonasforzaBy simonasforza10/05/2026Nessun commento7 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    La libertà di parola è sotto attacco sia a causa delle logiche di profitto del mercato sia a causa del settarismo nello spazio pubblico. Si assiste a un generale impoverimento della ragione critica a favore di logiche da “tifoseria”.

    Molte oggi si pongono nell’atteggiamento di chi si autoproclama “dalla parte giusta della storia”, che annulla ogni possibilità di confronto. All’opposto, si rivendica il coraggio di stare “dalla parte del torto” (citando Brecht) pur di mantenere l’indipendenza della propria coscienza. E’ necessario pertanto recuperare comportamenti non escludenti, a vantaggio del dialogo e dell’interazione anche conflittuale, ma costruttiva. Formule di boicottaggio e di allontanamento non dovrebbero appartenere alle pratiche e alla storia delle donne.

    Si corre il rischio di sostituire la storica contrapposizione “uomo-donna” con la dicotomia “normali-anormali”, frammentando così i terreni di lotta comuni e imponendo logiche polarizzanti (“o con noi o contro di noi”) a cui si contrappone la pratica del pluralismo. Di questo e di altri aspetti abbiamo parlato con Cristina Gramolini, insegnante di Storia e Filosofia e presidente di Arcilesbica, a pochi giorni dal convegno “Femminismo fortemente sconsigliato ma necessario” che si terrà a Milano il 16 e 17 maggio presso CFUP, Viale Monza 140. Ricostruiamo pertanto la nascita di una rete e di una necessità che non poteva più attendere.


    Com’è nata la rete Dichiariamo? Con quali obiettivi e urgenze?
    E’ stata l’iniziativa di un gruppo di donne nel 2022. Ci conoscevamo per esserci incrociate in tanti momenti politici precedenti, ma stavamo e stiamo ingruppi diversi: ci siamo accorte che avevamo bisogno di unire le forze su alcuni temi inquietanti che sembravano essere in via di adozione a sinistra, come l’utero in affitto, il blocco della pubertà di minori ritenuti trans, la normalizzazione della prostituzione tramite lo slogan ‘sex work is work’, e soprattutto volevamo contrastare insieme l’impedimento a esprimere le nostre critiche ai suddetti obiettivi.

    Femminismo fortemente sconsigliato ma necessario: come nasce l’idea di questo convegno?
    Dopo tanto dibattito interno, redazione di testi, comunicazione online, ci è venuta voglia di trovarci e farci trovare. Il titolo esplicita che il nostro punto di vista è pericoloso, perché si viene liquidate come amiche del governo, ma è necessario perché non si può far finta di niente su temi di importanza estrema. Siamo tutte donne che si sono formate e impegnate a sinistra ma non siamo donne a disposizione di qualunque ordine di partito, non siamo “fedeli alla linea”.

    Qual è il panorama del movimento delle donne attuale?
    C’è di buono che è arrivata una nuova generazione, di non buono c’è che usa pratiche antagoniste, dall’estetica dei fumogeni e dei volti coperti agli slogan incendiari; molte femministe aspettano che le giovani di Nudm maturino, noi invece non facciamo del maternage, preferiamo criticare la loro riproposizione del neutro e degli altri moduli maschili.

    Il conflitto fa parte delle relazioni tra donne, ma può essere costruttivo e generativo: con quali strumenti e basi?
    Come minimo per un confronto costruttivo bisognerebbe parlarsi, invece le transfemministe adottano la convenzione ad escludere: buttano fuori dalle manifestazioni quelle che hanno cartelli a loro sgraditi, boicottano le iniziative di chi non la pensa come loro, l’ultima bravata di una lunga serie è il mailbombing di minacce alla Casa delle donne di Bologna che ha impedito a Olivia Guaraldo la presentazione del suo libro, a febbraio scorso (stendo un velo pietoso sulla Casa delle donne che si è piegata).

    Quali saranno gli argomenti che affronterete?
    Parleremo di impegno nella ricerca di modi originali di fare politica, non nel senso di inventiva fine a se stessa, ma di alternativa alla logica di schieramento, per l’aderenza al proprio sentire, per l’indipendenza dalle priorità e dalle classificazioni della tradizione; parleremo di pseudo-diritti come la Gpa, la self-id che pretende che maschi transidentificati gareggino negli sport femminili ecc. 

    Se potessi incidere su un tema, su quale ti soffermeresti?
    Se per incidere tu intendi la bacchetta magica, io la userei per infrangere il bisogno di approvazione maschile di cui le donne soffrono e che è all’origine di tutte le nostre sventure, proprio tutte. 

    In ‘Vietato a sinistra’ di cosa ti sei occupata?
    Ho scritto con Roberta Vannucci un contributo intitolato “La rivoluzione gentile non è più gentile”, dove abbiamo raccontato i metodi muscolari usati nel movimento Lgbt per tacitare le posizioni critiche di lesbiche come noi, pur attiviste di lungo corso: in un battibaleno siamo state bollate come traditrici e letteralmente espulse dalla sede comune, investite da un’ondata di odio. Per essere esaustive, occorre aggiungere che lo stesso trattamento è stato riservato anche a quei gay, a loro volta di lunga militanza, che non si sono allineati. È successo quasi dieci anni fa e da allora nessuno nel movimento Lgbt ha pensato di tornare a mente fredda su quella lacerazione, anzi vige la pratica di fare finta che attivisti divergenti non sono mai esistiti, non capiscono che sulla rimozione e sulla menzogna non cresce niente di buono. 

    In questo saggio collettaneo le tematiche si intrecciano, quali nessi chiari intravedi maggiormente?
    Il nesso tra tutti i pezzi è il richiamo alla sinistra, da cui tutte veniamo, a smettere di pensare solo al consenso facile delle piazze e a ricominciare a promuovere la riflessione seria. Il pensiero deve essere capace di tenere conto della complessità, nei temi della differenza tra i sessi occorre fare spazio a esperienze finora impensate e allo stesso tempo rispettare l’inviolabilità femminile. 

    Quali sono gli elementi che oggi mettono a rischio l’autodeterminazione delle donne e la loro voce?
    Gli ordini di scuderia, la fedeltà al marito-partito che impone di adottare il suo stile e ripetere i suoi slogan. 

    Rivendicare uno spazio e un diritto di critica ha un suo costo?
    Molto alto, che alcune sono disposte a pagare perché la propria coscienza vale più dell’appartenenza. 

    Il corpo e le istanze delle donne sono tuttora un campo di battaglia. Qual è la posta in gioco?
    Una nuova frontiera è quella del libero mercato che vuole impadronirsi del potere procreativo femminile e farne una merce lucrosa, come l’altra merce, quella del conforto sessuale, si cerca di regolamentarle. Poi c’è il lavoro gratuito di cura, rifugio dalla durezza della vita associata, da estorcere tramite il solito mito della femminilità oblativa, che fa risparmiare allo stato le spese sociali.  Quindi la risposta è no all’industria della riproduzione, no alla pornificazione di bambine e donne, no al familismo perbenista. 

    La libertà di espressione è sotto attacco e a rischio di una rinnovata egemonia patriarcale alleata ai meccanismi del mercato capitalista?
    La libertà di espressione è minacciata dal mercato e dal settarismo, il mercato dà voce a chi agevola i profitti, il settarismo dilaga nello spazio pubblico, abbiamo assistito al rifiuto del confronto in molti campi, dalla pandemia, alla guerra russo-ucraina a quella mediorientale. C’è un grande impoverimento della ragione critica a favore della tifoseria. L’espressione più detestabile è quella di chi si dichiara “dalla parte giusta della storia”, perché rende impossibile ogni interlocuzione. Io preferisco citare Brecht che si sedeva dalla parte del torto. 

    Quali pratiche attuali del movimento LGBT+ e femminista rischiano di minare ed estraniare soggettività dalla lotta che dovrebbe essere comune? Cosa sta accadendo?
    Il movimento Lgbt (con tutti i +) ha lottato contro i ruoli sessuali obbligatori, il femminismo contro ogni assoggettamento delle donne agli uomini, ci sono terreni comuni; tuttavia il transfemminismo sostituisce la contraddizione uomo-donna con quella normali-anormali e così i terreni comuni potrebbero non esserci più. Le logiche del prendere-o-lasciare, del o-con-noi-o-contro-di-noi fanno disamorare, noi pratichiamo il pluralismo.

    Arcilesbica Cristina Gramolini Dichiariamo donna femminismo Femminismo fortemente sconsigliato ma necessario
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    simonasforza
    • Website
    • Facebook
    • X (Twitter)

    Blogger, femminista e attivista politica. Pugliese trapiantata al nord. Equilibrista della vita. Felicemente mamma e moglie. Laureata in scienze politiche, con tesi in filosofia politica. La scrittura e le parole sono sempre state la sua passione: si occupa principalmente di questioni di genere, con particolare attenzione alle tematiche del lavoro, della salute e dei diritti.

    Related Posts

    Femminismo Fortemente Sconsigliato. Una sintesi

    26/05/2026

    Femminismo di periferia

    25/05/2026

    Dialogo con una giovane femminista radicale

    13/05/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscime Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
    🎉 Facebook recognized me as a consistent post c 🎉 Facebook recognized me as a consistent post creator this week!
    Ciliegia Ciliegia
    Post su Instagram 18163350511447485 Post su Instagram 18163350511447485
    Begonia in fiore Begonia in fiore
    Post su Instagram 18459693445106505 Post su Instagram 18459693445106505
    La luge La luge
    Maggio il mese dei fiori sta finendo.q Maggio il mese dei fiori sta finendo.q
    Ieri in Gae Aulenti Ieri in Gae Aulenti
    Ieri Al Bam Ieri Al Bam
    Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi g Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi gli odori delle piante
    Post su Instagram 18076618598368811 Post su Instagram 18076618598368811
    Post su Instagram 17925564831330633 Post su Instagram 17925564831330633
    Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio?
    Le mie peonie non ancora sfiorite Le mie peonie non ancora sfiorite
    Post su Instagram 18095455016469710 Post su Instagram 18095455016469710
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Recensione di Adriana Moltedo Recensione di Adriana Moltedo
    Superatudio design alla Bovisa Superatudio design alla Bovisa
    Sono felice di aiutare Lorenzo Musetti raggiungere Sono felice di aiutare Lorenzo Musetti raggiungere 85.000 follower
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK