Un sorso di te

Immagine generata con AI
Dall’ultima volta non riesci a fare a meno di pensare agli amori passati? Ti chiedi cosa ti abbia affascinato di questa o quella persona tanto da perderci la testa? O perché invece non ti sei mai innamorata di altre, magari più meritevoli, affidabili e stupende persone?
Un’amica mi ha scritto che dall’ultimo post non vede l’ora di avere un momento per dedicarsi alla ricostruzione dei suoi innamoramenti. Mi dice: “Mi capita come quando leggo un bel libro e passo ogni minuto a pensare al momento in cui lo potrò riprendere in mano e continuare la storia!”. Siccome però i suoi momenti liberi sono quelli che passa in coda in auto al semaforo, in attesa delle fotocopie, in fila alla casa del supermercato, non è facile scrivere a mano o prendere appunti. Così, quando può, registra la sua voce oppure prende nota sul telefonino. Alla fine, dice, deciderà se trascrivere tutto o trasformarlo in un podcast. Benissimo. Le dico: Caminante no hay camino..la tua strada si struttura mentre la compi..cerca la tua strada. Tanto lo sai, il bello del viaggio è il viaggio stesso più che la meta. Insomma..se non hai tempo ma ti appassiona questo appuntamento con te stessa, usa un’app per dettare o registrare: al momento di trascrivere e riordinare i vari argomenti potrai dedicarti al tuo stile di scrittura, alla grammatica e all’ortografia… per il momento prendi solo un sorso di TE, pensa solo a raccogliere idee, ricordi e emozioni, il resto del cammino si farà andando!
Mi piacerebbe che chi mi scrive sporadicamente, commentando i miei suggerimenti di lavoro, scrivesse direttamente su Dol’s oppure, se non vuole esporsi, mi desse l’autorizzazione a pubblicare al posto suo. Non dovete per forza aspettare di avere ripulito e dato un ordine logico ai vostri scritti, per poterli condividere!
Odio/amo: come siamo assolutisti e convinti nel dire certe frasi! In un mondo che si fa via via più polarizzato, la tentazione di estremizzarsi anche nell’espressione delle emozioni è forte.
E i bambini lo sono in modo particolare… sta a noi insegnar loro le sfumature delle emozioni, le ragioni che le fanno emergere.
Gli elenchi servono a prendere coscienza. Interessante poi chiedersi perché si amino o odino alcune cose e iniziare a delineare più chiaramente i contorni di queste emozioni.
- Fai due elenchi: “mi piace / non mi piace”
Mi piace: dormire; un bambino piccolo che ripete ossessivamente un gesto o una parola; il cielo quando si prepara al temporale e ti dà la sensazione di guardare una piscina stando sdraiato sul fondo; mangiare la pasta fresca cruda…
Non mi piace: fare la stessa strada per andare in un luogo; parlare appena sveglia; fare finta che mi piaccia qualcuno che detesto; mangiare le uova…
- L’elenco può essere anche del tipo: “mi piacciono quelli che / non mi piacciono quelli che”(ispirandosi alla famosa canzone di Enzo Jannacci: https://youtu.be/uVaa84WhB-U)
Mi piacciono (amo):
quelli che fanno con passione anche un lavoro squallido e ripetitivo; quelli che quando ti parlano ti guardano negli occhi; quelli che sanno dire di no e non si sentono in colpa; quelli che litigano ma non smettono di amarti; quelli che…
Non mi piacciono (odio):
quelli che dicono “il denaro è tutto”; quelli che pensano che tanto il mondo è così e non si cambia; quelli che sono convinti che nella vita bisogna soffrire…
Non avere paura delle ripetizioni. Le hai già sperimentate nelle scritture precedenti e hai goduto dell’effetto che crea l’anafora.
Peter Handke, ne Il mondo interno dell’esterno dell’interno fa il suo autoritratto usando questo tipo di scrittura: si descrive con formule fisse che si ripetono (“Non sono – In primo luogo – In secondo luogo – In terzo luogo – Purtroppo non sono – Grazie a Dio non sono – In definitiva non sono – Vorrei – Voglio – Ho – Sono – In fondo sono anche – Qualche volta sono anche, ma poi…”).
LEGGENDO HANDKE
Se ti piace questo modo di scrivere, o se ti aiuta a evocare ricordi, se ti serve a stimolare idee per riprendere confidenza con la parola scritta, leggi Handke e prova a copiarlo per fare il tuo autoritratto oppure trasformalo per parlare degli altri.
- Ciò che gli altri non sono per me.
- Ciò che penso degli altri: in primo luogo, in secondo luogo, in terzo luogo.
- Purtroppo per me gli altri non sono e non sono mai stati.
- Grazie a Dio gli altri non sono.
- Vorrei che le persone intorno a me fossero…
- Dalla gente voglio…
- Gli altri in fondo sono…
- A volte sono anche, ma poi…
Buona scrittura!!
