Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Quando il sufismo parlava alla sinistra europea
    • Realismo patriarcale
    • Obsession
    • Un posto per TE
    • Disclosure Day
    • Yellow Letters
    • Quentin Crisp – La speranza è nuda
    • Mai più cosa vostra
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Quando il sufismo parlava alla sinistra europea

      By Nurgül COKGEZİCİ15/06/20260
      Recent

      Quando il sufismo parlava alla sinistra europea

      15/06/2026

      Obsession

      13/06/2026

      Disclosure Day

      09/06/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Donna e lavoro»Donne e arte»    CINQUE MINUTI PER L’ARTE – La Gioconda
    Donne e arte

        CINQUE MINUTI PER L’ARTE – La Gioconda

    Maria Cristina Paselli lifecoachBy Maria Cristina Paselli lifecoach02/03/2026Updated:02/03/2026Nessun commento6 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    LA GIOCONDA (77 x 53)

    1503-1506

    LEONARDO DA VINCI

    Louvre Parigi

    Questo è uno dei dipinti più famosi al mondo.

    Ritrae verosimilmente Monna Lisa Gherardini, identificata nel 1503 da Agostino Vespucci.

    A quindici anni, Lisa viene data in sposa a Francesco del Giocondo, ricchissimo mercante di seta, fornitore ufficiale della casa dei Medici.

    Francesco, cliente del notaio Piero da Vinci, padre di Leonardo, commette la tavola all’artista, la tavola è in legno di pioppo, l’occasione della commessa erano i festeggiamenti per la nascita del terzogenito Andrea e per l’acquisto di una nuova più sontuosa dimora in Firenze.

    Lisa, la modella, terminerà la sua vita a sessanta tre anni, assistita dalla figlia Ludovica, monaca nel Convento di S. Orsola.

    Leonardo era nato da una scappatella del ricco e ambizioso notaio fiorentino, ser Piero da Vinci con una contadina delle campagne attorno al paese, tale Caterina di Meo Lippi che, dopo il parto, fu immediatamente data in sposa al proprietario di una fornace del luogo, con una dote che facesse dimenticare l’accaduto.

    Caterina raggiunge e resta col figlio solo negli ultimi anni della sua vita, nonostante sia sempre stata in contatto con lui, perché era stata costretta ad abbandonarlo ai nonni paterni e alle balie della casa di Piero da Vinci poco dopo la nascita.

    Nel 1493 Leonardo annota in modo freddo, minuzioso e distaccato tutte le spese relative al funerale della madre come se questa fosse un’estranea nella sua vita.

    Una madre prima perduta poi ritrovata, ma troppo lontana negli anni importanti.

    Secondo lo psicologo Sigmund Freud Leonardo subì un profondo trauma infantile per l’abbandono repentino della madre e lo stesso dipinto con l’immagine sempre ritoccata negli anni, testimonierebbe la necessità di definire continuamente e ossessivamente un’immagine femminile sfocata, sfuggente ed evanescente nei suoi ricordi.

    Come figlio illegittimo era stato escluso dalla linea ereditaria e anche umiliato per molti anni da una causa legale con i dodici fratelli, non sempre amorevoli, come egli stesso annota negli appunti personali del Codice Atlantico.

    Non avendo però gli obblighi ereditari del mestiere notarile ha potuto liberamente dedicarsi all’arte e alla scienza, sue curiosità e passioni così può iniziare la sua carriera presso la bottega del maestro Andrea del Verrocchio, una tra le più importanti botteghe della città anche perché era luogo di cultura ed incontri per gli intellettuali dell’epoca.

    L’artista sviluppa un legame estremamente simbiotico con la tela della Gioconda, che si può definire il suo capolavoro più conosciuto.

    Non consegna mai l’opera a Francesco del Giocondo che quindi non la paga, ma sembra abbia preferito venderla o regalarla al suo ultimo mecenate, re Francesco I di Francia.

    Negli ultimi anni, per una probabile paralisi alla mano destra, dovuta forse ad un ictus riuscì difficile per Leonardo completare definitivamente i dettagli più minuziosi della tavola, sebbene pare abbia continuato a ritoccarla in modo maniacale con la mano sinistra e per tanti anni, lavorando e dipingendo sopra le figure, strato su strato, con infinite velature. Si parla di tre differenti strati.

    Analisi digitali effettuate tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 hanno riproposto l’ipotesi che il dipinto nasconda un autoritratto del pittore stesso o il ritratto androgino del suo amante Salaì che occupava un posto speciale nella vita del maestro e giocava spesso indossando abiti e mantelli femminili in bottega.

     A ventiquattro anni, nel 1476, si legge che Leonardo fu addirittura denunciato per sodomia per aver avuto rapporti con un certo Iacopo Saltarelli suo modello, l’episodio turbò molto l’artista di carattere estremamente solitario ed introverso nonostante l’archiviazione della causa per mancanza di prove.

    La perfetta sovrapposizione tra i lineamenti della Gioconda e un famoso autoritratto conservato a Torino, suggerisce l’ipotesi che l’artista abbia fuso la fisionomia di Lisa Gherardini con la propria o con quella di un modello “gender fluid” creando un’immagine simbolica universale che racchiuderebbe entrambi i generi.

    La Gioconda non è solo un ritratto, ma è una complessa sintesi di ricerche scientifiche e filosofiche dell’artista.

    Il sorriso abbozzato della persona in primo piano reso così ambiguo e liquido dall’uso della tecnica dello sfumato rende l’espressione indecifrabile e sfuggente.

    Alcune analisi suggeriscono che ritragga una donna che ha appena partorito, volendo vedere in quell’espressione la dolcezza della maternità, altri sostengono che il sorriso potrebbe rappresentare la dualità dell’essere umano tra conscio e inconscio, felicità e malinconia, natura maschile e natura femminile.

    Nuovi studi recenti condotti da una studiosa di geologia e storia del Rinascimento, Anna Pizzorusso,indicano che il paesaggio sullo sfondo del dipinto non sia un luogo ideale o un paesaggio toscano, come si pensava, ma il lago di Garlate, nella provincia di Lecco.

    L’identificazione si basa sulla conformazione delle formazioni rocciose e sul ponte raffigurato, che corrisponderebbero con precisione alla topografia del luogo. 

    Il paesaggio alle spalle della modella è fondamentale per comprendere il significato più profondo dell’opera, rappresenterebbe l’unione tra microcosmo e macrocosmo in quanto il pittore unisce la figura umana al paesaggio attraverso la luce e la prospettiva aerea.

    Si può pensare ad un parallelismo tra il fluire delle acque che stanno sullo sfondo, il lago, e il sangue o la vita che scorre nel personaggio in primo piano.

    Alla morte di Leonardo le opere finirono in eredità ai due grandi amori della sua vita:

    Giangiacomo Capriotti detto Salaì o diavoletto, suo amante, assistente, allievo giovanissimo e bellissimo che era entrato nella bottega a soli dieci anni, definito poi “ladro, bugiardo e goloso”, dallo stesso maestro.

    Rimase al suo fianco per venticinque anni e fu probabilmente l’erede materiale della tavola dipinta.

    Il suo volto dai tratti efebici appare anche nel San Giovanni Battista.

    Il secondo amore dell’artista fu Francesco Melzi, negli ultimi anni della vita, segretario del cuore e con lui in Francia.

    A Francesco lasciò tutti i Codici e i manoscritti.

    Anche se Leonardo scriveva: “Se sarai solo, sarai tutto solo tuo” amava circondarsi di giovani talentuosi e musicisti. Non ebbe figli biologici, ma considerava i suoi trattati e le sue macchine come la sua vera discendenza.

    Leonardo morì il 2 maggio 1519, all’età di 67 anni, nel castello di Clos Lucé ad Amboise, in Francia, probabilmente a causa dell’ictus.

    È sepolto nella Cappella di Saint-Hubert, all’interno del castello di Amboise.

    Durante la malattia e la morte, avvenuta per cause naturali, fu assistito amorevolmente da re Francesco I, secondo la cronaca del tempo.

    I resti ritrovati, presunti, riposano dal 1874 nella cappella di Saint-Hubert, nel Castello di Amboise.

    Mi piace ricordare una delle frasi più celebri di Leonardo da Vinci che testimonia la sua visione geniale, legata all’osservazione, alla ricerca scientifica per il raggiungimento della conoscenza e della perfezione:

                                          “La semplicità è la più suprema delle sofisticazioni”. 

    Qui il suo genio sintetizza la capacità di ridurre i problemi complessi alla loro essenza, un principio cardine sia nella sua arte che negli innovativi e straordinari studi ingegneristici.

    La Gioconda
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Maria Cristina Paselli lifecoach
    • Facebook

    Specializzata in Scienze d’Azienda, Gestione di Risorse Umane, lavora da tempo nei settori dell’Alta Formazione per Manager, nel Coaching, nella Comunicazione Positiva, Marketing, Creazione di Team Leader, Immagine Personale, Leadership Aziendale e nella Selezione di Personale Hight Level. Collabora con Province e Regioni per Corsi di Avvio e Formazione all’ Imprenditoria . Consulente di Aziende Private ed Enti Pubblici per Attività di Organizzazione, Management, Aggiornamento professionale, Progettazione, Formazione sul Lavoro ed Orientamento. Ha pubblicato testi sulla Formazione, l’Inserimento e il Ricollocamento di donne, adolescenti difficili, adulti e categorie ritenute socialmente deboli. Ha realizzato la sceneggiatura di Performance teatrali al termine di Corsi di Autostima. Ha progettato e diretto Programmi di Prevenzione e Mantenimento del Benessere Psicofisico in Centri di Cura, collaborando con specialisti e terapisti orientali, sia in Veneto che in Toscana.

    Related Posts

    Lucio Fontana: the final cut

    22/05/2026

    CINQUE MINUTI PER L’ARTE: ANDY WARHOL

    17/05/2026

    CINQUE MINUTI PER L’ARTE: GIOVANNI SEGANTINI

    10/05/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Madre e figlia Madre e figlia
    Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100. Sono felice di aiutare I Pugliesi raggiungere 100.000 follower
    Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscime Con I Pugliesi - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
    🎉 Facebook recognized me as a consistent post c 🎉 Facebook recognized me as a consistent post creator this week!
    Ciliegia Ciliegia
    Post su Instagram 18163350511447485 Post su Instagram 18163350511447485
    Begonia in fiore Begonia in fiore
    Post su Instagram 18459693445106505 Post su Instagram 18459693445106505
    La luge La luge
    Maggio il mese dei fiori sta finendo.q Maggio il mese dei fiori sta finendo.q
    Ieri in Gae Aulenti Ieri in Gae Aulenti
    Ieri Al Bam Ieri Al Bam
    Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi g Il mio terrazzo in fiore . cominciano a sentirsi gli odori delle piante
    Post su Instagram 18076618598368811 Post su Instagram 18076618598368811
    Post su Instagram 17925564831330633 Post su Instagram 17925564831330633
    Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio Anche vostra figlia fa shopping nel vostro armadio?
    Le mie peonie non ancora sfiorite Le mie peonie non ancora sfiorite
    Post su Instagram 18095455016469710 Post su Instagram 18095455016469710
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Recensione di Adriana Moltedo Recensione di Adriana Moltedo
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK