MOSTRE DA VEDERE
“IL BAROCCO, IL GRAN TEATRO DELLE IDEE”
MUSEO CIVICO SAN DOMENICO FORLI’
21 FEBBRAIO – 28 GIUGNO 2026

Gian Lorenzo Bernini
San Sebastiano (1635-1644)
Collezione Privata

Artemisia Gentileschi
Cleopatra morente
olio su tela (1620)
Museo di Capodimonte
La grande esposizione di opere, raccolte con grande sensibilità e conoscenza dell’arte dal gruppo di eccellenti curatori, merita di essere visitata con tempo e curiosità, l’attenzione viene ben ripagata dall’emozione e dallo stupore originati, sala dopo sala, dalla visione dei capolavori.
E’ il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto Studiosi, Istituzioni museali, Collezionisti privati, restituendo al periodo barocco una straordinaria forza espressiva e invitando chi visita la Mostra a coglierne la continuità e le fratture che intrecciano e modificano la creatività degli artisti.
La presenza dei lavori di famosi pittori, scultori e artigiani provenienti da tutta Europa, incrementa lo stupore e la meraviglia del visitatore, dando vita ad un’arte che risente della potenza di ciascun artista e di ogni tradizione stilistica, creando una eterogenea cultura europea dei due secoli.
Il periodo delle opere in mostra comprende il cinque, seicento ed è presentato come un teatro dell’anima umana, ricco di conoscenze quindi di speranza per il futuro dell’essere umano.
La città di Roma è la capitale dell’incontro degli artisti che, con la loro presenza, danno vita ad un linguaggio e ad una cultura rinnovata.
L’esposizione è suddivisa in dodici sezioni che occupano le grandi sale della biblioteca del Convento, mostra capolavori provenienti dalle più importanti istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private.
Luci e ombre s’intrecciano nelle opere di talenti straordinari della storia dell’arte, sono esposti dipinti, sculture, oggetti d’arte, da Carracci a Reni, da Luca Giordano a Salvator Rosa, gli artisti viaggiavano e arrivavano a Roma contaminandosi di idee e metodiche.
La luce nei dipinti evidenzia i dolori, il buio esalta la fragilità e la debolezza dell’uomo e dell’artista. In questa Mostra la cultura della tradizione viene posta al servizio della società civile e il visitatore ne può cogliere gli aspetti più profondi.
Da Caravaggio a Rubens, alcune delle straordinarie opere che mi hanno particolarmente colpito sono le tele di Artemisia Gentileschi, nata a Roma alla fine del 1500, figlia del pittore Orazio Gentileschi, pittrice di grande talento e donna dalla vita intensa e difficile. Influenzata da Caravaggio, mostra uno stile intenso e fortemente espressivo.
Le donne dipinte da lei non sono mai passive, ma vive, reali e ribelli.
Artemisia fu grande protagonista del Barocco italiano, portando nella pittura la sua esperienza di vita, di donna che ha reagito ai soprusi del tempo, purtroppo riservati alla condizione femminile.
Da Gian Lorenzo Bernini prodigioso pittore oltreché scultore a Francesco Borromini, architetto, dal palcoscenico di Galileo tra le stelle, alla meraviglia delle visioni mistiche di “San Francesco in preghiera” del Caravaggio, dal trionfo dell’immagine celebrativa, ai paesaggi di Pietro da Cortona ci si muove in un percorso seduttivo, scenico e teatrale, denso di suggestioni.
Una mostra che lascia emozioni, da gustare, in un viaggio speciale tra capolavori che non si possono facilmente vedere insieme, in un percorso così compiuto e affascinante della storia dell’arte.
Una frase dello storico dell’arte americano Erwin Panovsky è illuminante:
”Il Barocco è l’unica fase della civiltà rinascimentale in cui i conflitti che si agitano non vengono rimossi, superandoli, ma si trasformano in energia”
La curatela della Mostra è di Daniele Benati, Enrico Colle, Andreas Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci.
Presidente del comitato scientifico è Cristina Acidini, mentre la direzione generale è di Gianfranco Brunelli.
La Mostra è sostenuta dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, dal Comune di Forlì e dall’Associazione Mediafriends.
