Regia di Fabio De Luigi
Con Fabio De Luigi, Virginia Raffaele, Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon Castagno, Andrea Silvestrini, Nicola Mayer, Beatrice Schiros e con la partecipazione straordinaria di Antonio Gerardi
Al cinema dal 5 marzo
Vuoi andare al cinema per lasciarti sorprendere da una commedia frizzante, originale, profondamente contemporanea, capace di farti sorridere e, quando meno te l’aspetti, stringerti la gola? Un film in cui la leggerezza non è superficialità, ma il velo sottile attraverso cui filtra la vita, quella vera, con le sue crepe e la sua grazia?
È da anni che sostengo che Fabio De Luigi sia uno degli attori italiani più sottoutilizzati, nonostante un potenziale enorme, fatto di tempi comici perfetti e di una malinconia appena accennata che sa rendere i suoi personaggi incredibilmente umani. Qui, al suo quarto film da regista, compie un bel salto in avanti. Già nel road movie “50 Km all’ora” aveva mostrato mano sicura e sensibilità narrativa. Ma con “Un bel giorno” raggiunge una maturità artistica piena, e consapevole.

Alla base del film c’è un’idea forte, limpida, originale. Peccato che il cast e molte recensioni finiscano per anticipare uno snodo importante, privando lo spettatore di un primo, gustoso colpo di scena. Ma è un peccato veniale: perché questa pellicola possiede molte altre frecce al proprio arco.
Tommaso è un vedovo con quattro figlie, una più bizzarra (e adorabile) dell’altra. Gestisce una ditta di infissi ed è un uomo metodico fino alla noia, incastrato in una quotidianità prevedibile. La sua vita scorre ordinata, forse troppo. A scompaginarla sono proprio le figlie, turbine di energia e imprevedibilità, e il suo collaboratore in azienda, interpretato da un brillante Antonio Gerardi, presenza ironica e spesso sopra le righe.
Sono proprio le figlie, con una determinazione affettuosa, a “spedirlo” a una festa. Ed è lì che il destino cambia direzione. Tommaso incontra Lara, che ha il volto luminoso e la verve irresistibile di Virginia Raffaele. Tommaso e Lara si innamorano. Ma entrambi si portano dietro un bagaglio pesante, fatto di esperienze, ferite, responsabilità.
La scelta più semplice sarebbe tirarsi indietro, proteggersi, evitare complicazioni. Invece decidono di restare. E così nasce una nuova famiglia allargata, chiamata ad affrontare insieme entusiasmi e inciampi, incomprensioni e riconciliazioni.

Il film si muove con equilibrio tra comicità e sentimento, senza mai cedere al ricatto emotivo. Il divertimento si impasta con la commozione in modo naturale, quasi inevitabile. E mentre si ride, perché si ride davvero, ci si accorge che sotto la superficie c’è un discorso più profondo sulla fragilità, sul coraggio di ricominciare, sulla fatica e la bellezza dello stare insieme.
Perché in fondo è questo il cuore di “Un bel giorno”: la scoperta che l’amore non cancella il passato, ma lo rende abitabile. Non annulla i problemi, ma aiuta ad affrontarli. Ci ricorda che le famiglie non sono perfette, ma possono essere felici. E che, alla fine, stare insieme e volersi bene resta l’unica cosa che conta davvero.
