Regia di Emerald Fennell
con Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes, Ewan Mitchell
Nelle sale dal 12 febbraio
La critica si sta accanendo su questa nuova roboante versione del romanzo di Emily Brontë. Andrebbe troppo oltre ogni interpretazione del romanzo, metterebbe in secondo piano il contesto storico, sarebbe troppo contemporanea e barocca, o, semplicemente, di cattivo gusto.

Io non sono d’accordo. Se feuilleton deve essere, che feuilleton sia! Del resto la regista Emerald Fennell già aveva dimostrato il suo stile nella serie Saltburn. Se vi aveva appassionato, andate serene a vedere anche Cime tempestose. Se quegli eccessi, a volte compiaciuti, lo ammetto, vi avevano disturbato, lasciate perdere che sugli schermi le alternative di ottimi film autoriali non mancano.

Ma torniamo alla fatale attrazione fra Cathy Earnshow e Heathcliff, protagonisti del romanzo uscito nel 1847. Crescono assieme, perché il padre di Cathy adotta il ragazzino trovatello a cui è proprio la figlia a dare il nome. I due sono inseparabili e crescono assieme in una relazione vagamente incestuosa. Si attraggono ma se la conoscenza e l’intimità fanno nascere un legame profondo sono al tempo stesso un ostacolo perché possa accadere altro. In più, all’epoca, era inconcepibile che una donna sposasse un uomo di una classe sociale inferiore. Ma la passione non si attenuerà mai e quando finalmente potrà concretizzarsi, sarà catastrofe.

I paesaggi dello Yorkshire sono cupi quanto basta e le cime tempestose, con più pioggia che vento, anche perché cinematograficamente rende meglio, fanno da sfondo teatrale alla storia. Come teatrali sono le scenografie volutamente fasulle, quasi quinte in cartapesta.

La casa paterna di Cathy con padre padrone, giocatore e ubriacone, incapace di controllarsi, conosce un progressivo decadimento che contrasta con lo splendore della dimora del vicino Edgard, l’uomo giusto per Cathy con cui accasarsi. Girare per le stanze riccamente arredate con altrettanto lussureggiante pallette di colori soddisfa i gusti estetici più kitsch di cui non necessariamente bisogna vergognarsi.

Tornando alla storia che tutti conoscono, accade che per un equivoco in stile Giulietta e Romeo Heathcliff lasci il villaggio, abbandonando l’amata. Quando tornerà, ricco e sempre più innamorato di Cathty, i due finalmente potranno dare sfogo alla passione. E la regista si lascia trascinare nelle scene di sesso, tutte molto coreografiche.

I costumi sono fantastici e Margot Robbie, ancora un filo Barbie, li indossa magnificamente. E poi, la vogliamo spendere qualche parola sul nuovo sex symbol Jacob Elordi? Insomma, non è male per niente ed è a suo agio con la brutalità anche sadica del suo personaggio. Per non dire della voce profonda e rauca (consiglio ai fan la versione originale) un po’ ancora Frankenstein, espressione di una virilità primitiva che a seconda di come la si guarda diventa innocente o perversa. In ogni caso esplosiva.

Certo nel film è tutto molto pop, barocco, sopra le righe. Le scene di sesso poco hanno a che fare con la morale dell’Ottocento (e anche con la profondità del romanzo) e molto di più con le abitudini di oggi. La chimica fra Elordi e Margot Robbie e ancora di più con Alison Oliver (già sua partner in Saltburn) è fortissima.
Per concludere, avete capito il piatto che vi aspetta. Io dico che può essere molto divertente.
