La Milanesiana 2026: più ricca (e di valore) che mai. Una Milanesiana che alza l’asticella, si apre anche ai luoghi della fragilità e continua a spaziare dalla letteratura alla musica, dalla scienza alla filosofia, dallo sport al fumetto.
La rassegna, giunta alla sua 27esima edizione, torna con grandi numeri: 150 ospiti provenienti da 12 Paesi, oltre 60 appuntamenti in 18 città. Milano resta centrale, ma gli eventi si susseguiranno, dal 24 maggio al 22 luglio, anche a Bormio, Livigno, Seregno, Ascoli Piceno, Colle Val D’Elsa,Viareggio…
Nell’affollata conferenza stampa di presentazione al Piccolo Teatro di Milano, a cui hanno partecipato personalità istituzionali e i direttori del teatro stesso, l’ideatrice e direttrice Elisabetta Sgarbi ha spiegato: «Il tema di quest’anno ci sfida a riflettere sul rapporto tra legge e desiderio, due dimensioni che possono sembrare antagoniste, ma che in realtà hanno un rapporto dialettico, se non viscerale.

Elisabetta Sgarbi a Livigno, La Milanesiana, 2025
Un divieto si oppone a un desiderio, e, opponendovisi, lo sottolinea e, a volte, può anche accenderlo. Non ci sarebbe divieto senza desideri. E forse dei desideri non avremmo coscienza se non ci venissero in soccorso i divieti».
Riflessioni altissime, che saranno declinate in reading, spettacoli teatrali, concerti dal vivo, proiezioni cinematografiche. Ha proseguito Elisabetta Sgarbi, a sua volta protagonista di molti incontri: «La legge è il fondamento su cui si basa il senso di comunità e di rispetto tra gli uomini, ma che cosa sarebbe senza il desiderio, che è una molla, un istinto sano che è alla base dell’arte e delle scoperte che ognuno di noi vive ogni giorno. Sono curiosa, io, di vedere come gli ospiti internazionali della Milanesiana ci racconteranno questo rapporto, lungo un viaggio di letture, proiezioni, concerti, mostre e molto altro. La Milanesiana è uno spazio libero, che vive di desideri».
Tra novità e grandi nomi Quest’anno La Milanesiana inaugura le nuove collaborazioni con l’Istituto Clinico Humanitas e conil Carcere di San Vittore. In questo modo, estende la sua presenza e il suo significato nel tessuto civile e culturale del Paese, portando il confronto culturale anche in spazi in cui la parola e l’ascolto possono assumere un valore ancora più necessario.
Nell’ambito della valorizzazione di diritti, inclusione e accessibilità, avvia inoltre la collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano, con un omaggio a Jorge Luis Borges nel giorno del quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Lo scrittore argentino attraversò la lunga esperienza della cecità, facendone una dimensione centrale della propria immaginazione letteraria.
Per il resto, il programma alterna grandi omaggi e protagonisti della scena culturale.
Si segnalano fra gli altri: un tributo al maestro del cinema Park Chan-Wook, una mostra e unevento dedicati a Umberto Eco nel decennale della morte, un omaggio a Fabrizio De André, una retrospettiva su Maurizio Nichetti, un tributo a Bruno Bozzetto e un ricordo di Ornella Vanoni. E ancora, spettacoli teatrali di altissimo livello con, fra gli altri: Fabrizio Bentivoglio, Paolo Rossi, Anna Valle, Paolo Ruffini, Veronica Pivetti, Laura Morante, Tullio Solenghi, Alessio Boni … E poi concerti di Simone Cristicchi, Rita Pavone, Paolo Jannacci, Giovanni Caccamo, Paolo Fresu, Irene Grandi…

Fra i nomi in cartellone, anche: Vittorio Sgarbi, Abel Ferrara, Massimo Cacciari, Mario Andreose, Giancarlo Giannini, Gianni Biondillo, Fabio Genovesi, Igort… Il simbolo della rosa e l’importanza dei mecenati
Due parole sulla rosa che, fino dalla prima edizione, è il simbolo de La Milanesiana. Dipinta da Franco Battiato, è stata rielaborata da Franco Achilli, per rappresentare l’intreccio tra Desiderio Legge: il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione, mentre le spine e la struttura cristallizzata richiamano il limite, la norma e il rischio. Non c’è opposizione tra i due poli, perché è proprio la Legge a dare forma al Desiderio, rendendolo percepibile, intenso e significativo.
Ala fine dell’incontro, Elisabetta Sgarbi ci ha tenuto a ringraziare tutti i partner e gli sponsor della manifestazione, anche se lei preferisce chiamarli mecenati. Realtà che, grazie al loro supporto, danno voce e linfa vitale a una rassegna che regala (gli eventi a pagamento si contano sulle dita di una mano e si tratta sempre di prezzi molti popolari) alla comunità incontri di altissimo livello, con nomi internazionali.
«Vi confesso che, in questa edizione, molti degli eventi sono la realizzazione di miei importanti desideri personali. Perché la prima spettatrice della Milanesiana sono proprio io» ha concluso l’ideatrice.
Tutto il ricchissimo programma è disponibile su: https://www.lamilanesiana.eu
