Il rapimento di Arabella è un film scritto e diretto da Carolina Cavalli 36enne, regista, sceneggiatrice e scrittrice Milanese, presentato alla 82ª Mostra del cinema di Venezia, in concorso nella sezione Orizzonti, ha ottenuto il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile per Benedetta Porcaroli.
Il rapimento di Arabella è un road movie esistenzialista e divertente: due ragazze in viaggio alla ricerca della versione migliore, e perduta, di loro stesse, con ritorni comici goffi e assurdi in cui il film diventa una commedia estremamente brillante e intelligente.
Holly (Benni Porcaroli), ventotto anni, ha sempre pensato che la sua vita non fosse andata nel verso giusto. Quando incontra una bambina di nome Arabella (Lucrezia Guglielmino), si convince di aver trovato se stessa da piccola. Decisa a scappare di casa, la bambina nasconde la sua identità e asseconda il desiderio di Holly: tornare indietro e diventare qualcuno di speciale.
La bambina non sopporta di restare in silenzio ad ascoltare il papà e vorrebbe solo andare a mangiare un taco. Mentre il padre prende la parola, Arabella lo provoca urlando il nome di Jonathan Franzen, ben sapendo quanto Jonathan sia geloso del suo successo. Per evitare ulteriori incidenti, la guardia del corpo accompagna la bambina al vicino Taco King. Approfittando di un momento di distrazione, Arabella scende dall’auto nel parcheggio, dove incontra Holly.
Si osservano come se si riconoscessero. Holly è colpita da un dettaglio in particolare Arabella finge di zoppicare, proprio come faceva lei da bambina e inizia a convincersi che la piccola rappresenti una versione passata di sé stessa, comparsa davanti a lei come per offrirle una possibilità di riscatto.
Il film è stato accolto con recensioni generalmente favorevoli da parte della critica cinematografica, che ne ha apprezzato la regia e la sceneggiatura, oltre che l’interpretazione di Porcaroli e Guglielmino.
Giorgio Amadori di Sentieri selvaggi descrive il film come una «commedia dell’assurdo» distante dal cinema italiano, riscontrando similitudini con Joel ed Ethan Coen e Wim Wenders, apprezzandolo tuttavia per essere «divisivo, imperfetto, perfino respingente sotto certi aspetti»
Nessuno come Carolina Cavalli riesce a capire le ragazze che si sentono incomprese.
Le ragazze di Cavalli sono sole, ma di quella solitudine speciale che appartiene a chi è destinato a cose grandi; incomprese dagli altri perché in anticipo sui tempi, ma stanno anche bene, o almeno trovano un loro modo di starci.
Con suggestioni autoriali di un certo cinema europeo, dall’ironia sottile di Aki Kaurismäki ai tableau vivant di Roy Andersson. «È un mondo un po’ spostato rispetto al reale», dice Benedetta Porcaroli, – e prosegue -“Con Cavalli siamo anche molto amiche ma trovo che Carolina sia geniale, l’assurdo nei suoi film è qualcosa di profondamente vero e sentito. Sei sempre in bilico, e siccome io nella vita sono così, ci rispecchiamo l’una nell’altra… Siamo funambole, entrambe concentratissime sullo stato emotivo del personaggio, per tenerlo nell’equilibrio e nel territorio che lei ha immaginato. La mia forza è l’ironia, mi dà il coraggio e la spinta per non prendere le cose troppo sul serio, pur essendo io profondamente romantica.”
Riguardo Lucrezia Guglielmino, Benni ha dichiarato :- “È straordinaria, i bambini arrivano direttamente alla verità, senza fronzoli. Era incredibile vedere come avesse capito tutto del film, straordinaria. Abbiamo costruito un rapporto di sorellanza, ho passato pomeriggi a colorare con lei sul set.”
Come ha dichiarato la regista:“Il Rapimento di Arabella non parla proprio di un rapimento nel senso più tradizionale del termine, anche se si intitola così. Parla soprattutto di una ragazza che trova un modo per risolvere il suo passato, superare i rimpianti, calmare l’ansia del futuro e dimenticare le aspettative fallite. La protagonista, Holly, fa parte di un gruppo di persone, di una generazione, forse, che teme che la vita sia sempre da un’altra parte”.
Cavalli e Porcaroli sono un duo perfetto.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.

1 commento
Il rapimento di Arabella è una commedia esistenzialista che unisce ironia e riflessione sulla crescita personale. Il viaggio di Holly e della piccola Arabella slot online soldi veri diventa metafora della ricerca di sé stesse, tra momenti comici e scene surreali. La regia di Carolina Cavalli e le interpretazioni di Benedetta Porcaroli e Lucrezia Guglielmino rendono il film coinvolgente, originale e capace di parlare a una generazione in bilico tra passato, presente e aspettative future. Il film riesce a trasformare situazioni assurde in spunti profondi, offrendo al pubblico un’esperienza cinematografica unica e emozionante.