Il Delitto del 3° Piano, il film diretto da Rémi Bezançon con Laetitia Casta, Guillaume Gallienne, Gilles Lellouche, racconta la storia di Anna e di Pierre, suo marito, celebre scrittore di thriller ormai intrappolato nella routine.
Una commedia gialla briosa e godibile.
Una coppia logorata dalla convivenza subisce una salutare scarica di energia dall’arrivo di una coppia di vicini.
Lui scrive gialli, lei insegna il cinema di Hitchcock all’università, tanto che la realtà e la finzione, in particolare quella al centro de La finestra sul cortile, si confondono quando la donna si convince di vedere il nuovo vicino uccidere la moglie.
Inizia una scatenata indagine che gronda citazionismo dell’amato Hitch e del thriller in generale, che sia romanzesco o cinematografico, in questa commedia gialla divertita a cui si perdona l’eccesso d’amore e di spiegazioni e omaggi, anche grazie a una Laetitia Casta in grande forma.
I due vivono in un elegante palazzo borghese, tra giornate scandite da manoscritti da correggere, parole da limare e silenzi sempre più pesanti. La loro vita è raffinata, ma immobile
Scrivono storie di mistero senza riuscire più a comunicare davvero. Tutto cambia quando, dalle finestre del loro appartamento, iniziano a osservare i nuovi vicini dall’altra parte del cortile.
È una coppia inquieta, nervosa, sul punto di esplodere. Quello che nasce come un innocuo gioco voyeuristico si trasforma presto in un’ossessione.
Una scomparsa improvvisa, un orologio macchiato di sangue, rumori nel cuore della notte e strani oggetti sembrano indicare che nell’appartamento accanto sia avvenuto un delitto.
Convinta di trovarsi di fronte a un vero omicidio, Anna trascina Pierre in un’indagine tanto assurda quanto pericolosa, fatta di sospetti incrociati, fantasie noir e paure reali. Mentre i due si addentrano nel mistero, il confine tra il giallo che scrivono e la vita che vivono inizia a sfumare, mettendo a rischio la loro sicurezza, ma anche il fragile equilibrio della coppia.
Un gioco al massacro raffinato e ironico che esplora la paranoia e le crepe nascoste dietro ogni porta chiusa, trasformando un’indagine domestica in un pericoloso ritorno al desiderio, al rischio e all’amore.
Sofisticata commedia francese in cui è evidente l’omaggio divertito e leggero ad Alfred Hitchcock. Laetitia Casta avrebbe potuto interpretare qualsiasi film diretto dal Maestro e lo vediamo mentre lo intervista in B/N, avrebbe potuto essere una delle sue Muse.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
