Cosimo Lerario da anni collabora con dol’s . Un uomo tra tante donne ma gli argomenti da lui riportati sono molto interessanti anche per le nostre lettrici.
A lui, sia detto subito, va imputato il difetto di una irrimediabile incostanza quando si tratta di riempire con qualche sua riga questo nostro spazio online.
Lui lo sa bene, lo ammette e addirittura un po’ ci gongola.
Stavolta, tuttavia, facciamo diversamente. Invece che attendere un suo “pezzo” da pubblicare lo intervistiamo noi, perché ci racconti qualcosa del suo testo teatrale che andrà in scena il mese prossimo.
Bentrovato, Cosimo. Tre anni fa, qui a DOL’s parlammo del tuo dramma “La notte del quinto giorno“…
…che parlava di una figura femminile appartenente alla tradizione orale barese. La leggendaria Morte Epifania, Befana dispensatrice di lutti invece che doni.

Questa volta, invece, c’è “La visita della Madre” …
… che invece ha come protagonista non una leggenda, ma una Donna realmente esistita: la Duchessa Isabella d’Aragona, che visse a Bari dal 1501 al 1524.
Una Donna di una modernità incredibile per quei tempi. Nel pensiero e nei comportamenti.
Che guidò il Ducato di Bari con saggezza e lungimiranza, trasformando la città in una moderna e dinamica metropoli.
Il che, nella storia di chi ha governato Bari sino ai nostri giorni, non è mai più stato replicato da nessuno.
E dire che non era nemmeno barese, ma napoletana di nascita e milanese di formazione.
Una sovrana illuminata.
Ma soprattutto una Donna volitiva, forte e determinata.
Ebbe una vita difficile: dalle umilianti violenze domestiche subite alla corte milanese degli Sforza a tragedie strazianti, quali le morti premature di ben tre dei suoi quattro figli e la vedovanza quand’era ancora giovane. Chiunque ne sarebbe uscita schiantata; ma lei invece no.
Ebbe dunque una vita straordinaria
Che in scena faccio narrare a lei stessa; anzi, al suo spettro.
Lo fa rivolgendosi a due coniugi baresi che se la ritrovano davanti nella Basilica di San Nicola in un giorno di pioggia.
Come mai quel titolo ?
Perché lo spettro di Isabella si trova in Basilica per visitare la tomba di sua figlia Bona; che, come noto, è inumata nel mausoleo collocato dietro l’altare maggiore.
Tipico del tuo stile narrativo, che strizza sempre l’occhio all’occulto.
Vero. È la cifra stilistica a cui sono più affezionato.
Tuttavia lasciami precisare che questo non è un testo cupo e pesante. Tutt’altro.
È molto alleggerito dalle battute divertenti che i due coniugi si rivolgono reciprocamente punzecchiandosi di continuo.
Non è un testo comico, ovviamente; ma comunque ricco di spunti divertenti.
E più simile ad una fiaba onirica che ad una tragedia classica.
Chi lo porterà in scena?
Sarà il TEATRINO DELLA COLONNA di Adelfia (in provincia di Bari).
Una Compagnia assolutamente seria e affidabile. Di quelle che non perseguono lo “sbigliettamento” a tutti i costi con produzioni banali, ma orientata a proporre un repertorio sempre di buona qualità e livello culturale.
Dal momento che siamo su DOL’s ricordo che ha già messo in scena eccellenti lavori in cui sono state narrate Donne straordinarie quali Artemisia Gentileschi, Tamara de Lempicka e Savina Rupel.
Ed ora, anche Isabella d’Aragona.
Per l’appunto.
La Duchessa sarà interpretata da Anna Maria DAMATO. Attrice intensa e rigorosa, dalle spiccate corde drammatiche, che sicuramente renderà al meglio tutti i “colori” emotivi di quella vita straordinaria.
Poi c’è la coppia di coniugi.
La parte della moglie goffa ed impicciona è affidata alla effervescente verve di Monica ANGIULI, anche regista e scenografa dello spettacolo. L’anima stessa del Teatrino della Colonna, che dirige dalla sua fondazione con sagacia e competenza.
Il marito disincantato e a tratti un po’ cinico sarà, invece, un più misurato ma non meno sapido Aldo FORNARELLI. Di cui svelo un piccolo retroscena: quando io stesso non avevo preso in considerazione la possibilità di rappresentare questo lavoro, un sabato mattina me lo ritrovai praticamente in casa a pretendere di portarsi via il copione. Del che, comunque vada, gli sarò sempre grato.
Ricordiamo quando e dove si terrà la “prima”.
Il 20 marzo prossimo. Al Teatro Bravò, a Bari.
Per concludere, cosa ti auguri davvero per questo lavoro ?
Sarebbe fin troppo scontato dire “che possa piacere al pubblico”.
In realtà mi piacerebbe ancor più che venisse rappresentato nelle scuole; così che i giovani baresi (ma non solo loro) possano conoscere uno dei più importanti periodi della Storia della loro città.
E che quel momento di splendore fu reso possibile da una Donna assolutamente straordinaria.
