Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Caravaggio SCUDO CON TESTA DI MEDUSA
    • CINQUE MINUTI PER L’ARTE
    • I rischi di una riforma sulla violenza sessuale
    • Il mago del Cremlino
    • Bellocchio racconta il caso Tortora
    • Il benessere delle donne al centro
    • Cime Tempestose
    • Il corso di comunicazione gentile che migliora la vita
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Il mago del Cremlino

      By Erica Arosio12/02/20260
      Recent

      Il mago del Cremlino

      12/02/2026

      Bellocchio racconta il caso Tortora

      11/02/2026

      Cime Tempestose

      11/02/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Cultura»Film»INLAND EMPIRE – L’impero della mente
    Film

    INLAND EMPIRE – L’impero della mente

    DolsBy Dols23/01/2026Updated:23/01/2026Nessun commento6 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    INLAND EMPIRE  è l’ultimo lungometraggio diretto da Lynch prima della sua morte avvenuta il 16 gennaio 2025, e sembra girato domani, e si distingue per essere l’unico della sua carriera ad essere stato girato interamente in digitale.

    di Adriana Moltedo

    Lynch ci ha lasciato l’anno scorso e sembra un’eternità.

    Inland è un flusso di pensieri  liberi di un artista. E’un sogno di tre ore senza capo né coda, è un’opera d’arte moderna senza un inizio e una fine che non si può raccontare. E’ quello che è il cinema secondo Lynch che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali.

    Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, del concetto del Tempo casuale e assoluto, fatto di frammenti ripetitivi che compongono la storia e l’unica è guardare e ascoltare, sentire.

    Il film è quasi muto ora a colori ora i B/N con primissimi piani agghiaccianti, occhi sbarrati da incubo alternati a lampade da tavolo che ci illuminano d’immenso.

    Altrettanto attuale è la recensione del 15 febbraio 2007 che fece  sull’Espresso Lietta Tornabuoni,  in cui  definì “Inland Empire il film più difficile e incomprensibile di David Lynch, un “labirinto” che mescola passato e presente, mostrando una donna (Laura Dern) in pericolo in una zona periferica di Los Angeles, che è anche un vasto mondo interiore, dove i confini tra realtà e finzione si dissolvono in una complessa esplorazione della coscienza umana. – Inland Empire – prosegue Tornabuoni – è una zona residenziale ai margini di Los Angeles, ma è anche il vasto mondo interiore.

    Il più difficile dei film di David Lynch, almeno sinora, è incomprensibile: brandelli di fatti del passato e del presente, una donna in pericolo (è Laura Dern di Cuore selvaggio), un film nel film con il regista impersonato da Jeremy Irons, una sceneggiatura decostruita, un amore adulterino.

    Un caos simile a una mente umana. All’inizio una coppia non riconosce la propria stanza d’albergo. «Spogliati», ordina lui, e domanda. «Lo sai cosa fanno le puttane?». «Scopano», risponde lei e subito dopo la si vede piangere guardando la tv, mentre due uomini con teste da coniglio dalle lunghe orecchie s’accomodano su un divano. Corridoi, una infida vicina di casa, vento malefico, nebbie diaboliche, illuminazione bassa, immagini sgranate, lavorazione in digitale, atmosfera alla Twin Peaks: quasi tre ore.”

    L’autore è enigmatico e labirintico.

    E prosegue:”Meno male che Lynch è una persona gentile. Non che fornisca chiarimenti di merito («Cosa vogliano dire i miei film, proprio non lo so»), ma dà qualche spiegazione di metodo. Niente storie previste guidate verso il finale, dice: destrutturazione. Dice che il compito di un film è far sentire e provare qualcosa nel profondo, abitudine che si è ormai perduta: quando un film è forte, potente, la gente ha una reazione di rigetto, perché si spaventa. Dice che ama immergersi nel subconscio proprio o altrui; che il bello d’un film è che può raccontare un po’ di un certo aspetto delle cose che le parole non riescono a esprimere, e passare oltre.

    Dice che i suoi film significano cose diverse a seconda di chi li vede, e va benissimo così: purché non siano portatori d’un messaggio o di un imperativo morale. Basta avere intuito, cioè mettere insieme intelligenza ed emozione, per comprendere ciò che prima pareva incomprensibile.”

    Molteplici storie si intrecciano attraverso la città di Los Angeles, la trama appena abbozzata sfocia in un estuario di depistaggi in cui l’ordine cronologico diviene vago, dove non esistono confini tra sogni e realtà, Nikki comincia a confonderle entrambe, rivede sé stessa, scappa dietro le quinte finendo in altre realtà.

    Ed è in quel momento che ci accorgiamo di essere sul set di On High in Blue Tomorrows e rivediamo la macchina da presa diretta da Kingsley. A morire è stato solo il personaggio interpretato da Nikki, Sue Blue. Terminato il film l’attrice si allontana quasi ipnotizzata, entra in una sala cinematografica, attraversa corridoi, sale e scale, ritrovandosi infine nella stanza dei conigli vista nella sitcom. Quest’ultimi, però, non ci sono più. Alla fine affronta il Fantasma, ma riesce ad ucciderlo sparandogli con una pistola,

    Il cast include attori storici di Lynch come Laura Dern, Harry Dean Stanton e Justin Theroux, oltre a Jeremy Irons e l’esordiente Terryn Westbrook.

    Durante i titoli di coda vengono mostrate diverse donne che ballano e cantano in playback una canzone.

    Lynch ha descritto il film come «un mistero su una donna in pericolo». In un’altra intervista ha parlato del metodo che ha usato per girare il film: «non ho mai lavorato ad un progetto come questo prima. Non so esattamente come si rivelerà alla fine… Questo film è molto diverso perché non ho un copione. Ho scritto le cose scena per scena e molte di loro sono già state girate, ma non ho molto se non qualche indizio su come finirà. È un rischio, ma ho questa sensazione che tutto sia collegato, questa idea in questa stanza è in qualche modo legata a quella idea in quella stanza».

    Un giorno suo fratello John gli spedì un album di ritagli che il regista era solito collezionare quando aveva cinque anni. Aprendolo, la prima fotografia che vide fu una veduta di Spokane sotto la quale c’era scritto “Inland Empire”. Questo fatto confermò ulteriormente la scelta del titolo, che secondo Lynch dovrebbe essere scritto in maiuscolo (INLAND EMPIRE).

    Ha girato gran parte del film a Łódź, in Polonia, con attori locali tra cui Karolina Gruszka, Krzysztof Majchrzak, Leon Niemczyk e Piotr Andrzejewski. Ha girato anche a Los Angeles e dintorni per poi tornare in Polonia per terminare le riprese. 

    Lynch annunciò che da Inland Empire in poi avrebbe girato esclusivamente in digitale, non più su pellicola tradizionale. Per questo film ha usato una telecamera semiprofessionale Sony PD150.

    Inland Empire è stato proiettato in anteprima mondiale il 6 settembre del 2006 alla 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione fuori concorso. In occasione della proiezione, Lynch è stato premiato con il Leone d’Oro alla carriera.

    Il film più misterioso ed enigmatico di David Lynch che dopo questo lungometraggio  e per 10 anni, “solo” cortometraggi, documentari, come tutti i ragazzi del mondo amanti del cinema, oltre a mostre, sculture e quadri, foto, musica e tanta meditazione…

    Ora il film in occasione del 20° anniversario dalla sua prima uscita, torna in versione restaurata 4k sui nostri schermi.

    moltedo-film

    Adriana Moltedo

    Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

    Related Posts

    Il mago del Cremlino

    12/02/2026

    Bellocchio racconta il caso Tortora

    11/02/2026

    Cime Tempestose

    11/02/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Tcl Tcl
    Post su Instagram 18097129618925781 Post su Instagram 18097129618925781
    Post su Instagram 18327224653175642 Post su Instagram 18327224653175642
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Fabio Mauri alla Triennale Fabio Mauri alla Triennale
    Mostra alla triennale su Fabio Mauri Mostra alla triennale su Fabio Mauri
    Recensione di Erika Arosio Recensione di Erika Arosio
    Recensione di Adriana Moltedo Recensione di Adriana Moltedo
    Il melograno Il melograno
    Ritorna il celebre film Ritorna il celebre film
    Al PAC a Milano Al PAC a Milano
    Al PAC di Milano Al PAC di Milano
    Pop art al PAC a Milano Pop art al PAC a Milano
    Recensione di Erika Arosio Recensione di Erika Arosio
    Giacomo Balla Giacomo Balla
    Torino Torino
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Buona Epifania Buona Epifania
    fiori e auto fiori e auto
    Post su Instagram 18008920724819418 Post su Instagram 18008920724819418
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK