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    La gioia

    Erica ArosioBy Erica Arosio10/02/2026Nessun commento3 Mins Read
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    Regia di Nicolangelo Gelormini  

    con  Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella, Betti Pedrazzi

    Nelle sale dal  12 febbraio

    Che brava Valeria Golino, lei così vitale e estroversa, a calarsi nel ruolo di Gioia. Imbruttita, con le lenti a contatto marrone a nascondere gli occhi chiari, abiti senza forma e fuori moda che la ingoffano, rinuncia ai ricci e mostra capelli piatti, appiccicati. Si muove legnosa, impacciata, con passi da anziana, spaventata dal mondo. Timida, eppure animata da una voglia di vivere trattenuta così a lungo che per forza diventerà la sua rovina.

    Siamo a Torino, alle prese con personaggi che non hanno diritto alla felicità. Gioia, donna di mezza età, è una insignificante professoressa di francese al liceo, abita in una villa buia con grande giardino dove gli antichi splendori sono ormai un ricordo. Il padre ha l’Alzheimer, la madre controlla sadicamente ogni mossa della figlia che si divide fra scuola e casa, privata di ogni altro spazio.

    Alessio è uno studente svogliato ma intelligente, segnato già da una vita allo sbando. Spinto anche dalla madre che pensa solo a se stessa, usa il suo corpo per portare a casa qualche soldo. Si traveste, si esibisce in localacci equivoci, fa sesso mercenario con uomini e donne. L’incontro con Gioia, a cui chiede ripetizioni di francese, non potrà che sfociare nella tragedia. Eppure se solo ci fosse stato più coraggio, se il destino fosse stato più indulgente, le due anime perse avrebbero potuto salvarsi a vicenda.

    Siamo al cospetto di personaggi al limite, Gioia troppo ingenua, Alessio troppo corrotto nonostante la giovanissima età, dilaniato dal bisogno di riscatto sociale, la madre Claudia troppo anaffettiva e lo “zio” troppo farabutto.

    Il film è doloroso e vedere come l’ingenua, generosa Gioia venga irretita fa venire voglia di gridarle: “Stai attenta! Ma cosa fai?”.  In ogni caso è troppo tardi, lei ha troppa voglia di vivere e Alessio sa solo sedurre e manipolare.

    Iperrealistico e pop nelle prime scene dove è in campo il degrado di Alessio, romantico nella descrizione delicata del rapporto fra Gioia e Alessio che ha momenti di autenticità, anche se la luminosità per uno come lui è irraggiungibile. Poetico in alcune sequenze felici (quella del bacio sull’albero che appare anche nel manifesto). Capace di raccontare le architetture di una Torino poco vista, come nelle bellissime riprese al Lingotto, nobilitate dallo sguardo del regista che è un architetto.

    Bravissimo Francesco Colella nel ruolo più dannato: è l’anima nera di Alessio, morboso e squallido.

    Una parabola sulla violenza e gli errori che portano solo all’annientamento.

    Nicola Gelormini aveva già lavorato con Valeria Golino in Fortuna (un bel film, recuperatelo se non l’avete visto) ha poi duretto una puntata della serie L’arte della gioia. In La gioia conferma il suo talento, l’attenzione alla direzione d’attori e la capacità di raccontare storie che sebbene radicate nel territorio riescono a elevarsi a temi universali.


    Il film è tratto dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento, di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, diventata poi una sceneggiatura vincitrice nel 2021 del Premio Solinas.

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    Erica Arosio

    Erica Arosio, milanese, una laurea in filosofia, giornalista, scrittrice, critico cinematografico, è mamma di due figli meravigliosi, Mimosa e Leone. è stata a lungo responsabile delle sezioni cultura e spettacolo del settimanale «Gioia» e ha curato per vari anni la rubrica cinema di «Radio Popolare». Autrice di una biografia su Marilyn (1989 Multiplo, poi 2013 Feltrinelli Real cinema, in cofanetto con il dvd «Love, Marilyn»), ha collaborato a varie testate, fra cui «la Repubblica» e «Il Giorno». Nel 2012 esce il suo primo romanzo, “L’uomo sbagliato” (La Tartaruga, poi Baldini & Castoldi, 2014). Con Giorgio Maimone scrive una serie di gialli ambientati nella Milano degli anni 50 e 60: “Vertigine” (Baldini & Castoldi, 2013), “Non mi dire chi sei”, “Cinemascope” , “Juke-box” e il racconto “Autarchia” nell’antologia “Ritratto dell’investigatore da piccolo” (tutti per Tea), “Macerie” (2022, Mursia), “Mannequin” (2023, Mursia) Sempre con Giorgio Maimone ha scritto “L’Amour Gourmet” (Mondadori, 2014), un romanzo sentimentale ambientato nella Milano degli anni Ottanta, il mémoire sul ’68 “A rincorrere il vento” (2018, Morellini) e i gialli ambientati in Liguria “Delitti all’ombra dell’ultimo sole” (2020, Frilli) e “La lista di Adele” (2021, Frilli). A gennaio 2024 è uscita l’audioserie originale Faccia d’angelo, storia di Felice Maniero e della mala del Brenta, disponibile sulle principali piattaforme. E’ autrice di ”Carne e nuvole” (Morellini, 2018) una raccolta di 101 racconti brevi e della favola ”La bambina che dipingeva le foglie” (Albe edizioni, 2019). Ha pubblicato diversi racconti in antologie collettive ed è fra gli autori in Delitti di lago 3, 4 e 5 (Morellini editore).

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