Il Suono di una Caduta, il film diretto da Mascha Schilinski, è un film del 2025 e da lei co-sceneggiato con Louise Peter con protagoniste Hanna Heckt, Lea Drinda, Lena Urzendowsky e Laeni Geiseler.
Uno dei film più misteriosi e affascinanti visti allo scorso Festival di Cannes 2025 dove ha vinto il Premio della Giuria, ed ha ottenuto otto candidature agli European Film Awards, vincendo il premio per i migliori costumi. E’ il film selezionato dalla Germania come suo candidato all’Oscar 2026 per il Miglior film internazionale.
Presentato Fuori Concorso al Torino Film Festival 2025.
L’idea per il film è venuta alle due co-sceneggiatrici dopo un soggiorno estivo in una fattoria in Germania. Dopo aver visto una fotografia di tre donne risalente al 1920, Schilinski e Peter hanno provato a immaginare la loro vita: “Mentre attraversavamo le stanze della casa colonica, potevamo percepire i secoli. Mi ha fatto tornare in mente una domanda che mi pongo fin dall’infanzia” ha raccontato la regista in un’intervista “Cosa è successo tra queste mura in passato? Chi si è seduto nel posto dove sono seduta io ora? Cosa hanno provato e vissuto le persone che vivevano qui?”.
E’ ambientata in una remota fattoria dell’Altmark, nel nord della Germania. Qui, in epoche diverse ma legate da un filo invisibile, crescono quattro giovani donne, Alma (Hanna Heckt), Erika (Lea Drinda), Angelika (Lena Urzendowsky) e Lenka (Laeni Geiseler).
Le loro vite, pur lontane nel tempo, sembrano rispecchiarsi l’una nell’altra.
La regista Mascha Schilinski, alla sua opera seconda, mescola melodramma, art house, suggestioni metafisiche e surreali, usa perfino strumenti riconducibili al cinema dell’orrore per sedurre e spiazzare il suo spettatore, chiamato a ricombinare il puzzle che mette sullo schermo, nelle immagini piene di sgranature che aumentano e diminuiscono, di luci calde che avvolgono momenti carichi di gelo, taglienti crudeltà, abbandoni carichi di romanticismo in senso a letterario, e non solo sentimentale.
Nell’intrecciare quattro generazioni di donne, alle prese con la freddezza, la durezza, il cinismo e perfino la violenza di una famiglia e di una cultura, Sound of Falling è anche un film nel quale, raccontando di un singolo luogo e di una singola famiglia, Mascha Schilinski racconta anche del suo paese, e della storia del suo paese nel corso del Novecento: le guerre mondiali, l’occupazione sovietica del secondo dopoguerra e la divisione nelle due Germanie, la riunificazione.

Racconta la regista: “Inizialmente, volevamo scrivere ognuno una storia a sé stante. Ma mentre parlavamo, spesso la sera, a volte bevendo vino, abbiamo iniziato a chiederci: chi aveva vissuto qui? Quali vite erano passate attraverso queste mura? È diventato subito evidente che qualsiasi tentativo di costruire una narrazione strutturata, una “trama”, falliva. Era come se il luogo stesso resistesse alla narrazione tradizionale.”
Nel corso della grande guerra, la piccola e introversa Alma assiste senza comprenderne del tutto il peso a un segreto familiare legato all’amputazione di un parente.
Decenni dopo, nel secondo dopoguerra, la discendente Erika si sente inspiegabilmente attratta da quella stessa figura.
Negli anni Ottanta, la nipote Angelika affronta la scoperta della propria sessualità, ma l’ombra minacciosa di uno zio predatore incombe sulla sua adolescenza, lasciando ferite profonde.
Nell’epoca contemporanea, la fattoria — trasformata ormai in una casa vacanze — diventa il luogo in cui la malinconica Lenka intreccia una fragile amicizia con una ragazza segnata dalla perdita della madre. Tra loro riaffiorano, inconsciamente, le stesse insicurezze, paure e speranze delle giovani che l’hanno preceduta.
Mentre la casa cambia volto attraverso le generazioni, il passato continua a filtrare nel presente.
Le storie delle quattro protagoniste si sfiorano e si intrecciano, fino a mettere in crisi la linearità stessa del tempo. In questo ciclo ininterrotto di memoria si compone un ritratto intimo e potente dell’esperienza femminile, sospeso tra sogno, trauma e rinascita.
Il film, opera seconda di una delle nuove e più potenti voci del cinema europeo che aveva esordito col pluripremiato Dark Blue Girl, è un film affascinante e misterioso, che racconta con uno stile ermetico e con molti agganci al cinema di genere, horror in particolare, la storia di quattro generazioni di donne che hanno trascorso la loro giovinezza nella stessa casa, una fattoria situata nel Nord della Germania.
Così la regista ha parlaro del suo film: “Mi è stato chiaro fin dall’inizio che IL SUONO DI UNA CADUTA è tra le altre cose un film sull’atto stesso di ricordare, su come funzionano la percezione e la memoria. E ho scoperto che posso ricordare attraverso il corpo, che posso guardarmi dall’esterno dopo aver vissuto un’esperienza, anche se ovviamente mentre mi ci trovavo dentro non ero in grado di avere quel tipo di percezione. Ho capito presto che volevo raccontare il film da questi punti di vista estremamente soggettivi, con vari momenti di rottura in cui i personaggi si guardano da punto di vista ogni volta diverso”
Mascha Schilinski firma con stile unico e visionario, un affascinante racconto femminile, un capolavoro ipnotico e suggestivo.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
