di James Cameron
con Sam Worthington, Zoe Saldaña, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Oona Chaplin, Cliff Curtis, David Thewlis, Giovanni Ribisi, Kate Winslet
nelle sale dal 17 dicembre
Gli americani amano le saghe e il cinema pure. Gli spettatori le premiano con incassi miliardari. Le saghe sono la mitologia moderna, l’Olimpo dei nostri giorni e i protagonisti, come gli dei greci, hanno esistenze avventurose, genealogie complesse, prove da superare, ostacoli, tragedie e a volte un lieto fine.

Poi ci sono i fan che padroneggiano alla perfezione ogni dettaglio delle complesse genealogie e magari collezionano anche i gadget. Perché il merchandising è intrinseco nella struttura di una saga, che è un’operazione commerciale articolata e sofisticata che deve coprire costi di produzione il più delle volte esorbitanti.

James Cameron è un genio e si muove con grande abilità nel cinema più popolare e tecnologico, da Terminator a Rambo, dal successo planetario di Titanic all’ultima sfida, Avatar, arrivato al terzo capitolo.
Per i pochi che non sanno di cosa si tratti, riassumiamo: Pandora è un bellissimo pianeta molto lontano dalla Terra con flessuosi abitanti, alcuni buoni, altri cattivi. I terrestri sono pericolosi, lo stanno invadendo per abitarci e soprattutto per estrarne le preziose risorse. Ma c’è chi si oppone.

La trama in senso stretto conta poco, seguire il suo evolversi è, secondo me, l’aspetto meno interessante di Avatar che ha il suo punto di forza nelle immagini. La tecnologia del 3 D ha fatto miracoli e le scene che passano sullo schermo sono di una bellezza inimmaginabile. Avatar fuoco e cenere è un sogno, un’esperienza immersiva fatta di colori, personaggi delicati o aggressivi, un sogno popolato di paesaggi lussureggianti e magici ma anche con scorci aggressivi e guerrieri. Infine, il mare. Avvolgente, trasparente e buio negli abissi, abitato da creature più esoteriche che magiche.

Ci sono poteri sovrannaturali, sciamanici, quelli che derivano dalle Grandi madri, su Pandora così come sulla nostra più modesta Terra. Ci sono amori adolescenziali e amori maturi. C’è l’onore del guerriero e la missione del capotribù che deve proteggere la sua gente.

C’è anche una creatura di mezzo, un ragazzino umano adottato dai “buoni”. Non può respirare, deve indossare una maschera ma l’evoluzione che lo avvicina quel popolo alieno trasformerà anche lui.

Una grande battaglia fra il Bene e il Male, lo spettro del nostro colonialismo, il dovere di preservare l’ambiente e di difendere i deboli. C’è tutto nelle tre ore abbondanti di questo meraviglioso film: passeranno e non ve ne accorgerete, assorbiti da un fascino che è fatto di tecnologia ma anche di umani (e alieni) sentimenti. E quando c’è tutto, non può che diventare un grande successo.

